La squadra femminile italiana della ginnastica ritmica (AP Photo/Natacha Pisarenko)
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  • lunedì 9 Agosto 2021

Il bilancio dell’Italia alle Olimpiadi di Tokyo

I risultati ottenuti ai Giochi di Tokyo saranno difficili da eguagliare, ma l'età media degli atleti fa ben sperare in vista di Parigi 2024

La squadra femminile italiana della ginnastica ritmica (AP Photo/Natacha Pisarenko)

Per l’Italia, quelle di Tokyo sono state le Olimpiadi più vincenti di sempre: con 40 medaglie (10 ori, 10 argenti, 20 bronzi) ottenute in 19 discipline diverse, la delegazione italiana ha superato le 36 ottenute a Los Angeles 1932 e poi eguagliate a Roma 1960. Il percorso dell’Italia era iniziato già molto bene, con la qualificazione del maggior numero di atleti di sempre: 384 atleti quasi equamente divisi tra 198 uomini e 186 donne in 36 discipline diverse, 70 in più di quelli presenti all’ultima edizione.

Il dato più sorprendente dei risultati raggiunti è che molte delle medaglie non sono state vinte in sport dove tradizionalmente l’Italia ottiene buoni risultati, come la scherma, bensì dall’atletica leggera, che cinque anni fa a Rio de Janeiro non ne aveva ottenuta nemmeno una.

(Matthias Hangst/Getty Images)

L’atletica italiana non solo ha ottenuto cinque medaglie, tutte d’oro, ma le ha vinte in alcune delle discipline più attese e prestigiose, come i 100 metri, la staffetta 4×100 e il salto in alto. Complessivamente gli italiani hanno stabilito undici primati nazionali e tre record giovanili. Soltanto gli Stati Uniti hanno fatto meglio, vincendo 7 ori su un totale di 26 medaglie, la maggior parte delle quali dalle sue atlete donne. Gli uomini hanno ottenuto meno di quanto ci si aspettava, e in quelle stesse gare in cui sono mancati, l’Italia ne ha approfittato, così come ha saputo approfittare del calo degli atleti giamaicani, un tempo dominanti.

Nella velocità, per esempio, Marcell Jacobs ha di certo giovato del fatto si essersi presentato nel miglior momento della sua carriera, ma è stato anche “aiutato” dall’assenza dell’americano Christian Coleman, campione del mondo dei 100 metri, sospeso per due anni per aver violato le norme antidoping, e dalla scarsa forma di Trayvon Bromell, che era indicato da molti come il favorito.

La federazione che complessivamente è andata meglio, però, è quella del nuoto. Cinque anni fa aveva ottenuto quattro medaglie complessive e una d’oro; a Tokyo ne ha vinte sette, senza ori, ma portando più atleti sul podio, quasi tutti molto giovani e con ampi margini di miglioramento, come Simona Quadarella, Nicolò Martinenghi e Federico Burdisso. La qualità dei giovani nuotatori italiani è testimoniata anche dai buoni risultati ottenuti dalle staffette, che solitamente vengono considerate il “termometro” della salute dei movimenti sportivi. La 4×100 maschile ha vinto l’argento con atleti nati tra il 1994 e il 2001, due dei quali hanno poi vinto il bronzo nella 4×100 mista con l’aggiunta di Martinenghi e Burdisso.

Siamo andati male nella scherma e negli sport di squadra. Nel medagliere della scherma la nazionale italiana si è piazzata al decimo posto con cinque medaglie, nessuna delle quali d’oro, dietro a Estonia e Hong Kong. A Londra 2012 era stata la nazionale più vincente, con sette medaglie e tre ori. Anche a Pechino 2008 aveva vinto il maggior numero di medaglie: sette, tra cui due ori. I risultati deludenti hanno creato non pochi malumori nell’ambiente, che ora probabilmente verrà riorganizzato a partire dagli allenatori, dopo alcune polemiche venute fuori a Olimpiadi in corso. Tra gli allenatori più discussi c’è Andrea Cipressa, commissario tecnico della nazionale di fioretto, già sfiduciato dagli stessi fiorettisti per la «disorganizzazione e incapacità riscontrate in gare e ritiri».

(Patrick Smith/Getty Images)

Negli sport di squadra, invece, l’Italia si era presentata con molte aspettative. La nazionale di pallavolo maschile aveva vinto l’argento a Rio de Janeiro, quella femminile era vice campione del mondo mentre la nazionale maschile di pallanuoto veniva dalla vittoria dei Campionati mondiali. La maschile del basket era quella da cui ci si aspettava di meno, anche perché non partecipava alle Olimpiadi da diciassette anni: sono state eliminate tutte ai quarti di finale da avversarie nettamente più forti.

Nella pallavolo è stata criticata soprattutto la decisione di arrivare alle Olimpiadi senza aver disputato partite di preparazione. Gianlorenzo Blengini ha già lasciato l’incarico di allenatore della nazionale maschile, che inizierà un nuovo corso anche per via dei tanti ritiri che ci saranno da qui a Parigi 2024, come quello già annunciato del trentaseienne Ousmany Juantorena. Davide Mazzanti, invece, allenerà ancora quella femminile.

A Tokyo sono arrivate medaglie anche dal sollevamento pesi, uno sport in cui l’Italia non vinceva da tempo, e dalla vela, dove mancavano da tredici anni. Lotta, judo, tiro con l’arco e taekwondo hanno confermato il loro contribuito, così come il ciclismo, che però a livello federale non se la sta passando bene. Tra strada e pista l’Italia — a Tokyo senza grandi favoriti, se non il campione del mondo a cronometro Filippo Ganna — ha vinto un oro e due bronzi. La squadra di inseguimento maschile su pista è tornata a vincere dopo sessantuno anni grazie ai ciclisti prestati dalla strada, ma questo non sembra aver evitato l’allontanamento del commissario tecnico Davide Cassani: secondo indiscrezioni verrà sostituito già a partire dai prossimi impegni.

Infine, l’età media degli atleti andati a medaglia è di 26,84 anni, sei mesi in meno della media di Rio de Janeiro 2016 e due anni in meno di Londra 2012. Questo vuol dire che gran parte dei 66 atleti italiani andati a podio in Giappone si potrà presentare fra tre anni a Parigi al picco della carriera, con nuove probabilità di successo.

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