Ispezioni dei bagagli in corso all'aeroporto di Minsk, in Bielorussia, dopo la deviazione del volo FR4978 Atene-Vilnius, domenica 23 maggio (EPA, Onliner via ANSA)

L’Unione Europea imporrà nuove sanzioni alla Bielorussia

Per via del volo Ryanair dirottato domenica verso Minsk e dell'arresto del giornalista e oppositore Roman Protasevich

Ispezioni dei bagagli in corso all'aeroporto di Minsk, in Bielorussia, dopo la deviazione del volo FR4978 Atene-Vilnius, domenica 23 maggio (EPA, Onliner via ANSA)

L’Unione Europea ha deciso che introdurrà nuove sanzioni economiche contro la Bielorussia e non permetterà l’uso degli aeroporti europei alla compagnia aerea di stato bielorussa Belavia. La decisione è stata presa come risposta al dirottamento di domenica del volo Ryanair Atene-Vilnius verso la capitale Minsk, ordinato dal presidente bielorusso Alexander Lukashenko per arrestare il giornalista di opposizione Roman Protasevich, che si trovava a bordo dell’aereo. La vicenda, definita da Ryanair «un gesto di pirateria aerea», ha provocato ampie critiche da parte dell’Unione Europea e di diversi leader dei paesi membri e sta causando uno dei momenti di maggiore tensione degli ultimi anni tra i paesi occidentali e la Bielorussia, che non fa parte dell’Unione Europea.

Durante una riunione straordinaria organizzata lunedì sera a Bruxelles, i leader dei paesi dell’Unione hanno chiesto la liberazione immediata di Protasevich e della sua compagna, Sofia Sapega, arrestata con lui all’aeroporto di Minsk. Allo stesso tempo, hanno invitato le compagnie aeree europee a non sorvolare più la Bielorussia e chiesto un’indagine dell’Organizzazione Internazionale per l’Aviazione Civile (ICAO), agenzia specializzata delle Nazioni Unite, che ha fissato un incontro urgente per giovedì. Le sanzioni devono ancora essere definite, ma ci si aspetta che saranno comunicate entro breve tempo.

L’aereo di Ryanair stava sorvolando la Bielorussia ed era quasi entrato nello spazio aereo della Lituania quando era stato affiancato da un jet militare MIG-29: con la scusa che ci fossero degli esplosivi a bordo, era stato costretto a cambiare rotta e atterrare a Minsk, dove le autorità bielorusse avevano arrestato Protasevich, accusato dal regime bielorusso di atti di terrorismo per il suo ruolo nell’organizzazione delle enormi proteste dello scorso anno contro Lukashenko.

I piloti di Ryanair avevano ricevuto l’ordine di deviare verso l’aeroporto più vicino a causa di una «potenziale minaccia per la sicurezza a bordo»: dalle ispezioni effettuate all’aeroporto di Minsk non era però stato trovato alcun esplosivo, e non è ancora chiaro il motivo per cui i piloti del volo non abbiano deciso di atterrare a Vilnius, che dalle ricostruzioni attuali sembra fosse l’aeroporto più vicino.

– Leggi anche: L’incredibile storia del volo Ryanair fatto deviare dal regime bielorusso

La presidente della Commissione Europea, Ursula von der Leyen, ha definito il dirottamento del volo e il successivo arresto di Protasevich «un attacco alla democrazia, un attacco alla libertà di espressione e un attacco alla sovranità europea» e ha detto che questo «comportamento vergognoso» richiede «una risposta forte». Il presidente degli Stati Uniti, Joe Biden, ha condiviso la posizione dell’Unione Europea.

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Secondo quanto ha scritto il Financial Times, ci si aspetta che le sanzioni economiche saranno rivolte a diversi oligarchi e società vicine a Lukashenko, che governa il paese in maniera autoritaria dal 1994.

Il ministero degli Esteri bielorusso ha respinto tutte le critiche da parte dell’Unione Europea, definendole «senza fondamento». Il portavoce del ministero, Anatoly Glaz, ha detto che le autorità dell’aviazione bielorussa hanno agito «in pieno rispetto delle regole internazionali» e ha accusato gli stati membri dell’Unione di essersi «affrettati a fare commenti che sembrano aperte dichiarazioni di guerra». Il governo bielorusso non ha finora ammesso di avere dirottato il volo Ryanair con l’obiettivo di arrestare Protasevich, e ha accusato il gruppo palestinese radicale Hamas di essere stato il responsabile della minaccia che aveva provocato l’inversione di rotta verso Minsk (la tesi del governo bielorusso su Hamas è stata ritenuta assurda praticamente da tutti).

– Leggi anche: Chi è Roman Protasevich, il dissidente arrestato dalla Bielorussia

Lunedì Lukashenko ha ulteriormente rafforzato le restrizioni contro il dissenso in Bielorussia, firmando una nuova legge che vieta tra le altre cose la trasmissione dal vivo delle proteste non autorizzate e i finanziamenti stranieri ai media del paese.

Artyom Shraibman, studioso del think tank Carnegie Moscow Center, ha detto al New York Times che «Lukashenko non ritiene necessario piegarsi alle richieste dell’Occidente, perché ha la Russia su cui poter contare», e pertanto «non si sentirà messo con le spalle al muro» dalle nuove sanzioni.

I rapporti tra la Bielorussa e i paesi occidentali erano peggiorati dall’anno scorso, quando l’Unione Europea aveva sanzionato una quarantina di funzionari bielorussi considerati vicini a Lukashenko per la manipolazione del risultato delle elezioni presidenziali dello scorso agosto, considerate da molti osservatori “rubate”, e per la successiva repressione compiuta dal regime contro gli oppositori. A fine febbraio, l’Unione Europea aveva prolungato la durata delle sanzioni, estendendole in totale a 88 persone, inclusi lo stesso Lukashenko e il figlio Victor.

Finora secondo alcuni osservatori le sanzioni hanno avuto pochi effetti, ma le limitazioni sul traffico aereo potrebbero creare più problemi e favorire l’ulteriore isolamento della Bielorussia, perché per uscire dal paese i bielorussi dovranno necessariamente passare dalla Russia. Per Franak Viacorka, giornalista collaboratore della leader di opposizione Svetlana Tikhanovskaya – la principale oppositrice politica di Lukashenko e candidata alle elezioni presidenziali – per essere davvero efficaci le nuove sanzioni dovrebbero colpire il settore del petrolio e dell’industria chimica, che sono molto redditizi e cruciali per il regime di Lukashenko.