Come mai le torte in faccia sono diventate una gag comica

Il cinema muto rese familiare a tutti un gesto che nella vita vera praticamente non esiste, rimasto oggi una forma di protesta

(Una scena del film "Whip it")
(Una scena del film "Whip it")
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Quello di lanciare una torta in faccia a qualcuno per scherzo o per dispetto è un tema ricorrente sia nel cinema che nella televisione: anche se nella vita di tutti i giorni non è un gesto comune si trova in decine di vecchi film e sketch comici, e negli anni Settanta si trasformò anche un gesto politico di protesta. I lanci o le “battaglie” di torte in faccia diventarono famosi a inizio Novecento grazie al cinema muto statunitense: la loro origine non è chiara, ma come ha spiegato in un recente articolo il sito Atlas Obscura risale probabilmente al vaudeville, un genere importato dalla Francia che si basava su situazioni comiche e che negli Stati Uniti ebbe il suo periodo di massima popolarità a partire della fine dell’Ottocento.

Ci sono torte in faccia in Charlot macchinista, diretto e interpretato nel 1916 da Charlie Chaplin, così come nei film dei “tre marmittoni” (The Three Stooges), un trio comico che tra il 1930 e il 1960 girò più di 200 film, molti dei quali proprio con scene di lanci di torte e alcuni anche con il nome “pie”, cioè torta, nel titolo. Una delle prime guerre di torte in faccia fu quella della Battaglia del secolo, del 1927, la cui seconda metà e la relativa bobina furono ritenute perse (come altre migliaia di film muti di Hollywood) e ritrovata dopo circa 60 anni nel 2015. La più famosa probabilmente è quella in La grande corsa, del 1965.

A decenni di distanza, le torte in faccia sono continuate a comparire in innumerevoli  sketch comici, come quelli del gruppo inglese dei Monty Python o del programma televisivo statunitense Saturday Night Live. Si vedono in numerose serie tv, come The Big Bang Theory, The Office I Soprano, e ancora prima nel celebre musical Grease (1978) o in una scena di Cantando sotto la pioggia (1952), in cui una delle protagoniste dice stizzita di aver imparato il gesto di lanciare torte in faccia a qualcuno proprio dai film.

A staged pie-fight gets out of hand when Charlie Chaplin and Eric Campbell take aim in ‘Behind The Screen’ (1916)
byu/Quantum_Key insilentmoviegifs

Secondo alcune ricostruzioni la prima torta in faccia cinematografica sarebbe stata quella lanciata nel corto Mr. Flip nel 1909. Ma la canonizzazione del gesto nel registro comico del cinema si deve soprattutto alla società cinematografica Keystone, fondata nel 1912 a Los Angeles dall’attore e regista Mack Sennett. Spesso i momenti comici dei film della Keystone si basavano proprio sul lancio di torte, come quelli in A Noise from the Deep, film del 1913 con Mabel Normand e Roscoe “Fatty” Arbuckle. Generalmente le torte erano fatte con la panna o con la crema e con la crosta spessa e pesante, in modo da permettere traiettorie ancora più spettacolari.

Il lancio delle torte in faccia fu insomma uno degli espedienti più impiegati nelle cosiddette commedie slapstick di inizio Novecento, che si basavano appunto su un linguaggio comico caricaturale, su una fisicità esasperata espressa spesso in inseguimenti, risse o gesti rocamboleschi. L’effetto era farsesco ed esilarante e le azioni erano quasi sempre riconducibili a codici e gestualità in qualche modo ripetitivi, facilmente identificabili e familiari al pubblico.

Nella sua autobiografia, il celebre regista e attore Buster Keaton, che lavorò anche con Arbuckle, spiegò che entrambi erano diventati molto esigenti rispetto alle caratteristiche delle torte da lanciare nei film. Se la persona da colpire era bionda, se ne usava una con un ripieno di more e panna montata; se invece era castana il ripieno doveva essere fatto di meringa al limone, tutto per creare più contrasto con i loro capelli nelle pellicole in bianco e nero. Non bisognava lanciare torte in teglie di metallo per evitare di far male a chi faceva da bersaglio. A volte le attrici e gli attori che dovevano essere colpiti non venivano avvisati, per sortire un effetto ancora più spontaneo.

Molti storici del cinema ritengono che il cinema muto avesse preso il lancio delle torte dai comici di vaudeville, che avevano cominciato a farlo di tanto in tanto nei teatri. L’autore Anthony Balducci, che ha scritto vari libri sul cinema muto, sostiene per esempio che il gesto risalga almeno al 1905 e che fosse stato ripreso proprio perché registi e produttori si erano resi conto che vedere qualcuno colpito con una torta in faccia avrebbe sicuramente fatto divertire il pubblico.

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Anche se a volte non si usavano torte vere o la panna venne sostituita dalla schiuma da barba, nel corso del Novecento il gesto rimase sostanzialmente immutato. Oltre a tornare ciclicamente nelle scene comiche, i movimenti contro la guerra negli anni Settanta fecero del lancio delle torte un’azione politica di protesta.

Tra gli altri, il noto imprenditore statunitense Bill Gates fu colpito da una torta in faccia durante una visita a Bruxelles nel 1998, e qualche anno dopo successe lo stesso al magnate dei media Rupert Murdoch mentre stava testimoniando a proposito di uno scandalo di intercettazioni davanti alla commissione Cultura della Camera dei comuni del Regno Unito. Nel 1985 al Festival di Cannes ricevette una torta in faccia anche il regista francese Jean-Luc Godard, bersagliato da un uomo a cui non era piaciuto il suo Je vous salue, Marie, che reinterpretava in chiave moderna la storia biblica della Vergine Maria. Godard tutto sommato ne sembrò divertito e commentò la vicenda dicendo: «Questo è quello che succede quando i film muti incontrano quelli con il sonoro».

Una delle torte in faccia più famose di sempre in Italia fu quella lanciata addosso al conduttore televisivo Pippo Baudo in una puntata del suo programma Gran Premio nel 1990. Durante la puntata Baudo stava cantando “Tre somari e tre briganti” insieme a Renato Zero e Franco Franchi, quando una ragazza che era stata eliminata dal programma gli lanciò all’improvviso una torta in faccia. Gli autori smentirono che la scena fosse stata pianificata: dopo qualche secondo di esitazione, Baudo andò avanti a cantare.

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