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  • Martedì 26 marzo 2024

I video di Jair Bolsonaro rimasto per due giorni nell’ambasciata ungherese di Brasilia

Risalgono a metà febbraio e li ha diffusi il New York Times: l'ex presidente brasiliano è coinvolto in molte indagini e l'ipotesi è che in quei giorni volesse sfuggire all'arresto

The New York Times
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Lunedì il New York Times ha diffuso alcuni brevi video girati tra il 12 e il 14 febbraio che mostrano come l’ex presidente del Brasile Jair Bolsonaro sia rimasto per due giorni all’interno dell’ambasciata ungherese a Brasilia, la capitale del paese. I video hanno subito iniziato a circolare online e sono stati ripresi da giornali e agenzie di stampa internazionali: Bolsonaro è coinvolto in molte indagini e processi, e l’ipotesi è che l’ex presidente si fosse rifugiato nell’ambasciata per evitare di essere arrestato dalle autorità brasiliane. Alcune accuse a carico di Bolsonaro sono particolarmente gravi: tra le altre cose è indagato per il suo presunto ruolo nell’assalto alle istituzioni brasiliane dell’8 gennaio del 2023 e per aver cercato di sovvertire i risultati delle elezioni presidenziali del 2022, che aveva perso.

Semplificando, le ambasciate sono considerate come un territorio di competenza del paese che rappresentano (l’Ungheria, in questo caso) e al loro interno i poteri del paese ospite (il Brasile) sono limitati: se le forze dell’ordine brasiliane avessero ottenuto un mandato d’arresto mentre Bolsonaro si trovava nell’ambasciata, non sarebbero potute entrare.

La Corte Suprema brasiliana ha ordinato a Bolsonaro di spiegare la sua permanenza nell’ambasciata ungherese, mentre la polizia federale ha avviato un’indagine per stabilire se il suo comportamento abbia violato possibili misure stabilite dai tribunali nei suoi confronti.

I fatti risalgono al periodo tra lunedì 12 e mercoledì 14 febbraio scorsi: nei video, filmati dalle telecamere di sicurezza dell’ambasciata, si vede un’auto nera (con a bordo Bolsonaro, anche se non si vede dalle immagini dato che i finestrini sono oscurati) entrare nell’edificio alle 21:34 del 12 febbraio, con l’autorizzazione dell’ambasciatore ungherese in Brasile, Miklós Halmai. In quel periodo molti diplomatici erano in vacanza per il Carnevale: sarebbero dovuti rientrare il 14 febbraio, ma era stato detto loro di rimanere a casa per tutta la settimana.

Una volta arrivati nel parcheggio, si vede dai video, Bolsonaro e due guardie del corpo scendono dall’auto. Per le successive due ore alcuni dipendenti dell’ambasciata trasportano lenzuola, acqua e altri oggetti in un edificio vicino al parcheggio, probabilmente per preparare le stanze di Bolsonaro e del suo staff. La mattina successiva viene portata anche una macchinetta per fare il caffè.

Le immagini dei giorni seguenti mostrano Bolsonaro camminare per il cortile dell’ambasciata. Alle 20:38 del 13 febbraio un uomo viene accompagnato in macchina all’ambasciata dalle guardie di Bolsonaro. L’uomo ha con sé uno zaino, entra nella zona in cui si trova la stanza dell’ex presidente e lascia l’ambasciata circa 40 minuti dopo. Bolsonaro lascia infine l’ambasciata in auto il 14 febbraio verso le 16:20.

Bolsonaro ha confermato di essere stato per due giorni all’ambasciata ungherese, ma un suo avvocato ha detto che l’ex presidente voleva semplicemente parlare di politica con i diplomatici ungheresi: «Ogni altra interpretazione è fittizia, una fake news», ha detto l’avvocato Paulo Cunha Bueno, negando quindi che Bolsonaro stesse cercando di evitare un arresto o di scappare dalle autorità brasiliane. Parlando con il giornale brasiliano Metrópoles, anche Bolsonaro ha definito tutte le altre ipotesi come «speculazioni».

Bolsonaro, un politico di estrema destra, è stato presidente del Brasile dal 2019 al 2022, quando fu sconfitto alle elezioni dall’attuale presidente Luiz Inácio Lula da Silva, di sinistra. Bolsonaro contestò i risultati elettorali, e l’8 gennaio del 2023 i suoi sostenitori organizzarono una grande protesta nella quale presero il controllo del parlamento e degli edifici governativi della capitale per alcune ore.

Dal gennaio del 2023 Bolsonaro è indagato dalle autorità brasiliane per il suo presunto ruolo nell’assalto al parlamento e per aver cercato di sovvertire i risultati dell’elezione. Negli ultimi mesi la sua situazione legale si è aggravata e sono state aperte altre indagini a suo carico: per esempio, è accusato di aver falsificato alcuni certificati per la vaccinazione contro il Covid-19, e a inizio febbraio gli è stato sequestrato il passaporto.

Il 26 febbraio, circa due settimane dopo il soggiorno all’ambasciata ungherese, più di 100mila persone parteciparono a un raduno a San Paolo, organizzato proprio da Bolsonaro per dimostrare di essere ancora sostenuto da una grossa parte della popolazione, nonostante le diverse inchieste in cui è coinvolto.

– Leggi anche: La grande manifestazione in favore di Jair Bolsonaro in Brasile

Bolsonaro ha sempre avuto ottimi rapporti con il primo ministro ungherese Viktor Orbán, anche lui di estrema destra. Orbán è in carica dal 2010 e negli anni ha trasformato l’Ungheria in un paese semi-autoritario dove le violazioni dello stato di diritto sono frequenti. Orbán e Bolsonaro si sono incontrati diverse volte negli ultimi anni, per esempio durante l’insediamento del nuovo presidente dell’Argentina Javier Milei: in quell’occasione Orbán aveva definito Bolsonaro «un eroe».