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  • Lunedì 7 luglio 2025

Com’è arrivato fin qui Flavio Cobolli

Per la prima volta è tra gli otto migliori tennisti a Wimbledon, il torneo più prestigioso al mondo

Flavio Cobolli, 23 anni (Clive Brunskill/Getty Images)
Flavio Cobolli, 23 anni (Clive Brunskill/Getty Images)
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Battendo Marin Cilic a Wimbledon, lunedì pomeriggio Flavio Cobolli è diventato il quinto tennista italiano degli ultimi anni a raggiungere i quarti di finale in un torneo del Grande Slam, dopo Matteo Berrettini, Jannik Sinner, Lorenzo Musetti e Lorenzo Sonego. Fin qui ha giocato un torneo di alto livello, perdendo un solo set (il terzo della partita contro Cilic) in quattro partite e facendo vedere di essere diventato, a 23 anni da poco compiuti, un tennista completo e difficile da affrontare. Non era scontato, se si considera che fino a due anni fa aveva vinto pochissime partite da professionista e addirittura nemmeno una negli Slam. In pochi lo conoscevano e ancora adesso tra i non appassionati non è molto noto.

Di recente Cobolli sta cominciando a ottenere risultati notevoli: ha vinto il suo primo torneo ATP ad aprile a Bucarest e il mese successivo ha battuto il russo Andrey Rublev nella finale dell’ATP 500 di Amburgo, sempre sulla terra rossa. Ha cominciato Wimbledon da numero 24 del ranking mondiale (e dopo il torneo sarà almeno tra i primi 20). Prima di quei due tornei vinti, aveva perso otto partite consecutive: negli ultimi mesi però è migliorato molto, anche in modo piuttosto inaspettato e eccezionale.

In questo Wimbledon, contro avversari forti e diversi tra loro come Jakub Mensik (numero 17 al mondo) e Cilic (finalista a Wimbledon nel 2017), ha vinto giocando un tennis intenso, aggressivo in risposta e solido al servizio, un fondamentale nel quale è sempre più efficace.

Cobolli è nato a Firenze ma cresciuto tra Roma e Subiaco. Fino a quando aveva 13 anni giocava sia a tennis sia a calcio nelle giovanili della Roma, della quale è tifoso; è molto amico del calciatore della Roma Edoardo Bove, che era a vederlo a Wimbledon contro Cilic. Dopo una buona carriera giovanile, il suo percorso da tennista professionista è stato graduale e meno impetuoso di quello di altri suoi coetanei (ha l’età di Musetti, per dire): nel 2021 ha giocato la prima partita nel circuito ATP, nel 2022 ha vinto il primo titolo nel circuito Challenger (quello immediatamente inferiore all’ATP), nel 2023 ha esordito in un torneo del Grande Slam ed è entrato per la prima volta nei primi 100 posti del ranking, arrivando a giocarsi le Next Gen Finals (il torneo tra gli otto migliori giovani della stagione).

Il 2024, infine, è stato l’anno in cui ha dimostrato di poter essere competitivo contro i più forti, vincendo diverse partite tra cui la prima in uno Slam (agli Australian Open) e in Coppa Davis, e raggiungendo la sua prima finale in un torneo ATP (nel 500 di Washington, poi persa 2-1 contro Sebastian Korda).

Dopo la vittoria contro Mensik nel terzo turno, Cobolli ha detto, in modo forse un po’ enfatico, «Dio non mi ha dato il servizio ma mi ha dato le gambe. Mi trovo bene a muovermi e anche a vincere dei punti in difficoltà», evidenziando un punto di forza del suo gioco, cioè quello di riuscire ad arrivare bene sulla pallina, muovendosi con grande esplosività e intelligenza in campo. A questa eccellenza più che altro fisica, però, Cobolli aggiunge la qualità nei colpi, che stanno diventando sempre più potenti e precisi (anche il servizio) e un grande istinto in risposta, quindi sul servizio dell’avversario. Non ha colpi in cui eccelle particolarmente, ma è piuttosto completo e privo di punti deboli evidenti.

Finora il suo gioco molto resistente (si è allenato spesso con Carlos Alcaraz, non a caso) ha funzionato soprattutto sulla terra rossa ma, si legge su The Athletic dopo la vittoria contro Cilic, «anche l’erba di Wimbledon si è dimostrata ottimale per il suo tennis entusiasmante. Cobolli gioca con cambi di ritmo e velocità, muovendo la palla piuttosto che tirandola sempre al massimo». Ai quarti di finale affronterà Novak Djokovic, che ha vinto il torneo per sette volte.