Il ministro della Difesa Crosetto è tornato a prendersela con la Germania per la questione migranti

Ha criticato il cancelliere Olaf Scholz per un'intervista in cui ipotizzava un aumento dei controlli ai confini

Il ministro della Difesa Guido Crosetto (ANSA/ANGELO CARCONI)
Il ministro della Difesa Guido Crosetto (ANSA/ANGELO CARCONI)

Domenica il ministro della Difesa Guido Crosetto è tornato a criticare l’operato del governo tedesco di Olaf Scholz sul tema dell’accoglienza dei migranti. Il governo italiano da alcuni giorni è impegnato in una dura polemica con il governo tedesco, dopo che la ong tedesca SOS Humanity aveva reso noto che avrebbe ricevuto 790mila euro di finanziamento dal governo tedesco. Sabato 23 settembre la presidente del Consiglio Giorgia Meloni aveva inviato una lettera al cancelliere tedesco Olaf Scholz in cui si lamentava per questa decisione.

Domenica Crosetto ha invece commentato un’intervista di Scholz alla televisione RedaktionsNetzwerk Deutschland (RND): il cancelliere tedesco aveva definito l’immigrazione in Germania «troppo alta» e aveva confermato che il suo governo starebbe considerando la possibilità di rinforzare i controlli ai confini con Austria e Polonia. Crosetto, riferendosi a questa decisione e facendo riferimento al finanziamento delle ong operanti nel Mediterraneo ha scritto sui social:

Si cerca di bloccare l’immigrazione in una parte d’Europa e se ne agevola il trasporto in un’altra. Coerente e geniale

Le critiche del governo alla Germania per il finanziamento delle organizzazioni non governative che operano nel Mediterraneo si basano sull’idea che la loro presenza spinga e incentivi le persone migranti a partire: una tesi smontata da tempo da molti esperti, ma più volte sostenuta senza prove dalla destra e dalla stessa Meloni.

Più in generale anche in passato la gestione dei migranti era stata al centro di tensioni tra Italia e Germania. Questi scontri periodici riflettono anche l’inadeguatezza del regolamento di Dublino, ritenuto ormai superato dalla gran parte dei paesi europei, ma ancora in vigore. Una parziale modifica del regolamento, in discussione la scorsa settimana in sede europea, si è bloccata proprio sulla questione delle ong.

La Germania in sostanza accusa l’Italia di non fare abbastanza per trattenere sul proprio territorio i richiedenti asilo arrivati via mare e che secondo il regolamento di Dublino dovrebbero essere presi in carico dall’Italia. Molti di loro dopo qualche settimana o mese cercano infatti di raggiungere i paesi del Nord Europa, fra cui soprattutto la Germania, con quelli che vengono chiamati “movimenti secondari”. Per contro l’Italia accusa tutti gli altri paesi di lasciarla sola a gestire sia la prima accoglienza sia l’esame delle richieste di asilo di tutti i migranti che arrivano via mare.

Il cancelliere tedesco Olaf Scholz (EPA/CLEMENS BILAN)

Senza fare riferimenti diretti all’Italia il cancelliere Scholz nell’intervista di sabato ha sottolineato come il 70 per cento dei migranti che arrivano in Germania non sia stato registrato, anche se «quasi tutti loro sono stati in un altro paese dell’Unione Europea in precedenza». Scholz, che guida una coalizione di centrosinistra, ha inoltre ipotizzato l’aumento dei controlli ai confini tedeschi in relazione a uno scandalo scoppiato in Polonia, dove alcuni funzionari sono stati accusati di concedere visti per l’ingresso in Europa in cambio di tangenti.

Il tema dell’immigrazione è diventato più centrale nel dibattito pubblico tedesco per le pressanti critiche all’operato del governo da parte del partito di estrema destra Alternativa per la Germania (AfD), che i sondaggi segnalano in forte crescita. A inizio ottobre sono previste le elezioni regionali in Baviera e Assia. A queste ha fatto riferimento anche il ministro degli Esteri italiano Antonio Tajani, che sempre domenica ha attaccato il governo tedesco: «In Germania sono in campagna elettorale, però c’è un problema importante da risolvere, non è solo la campagna elettorale. Noi vorremmo capire qual è la posizione tedesca, non è chiaro quello che dicono». Tajani ha poi accusato il governo tedesco di «mandare in Italia» i migranti che vorrebbero invece entrare in Germania.