Cesar Azpilicueta, capitano del Chelsea, con la Champions League vinta a maggio (Carl Recine - Pool/Getty Images)
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  • martedì 14 Settembre 2021

Inizia la contestata ma indispensabile Champions League

Le stesse squadre che la vorrebbero più esclusiva e remunerativa non possono farne a meno: qualche novità comunque c'è

Cesar Azpilicueta, capitano del Chelsea, con la Champions League vinta a maggio (Carl Recine - Pool/Getty Images)

La 30ª edizione della UEFA Champions League (la 67ª contando anche la vecchia Coppa dei Campioni) inizia tra oggi e domani con le prime partite della fase a gironi, a cui partecipano anche Inter, Milan, Atalanta e Juventus. Ma quest’anno c’è qualcosa di diverso: il torneo, da sempre il più ambito del calcio europeo e una delle competizioni sportive più seguite al mondo, arriva da quelli che sono stati con ogni probabilità i mesi più complicati della sua storia, seguiti alla tentata scissione dei dodici club promotori del progetto della Super Lega.

Quel progetto fallì. Le critiche che l’avevano motivato però sono rimaste, anche se non cambiano molto una situazione evidente a molti: che gradiscano o meno il formato attuale, i club che partecipano hanno un gran bisogno della Champions League e dei soldi che garantisce.

Secondo i club che proposero la Super Lega, con in testa Real Madrid, Barcellona e Juventus, il formato della Champions League sarebbe superato e poco remunerativo rispetto a quello che potrebbe generare con una formula più esclusiva, riservata ai grandi club con una tradizione di vittorie o con molti tifosi nel mondo, a maggior ragione con le grandi difficoltà economiche portate dalla pandemia.

La UEFA ha sempre difeso l’apertura del torneo alle squadre meritevoli, anche se piccole, e nell’ultimo anno ha sanzionato i club coinvolti nella Super Lega e portato in tribunale Juventus, Real Madrid e Barcellona. I procedimenti a loro carico sono però stati interrotti dall’intervento del Dipartimento federale di giustizia svizzero, che ha impedito alla UEFA di applicare le sanzioni, di fatto non riconoscendole il “monopolio” sulle competizioni continentali.

Aleksander Ceferin, presidente della UEFA (Matthias Hangst/Getty Images)

Le richieste economiche dei grandi club, tuttavia, non sono passate inosservate, anche se la UEFA non ha potuto modificare premi e proventi di diritti televisivi già stabiliti per il triennio 2021-2024. La UEFA ha quindi agito per via laterali: da questa edizione saranno ammessi due sponsor di maglia, con il secondo che andrà sulla manica sinistra. I club potranno quindi ottenere sponsorizzazioni più remunerative: l’Inter, per esempio, riceverà 85 milioni di euro a partire da questa stagione soltanto dal suo nuovo sponsor di manica, DigitalBits.

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La UEFA ha inoltre abolito la cosiddetta regola dei “gol in trasferta”, valida nell’eliminazione diretta, che in caso di risultato di parità tra andata e ritorno premiava la squadra con il maggior numero di gol segnati in trasferta. Ora in caso di parità le partite proseguiranno ai tempi supplementari ed eventualmente ai calci di rigore. L’abolizione della regola è stata decisa per semplificare le gare anche alla luce della progressiva riduzione del rapporto tra vittorie casalinghe e vittorie in trasferta.

I premi invece sono rimasti invariati rispetto all’anno scorso, e lo rimarranno fino al 2024. Le squadre eliminate ai playoff, che erano cominciati lo scorso 22 giugno scremando le squadre partecipanti dalle 80 iniziali alle 32 attuali, hanno ricevuto 5 milioni di euro. Alle 32 qualificate ai gironi sono andati 15,6 milioni di euro, mentre chi si qualificherà agli ottavi ne riceverà 9,6 (e poi 10,6 ai quarti, 12,5 in semifinale e 15,5 per la finale). I premi partita sono di 2,8 milioni per una vittoria e 930mila euro per un pareggio. Altri 600 milioni di euro verranno distribuiti tra le partecipanti in base ai loro coefficienti, mentre i 300 milioni del cosiddetto market pool legato ai diritti televisivi saranno stabiliti in base al valore dei mercati dei paesi partecipanti e alle prestazioni delle squadre.

Il Chelsea vincitore dell’ultima Supercoppa europea (Catherine Ivill/Getty Images)

Sul campo, infine, sarà un’annata molto diversa dalle altre. Dopo diciassette anni il Barcellona si presenterà senza Lionel Messi, che mercoledì sera potrebbe giocare a Bruges con il Paris Saint-Germain, la sua nuova squadra. Dopo tre anni alla Juventus, Cristiano Ronaldo tornerà invece a giocare in Europa con il Manchester United, squadra che lasciò nel 2009 per il Real Madrid: sarà in campo stasera a Berna contro lo Young Boys.

Anche Romelu Lukaku, fino a pochi mesi fa all’Inter, ci sarà ma con una squadra diversa: il Chelsea campione d’Europa, che esordisce stasera contro lo Zenit San Pietroburgo nello stadio che il 28 maggio ospiterà la finale.

Per le italiane sarà una prima giornata impegnativa. La Juventus, dopo un pessimo inizio di campionato, gioca stasera a Malmö, in Svezia, in attesa di incontrare Chelsea e Zenit, mentre l’Atalanta gioca in Spagna contro il Villarreal vincitore dell’ultima Europa League. Mercoledì sarà il turno di Inter e Milan, impegnate in contemporanea: la prima giocherà a Milano contro il Real Madrid, la seconda ritornerà in Champions dopo sette anni per giocare in trasferta contro il Liverpool, una delle sue storiche avversarie nelle passate edizioni del torneo.

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