(AP Photo/Dmitry Lovetsky, file)

Un intoppo burocratico ha rinviato l’inaugurazione del gasdotto Nord Stream 2

Un'agenzia federale tedesca ha sospeso il processo di certificazione dell'impianto: se ne riparlerà nel 2022

(AP Photo/Dmitry Lovetsky, file)

Un’autorità indipendente tedesca ha sospeso il processo di certificazione del controverso gasdotto Nord Stream 2, che collega direttamente la Russia alla Germania e i cui lavori sono stati ultimati a settembre. La sospensione impedirà al gasdotto di operare nei prossimi mesi, cosa che invece avevano auspicato le autorità tedesche.

Il processo di certificazione necessario per operare in Germania è stato bloccato dalla Bundesnetzagentur, un’agenzia federale indipendente dal governo che si occupa di energia e trasporti. L’agenzia ha spiegato di avere sospeso la certificazione per via della complessa struttura amministrativa della società che detiene il gasdotto, Nord Stream 2 AG. La società infatti ha sede in Svizzera, cioè un paese che non fa parte dell’Unione Europea e che probabilmente è stato scelto per aggirare alcune stringenti norme europee. In Germania ha sede soltanto una società sussidiaria che gestisce il pezzo del gasdotto che si trova in territorio tedesco. L’agenzia ha spiegato che per poter concedere l’autorizzazione ad operare, anche la società che detiene il resto del gasdotto, cioè Nord Stream 2 AG, deve avere sede in Germania.

– Leggi anche: È finita la costruzione del discusso gasdotto Nord Stream 2

Nord Stream 2 AG ha detto di avere ricevuto la notizia della sospensione ma di non sapere quanto tempo ci vorrà per risolvere l’intoppo. Carlos Torres Diaz, un analista che lavora per una importante società di consulenza in ambito energetico, Rystad Energy, ha detto ad Associated Press che la sospensione «è un’altra ragione per aspettarsi che il gasdotto non avvierà le proprie operazioni prima della metà del 2022».

La costruzione di Nord Stream 2 ha già attirato moltissime polemiche nei confronti del governo tedesco uscente, sia da una parte dell’opposizione sia dalle istituzioni europee.

Nord Stream 2 serve a trasportare gas naturale – cioè il metano, quello che si usa tutti i giorni in cucina o per il riscaldamento – dalla Russia alla Germania, per poi essere allacciato alla rete di distribuzione dell’Unione Europea. Nord Stream 2 è attualmente il gasdotto più lungo del mondo (1.230 chilometri) e verrà affiancato al gasdotto Nord Stream 1, lungo 1.224 chilometri, che segue lo stesso percorso ed era stato inaugurato nel 2012.

Il Nord Stream e il Nord Stream 2, in una mappa che mostra i lavori ancora in corso (Gazprom)

La costruzione di Nord Stream 2, sostenuta sia dal governo tedesco che da quello russo, è stata per diversi anni al centro di una lunga disputa. L’Unione Europea e gli Stati Uniti hanno più volte ribadito di essere contrari alla sua realizzazione perché la Russia, che è uno dei più grandi paesi esportatori di gas naturale al mondo, utilizza da sempre le esportazioni di gas non solo come una risorsa con cui fare profitti, ma anche come uno strumento politico per aumentare la propria influenza all’estero.

Nord Stream 2, per esempio, potrebbe dare alla Russia il potere di punire i vicini paesi dell’Europa orientale minacciandoli di tagliare le forniture di gas, che consegna tramite altri gasdotti, continuando però le proprie esportazioni nell’Europa occidentale: in questo modo creerebbe le condizioni per un conflitto interno all’Unione, di cui potrebbe approfittare sul piano politico o persino militare.

Oliver Krischer, parlamentare tedesco dei Verdi ed esperto di politiche ambientali, ha celebrato la decisione della Bundesnetzagentur spiegando che la società russa che controlla le forniture di gas verso l’Europa, Gazprom, aveva dato l’impressione di «non avere preso abbastanza sul serio le leggi tedesche ed europee». Non è chiaro però se il suo partito, che farà parte del prossimo governo, riuscirà a ritardare ulteriormente o a cancellare il progetto.

Subito dopo la notizia della sospensione della certificazione del Nord Stream 2, il prezzo del gas è aumentato un po’ in tutta Europa, confermandosi a livelli molto alti per via della crisi energetica in corso in Europa.