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  • Venerdì 8 agosto 2025

Armenia e Azerbaijan hanno firmato un accordo di pace, anche grazie a Trump

Dopo quasi quarant'anni di dispute, l'Armenia ha accettato la creazione di un corridoio che unisca le due parti dell'Azerbaijan

Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump tra il presidente dell'Azerbaijan Ilham Aliyev, a sinistra, e il primo ministro dell'Armenia Nikol Pashinyan
Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump tra il presidente dell'Azerbaijan Ilham Aliyev, a sinistra, e il primo ministro dell'Armenia Nikol Pashinyan, alla Casa Bianca, l'8 agosto 2025 (REUTERS/Kevin Lamarque)
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Venerdì sera il presidente dell’Azerbaijan Ilham Aliyev e il primo ministro dell’Armenia Nikol Pashinyan hanno firmato un accordo di pace alla Casa Bianca, in presenza del presidente degli Stati Uniti Donald Trump. Il rapporto conflittuale tra i due paesi del Caucaso meridionale durava dal 1988, aveva causato due guerre, una negli anni Novanta e una nel 2020, e nel 2023 aveva portato alla fuga di più di 100mila persone di etnia armena dall’Azerbaijan dopo l’attacco militare azero alla regione separatista del Nagorno-Karabakh. L’accordo di pace è il più grande successo che Trump abbia raggiunto finora nel suo tentativo di presentarsi al mondo come pacificatore internazionale.

Trump ha fatto mettere d’accordo i due paesi convincendo Pashinyan a permettere la creazione di un corridoio di circa 40 chilometri in territorio armeno che colleghi l’Azerbaijan alla Repubblica autonoma di Nakhchivan, una exclave azera che si trova tra i territori di Armenia, Turchia e Iran. Per riuscirci il presidente statunitense ha promesso all’Armenia che gli Stati Uniti si occuperanno dello sviluppo del corridoio e che sosterranno il paese nel caso in cui l’Azerbaijan dovesse intraprendere nuove azioni ostili. Inoltre Trump ha promesso a entrambi i paesi degli accordi bilaterali di sviluppo economico.

Il corridoio prenderà il nome dallo stesso Trump, secondo quanto fatto sapere dall’amministrazione statunitense: sarà chiamato “Trump Route for International Peace and Prosperity”, cioè “Strada Trump per la pace e la prosperità internazionale” e indicato con l’acronimo TRIPP. Attraverso il corridoio l’Azerbaijan sarà collegato direttamente alla Turchia e le merci e i cittadini azeri non dovranno passare per l’Iran o per la Russia per raggiungere altri paesi.

Il corridoio comunque rimarrà territorio armeno. Secondo un’anticipazione fatta a CNN da un membro dell’amministrazione, gli Stati Uniti si occuperanno di affidare a un consorzio di aziende private lo sviluppo infrastrutturale ed economico del corridoio, dentro cui dovrebbero essere realizzate una linea ferroviaria, un oleodotto e un gasdotto (l’Azerbaijan è un grande produttore di gas naturale) e una rete di comunicazione in fibra ottica.

Non è chiaro cosa preveda l’accordo di pace, il cui testo non è ancora stato diffuso, riguardo alle contese di Armenia e Azerbaijan sui loro confini.

La diplomazia degli Stati Uniti aveva cominciato a occuparsi dei rapporti tra i due paesi lo scorso marzo su mandato di Trump, che vuole essere riconosciuto nel mondo come risolutore di conflitti internazionali. Finora non è riuscito a ottenere grandi risultati riguardo alle due guerre più grosse in corso, quella in Ucraina e quella nella Striscia di Gaza. Prima di questo accordo di pace aveva avuto un qualche ruolo solo nell’appianamento di dispute di minor gravità, come il cessate il fuoco di fine luglio tra Cambogia e Thailandia: Trump aveva minacciato entrambi di sospendere le trattative commerciali con gli Stati Uniti se avessero continuato a scontrarsi in una zona di confine contesa.