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  • Venerdì 26 marzo 2021

Inizia la Formula 1 più lunga di sempre

Guida al Mondiale che comincia nel fine settimana in Bahrein, con la prima delle ventitré gare in programma da qui a dicembre

I piloti in posa in vista della nuova stagione di Formula 1 (Joe Portlock/Getty Images)
I piloti in posa in vista della nuova stagione di Formula 1 (Joe Portlock/Getty Images)

La 72ª edizione del Campionato mondiale di Formula 1 inizia questo fine settimana con il Gran Premio del Bahrein, e non con il tradizionale Gran Premio d’Australia, slittato a novembre per questioni organizzative legate alla pandemia. Con ventitré gare in calendario, sei in più della passata stagione, sarà il Mondiale di Formula 1 più lungo mai disputato: si concluderà il 12 dicembre.

All’apparenza la Formula 1 di quest’anno sembrerebbe molto simile a quella dell’anno scorso, ma ci sono diverse novità rilevanti in attesa della riforma che dal 2022 cambierà completamente aspetto al campionato automobilistico più famoso al mondo.

Per quanto riguarda le scuderie, le novità principali riguardano Renault e Racing Point, diventate rispettivamente Alpine e Aston Martin. Alpine è il marchio sportivo di Renault, che al suo ritorno in Formula 1 sarà diretta dal polacco Marcin Budkowski e dall’italiano Davide Brivio, team manager della Yamaha con Valentino Rossi e vincitore dell’ultimo Motomondiale con la Suzuki. Aston Martin ritornerà invece in Formula 1 dopo due brevi apparizioni nel 1959 e nel 1960. Sia la squadra (motorizzata Mercedes) che la casa automobilistica sono gestite dal miliardario canadese Lawrence Stroll.

– Leggi anche: Le Alpine in Formula 1, alla fine

Dopo quarantatré anni, questo sarà il primo Mondiale senza un membro della famiglia Williams a capo dell’omonima scuderia. Frank e Claire Williams, fondatore e vice team principal (e padre e figlia), hanno lasciato i loro incarichi dopo il Gran Premio d’Italia dello scorso settembre. La famiglia ha venduto le quote di maggioranza alla società d’investimento statunitense Dorilton Capital, che ha nominato l’ingegnere inglese Simon Roberts, ex della McLaren, come nuovo team principal.

L’Aston Martin di Sebastian Vettel (Joe Portlock/Getty Images)

Proprio McLaren ha abbandonato i motori Renault per tornare a quelli Mercedes, con i quali ottenne i più importanti successi della sua storia tra gli anni Novanta e Duemila. Per Red Bull e Alpha Tauri, le due scuderie di proprietà della multinazionale austriaca delle bevande energetiche, sarà invece l’ultimo Mondiale disputato con motori ufficiali Honda: dal prossimo anno l’azienda se li produrrà da sé continuando però a servirsi delle tecnologie Honda.

Queste novità hanno avuto ricadute anche nel cosiddetto mercato piloti. L’australiano Daniel Ricciardo ha lasciato la Renault/Alpine e da quest’anno sarà compagno di Lando Norris alla McLaren. Alpine lo ha sostituito ingaggiando Fernando Alonso, che proprio con la Renault vinse i suoi due titoli mondiali tra il 2005 e il 2006. Il francese Esteban Ocon è stato confermato come seconda guida, così come Lance Stroll, figlio di Lawrence, è stato confermato nel passaggio da Racing Point ad Aston Martin, dove sarà affiancato dall’ex campione del mondo Sebastian Vettel. Il posto di quest’ultimo alla Ferrari è stato affidato allo spagnolo Carlos Sainz Jr., figlio del campione del mondo di rally e tre volte vincitore della Dakar Carlos Sainz.

Carlos Sainz e Charles Leclerc (Joe Portlock/Getty Images)

Le due scuderie Red Bull hanno cambiato un pilota ciascuna: il giapponese Yuki Tsunoda al posto di Daniil Kvyat, il messicano Sergio Perez al posto di Alexander Albon. Infine, la Haas, tra le scuderie più in difficoltà dal punto di vista economico-organizzativo, ha cambiato entrambi i suoi piloti ingaggiando il figlio di Michael Schumacher, Mick, e il russo Nikita Mazepin: due scelte motivate soprattutto dagli sponsor di questi due piloti.

Il regolamento tecnico verrà stravolto nel 2022, ma i cambiamenti quest’anno non mancano. È stato introdotto un tetto massimo di spesa di 145 milioni di dollari per salvaguardare le scuderie più piccole e maggiormente in difficoltà in questo periodo. Dal tetto di spesa sono però esclusi alcuni costi non riguardanti la parte tecnica, come il monte stipendi di piloti e dirigenti. Tutte le macchine sono molto simili alle versioni dell’anno scorso. Diverse componenti come telai, sospensioni e impianti di raffreddamento sono state “congelate”: le scuderie hanno quindi lavorato principalmente su motori e aerodinamica.

I test in preparazione dell’inizio della nuova stagione si sono tenuti sul circuito di Manama in Bahrein, sede della prima gara, e non più a Barcellona come negli anni passati. Le tre giornate in cui le scuderie hanno potuto raccogliere i primi dati utili sono state però condizionate dalla sabbia in pista che ha creato condizioni piuttosto incerte. Tuttavia, le Red Bull sono sembrate le macchine più competitive in partenza, sulla scia dei buoni risultati ottenuti nel finale della scorsa stagione. I due piloti Mercedes, Lewis Hamilton e Valtteri Bottas, sono sembrati invece poco a loro agio nelle nuove auto progettate dalla scuderia che da sette anni monopolizza il Mondiale.

Lewis Hamilton lascia la sua Mercedes dopo essere uscito di pista nei test in Bahrein (Clive Mason/Getty Images)

Lo scorso anno, in una delle sue peggiori stagioni di sempre, la Ferrari perse il posto tra le scuderie più competitive chiudendo il Mondiale addirittura al sesto posto costruttori. I suoi problemi nacquero principalmente dal depotenziamento del motore imposto dalla federazione — perché precedentemente fuori norma — che fece perdere tra i cinquanta e i sessanta cavalli. La perdita di potenza creò a sua volta problemi e conflitti con le altre parti della macchina – essendo state progettate per un motore diverso – e accentuò i difetti nell’aerodinamica rimasti irrisolti dalla stagione precedente.

– Leggi anche: Le foto della nuova Ferrari SF21

Dopo il 2020, in tanti si aspettano che la Ferrari inizi fin da subito a recuperare lo svantaggio accumulato, e per quello che si è visto nei test in Bahrein qualche progresso pare esserci stato, soprattutto per quanto riguarda la velocità. I piloti hanno parlato di segnali promettenti, mentre il team principal Mattia Binotto si è limitato a dire che la velocità non rappresenta più uno svantaggio. Le prestazioni delle Ferrari dipenderanno però anche da quelle delle dirette concorrenti, che hanno lavorato per migliorare a loro volta: per superarle ci sarà quindi bisogno di qualcosa in più di un semplice miglioramento.

Infine, le novità del calendario. Quest’anno la Formula 1 tornerà a correre il Gran Premio d’Olanda a Zandvoort, il Gran Premio dell’Emilia-Romagna a Imola, già disputato nella passata stagione, e il Gran Premio del Portogallo a Portimao, anche questo incluso nel calendario della scorsa stagione. Non ci sarà invece il Gran Premio cittadino di Hanoi, in Vietnam, per problemi organizzativi, e debutterà il Gran Premio d’Arabia Saudita, che si correrà in notturna a Gedda il 5 dicembre.