L’accordo per evitare lo “shutdown” negli Stati Uniti è stato bocciato
Era stato sostenuto da Donald Trump, ma molti anche nel suo partito non l'hanno approvato

Giovedì sera la Camera degli Stati Uniti ha bocciato un piano che nelle ore precedenti Democratici e Repubblicani avevano trovato per evitare lo shutdown, cioè la sospensione di tutte le attività non essenziali del governo federale. Il piano era stato proposto e sostenuto dal presidente eletto Donald Trump (Repubblicano), ma nel voto alla Camera è stato respinto: i Repubblicani, che hanno la maggioranza alla Camera, non hanno raggiunto i due terzi dei voti richiesti, e 38 di loro hanno votato contro insieme ai Democratici.
Trump aveva respinto un precedente accordo che i parlamentari del suo partito avevano trovato con i Democratici. Lo aveva fatto dopo che mercoledì l’imprenditore Elon Musk, proprietario del social network X e suo stretto collaboratore, aveva scritto diversi post in cui aveva attaccato i Repubblicani che avevano firmato l’accordo, sostenendo che contenesse misure non necessarie e spese eccessive.
Nelle ore successive Trump, con l’intermediazione dello speaker della Camera Mike Johnson (Repubblicano), aveva proposto un nuovo accordo, in cui erano state tolte alcune delle spese previste nel primo. Il cambiamento maggiore rispetto al primo testo era la sospensione per due anni del cosiddetto “tetto del debito”, cioè la quantità di soldi che lo stato può prendere in prestito sui mercati e che deve essere autorizzata periodicamente dal Congresso.
La questione del “tetto del debito” si rinnova praticamente ogni anno negli Stati Uniti, ed è sempre fonte di grossi contrasti tra Democratici e Repubblicani: lo scorso anno dopo molte discussioni era stato sospeso fino al primo gennaio 2025. Trump avrebbe voluto sospenderlo di nuovo per due anni già ora, in modo da trovarsi in una situazione a lui favorevole quando si insedierà come presidente, il 20 gennaio.
Alla proposta però sono contrari diversi esponenti del Partito Repubblicano, secondo cui non si può sospendere il “tetto del debito” senza prima adottare drastici tagli alla spesa pubblica.
Ora per evitare lo shutdown il parlamento statunitense ha tempo fino alla fine della giornata di venerdì: entro mezzanotte entrambe le camere del Congresso devono approvare un accordo, che poi dovrà essere firmato dal presidente, che fino al prossimo 20 gennaio sarà ancora il Democratico Joe Biden. Se non ci riusciranno tutto il settore pubblico federale che non è polizia, vigili del fuoco, forze armate e gestione del traffico aereo e delle infrastrutture di base dovrà fermare ogni attività e lasciare a casa i dipendenti.
– Leggi anche: Gli shutdown del governo esistono solo negli Stati Uniti