L’Ucraina è a corto di munizioni

La guerra è diventata di posizione e l'artiglieria ha un ruolo centrale, ma l'esercito ucraino ha poco tempo per addestrare i soldati a usare le armi occidentali

Severodonetsk, regione di Luhansk, 8 giugno 2022 (AP Photo/Oleksandr Ratushniak)
Severodonetsk, regione di Luhansk, 8 giugno 2022 (AP Photo/Oleksandr Ratushniak)
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Per la prima volta dopo quattro mesi di invasione in Ucraina, l’esercito ucraino ha fatto sapere di essere a corto di munizioni e di non riuscire quindi a respingere l’offensiva russa nell’est del paese, che si è trasformata in una guerra di posizione e di logoramento tra le rispettive artiglierie. «Tutto adesso dipende da cosa ci manda [l’Occidente]» ha detto al Guardian Vadim Skibitsky, vicecapo dell’intelligence militare. «L’Ucraina ha un pezzo di artiglieria per ogni 10 o 15 pezzi russi. I nostri partner occidentali ci hanno dato circa il 10 per cento di quello che hanno».

Le munizioni che scarseggiano non sono quelle delle armi occidentali, ma quelle delle vecchie armi sovietiche già in dotazione dell’esercito ucraino. Le armi inviate dai paesi occidentali non arrivano abbastanza in fretta o in quantità sufficienti a integrare adeguatamente l’arsenale ucraino, scrive il New York Times. Per impiegare le armi occidentali nell’esercito, infatti, ci vuole tempo, soprattutto per via dell’addestramento necessario a utilizzarle, e nel frattempo però le munizioni diminuiscono: ai soldati al fronte viene detto di non sprecarle e di rispondere al fuoco solo in certe occasioni.

Nelle scorse settimane l’esercito ucraino era in grado di rispondere al fuoco colpo su colpo, mentre ora le munizioni vengono impiegate solo contro specifici obiettivi, per esempio quando vengono individuati obici russi da neutralizzare. «Stiamo finendo le cartucce» ha detto Oleg, un soldato ucraino al New York Times. «Non ci vengono fornite abbastanza in fretta da quando abbiamo cominciato a usarle più di frequente», ossia da quando l’invasione si è concentrata nel Donbass e l’avanzata russa si è fatta più lenta ma anche meglio organizzata rispetto alle prime settimane.

I funzionari della Difesa statunitense dicono di aver fatto il possibile per fornire all’esercito ucraino tutte le munizioni possibili per le loro vecchie armi, contrattando con gli alleati che ancora hanno in dotazione armi simili, e perciò secondo loro l’esercito ucraino diventerà sempre più dipendente dalle armi occidentali.

Secondo Michael Kofman, analista del centro studi statunitense CNA, le forniture di munizioni saranno un aspetto cruciale nelle prossime fasi della guerra in Ucraina: «Questa ora è molto più una guerra di logoramento piuttosto che di grandi manovre, il che significa che uno dei fattori decisivi sarà chi ha più munizioni». Anche per questo il presidente ucraino Volodymyr Zelensky e altri funzionari ucraini stanno chiedendo ai paesi occidentali ancora più forniture: all’incontro della NATO che si terrà il prossimo 15 giugno a Bruxelles presenteranno una lista di armi e di attrezzature difensive necessarie.

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