Barack Obama (Joshua Roberts-Pool/Getty Images)

Cambiare una casa non è difficile

Se sai come farlo: lo abbiamo chiesto a cinque esperte di arredamento, per chi dopo un anno di vita casalinga ha bisogno di qualche novità

Barack Obama (Joshua Roberts-Pool/Getty Images)

Dopo un anno di lockdown e restrizioni negli spostamenti, molte persone cominciano a essere stufe di guardarsi intorno e vedere sempre le stesse cose, e vorrebbero fare qualche cambiamento in casa. Visto che non è il momento migliore per buttare giù pareti o rifare i pavimenti, abbiamo chiesto a cinque esperte se ci sono cose che si possono fare senza coinvolgere imprese e senza grossi investimenti, ma con risultati soddisfacenti. Sono venuti fuori sei consigli per far sembrare le case un po’ diverse e soprattutto per risollevare un po’ l’umore di chi ci vive dentro.

Fare “decluttering”
«Prima di tutto, prima di fare qualsiasi intervento o cambiamento, consiglio di fare un grande decluttering e cioè di eliminare tutto quello che non è indispensabile», ha detto Roberta Borrelli, architetta anche nota col nome del suo studio, Make Your Home: «Non è un consiglio progettuale, ma è fondamentale fare spazio prima di creare qualcosa di nuovo: non dovremmo mai subire l’accumulo di oggetti e sentirci insofferenti rispetto al posto in cui viviamo». Fare ordine e pulizia può essere più impegnativo di quanto si pensi e per questo negli anni sono state elaborate diverse teorie sui migliori modi per procedere. Ne avevamo raccolte alcune qui: c’è Marie Kondo ovviamente, ma anche il metodo FlyLady, per chi dopo 15 minuti di riordino si sente già stremato.

Riempire il bianco
«In un periodo normale la prima cosa che avrei consigliato di fare è cambiare colore delle pareti», ha detto Federica Biasi, designer e art director: «In questo momento quello che si può fare per riempire le pareti vuote senza trasformare la propria casa in un cantiere è appendere grandi quadri, anche di un metro per due, perché no». Colorare o riempire le pareti è lo stesso consiglio che danno anche Anna Marras e Simona Gallanti, socie dello studio Interior Revival: «Ci capita spesso di sentire persone che stanno mettendo su casa dire che hanno scelto di fare le pareti bianche per non sbagliare. In realtà è proprio il contrario: il bianco è molto stressante, basta pensare al famoso panico da foglio bianco. Noi consigliamo sempre di evitare le pareti bianche: chi non ama i colori accesi può scegliere anche tonalità tenui, che sull’umore influiscono comunque più positivamente del bianco».

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Secondo Marras, «ognuno ha un rapporto particolare col colore e non è detto che i colori che si vedono in giro e che vanno di moda in un certo periodo siano anche quelli che sentiamo più nostri». Chi sta pensando di cambiare colore alle pareti e deve sceglierlo, può farsi ispirare dal sito Coolors e creare una propria palette di colori in modo “guidato”: si possono inserire i colori di pareti che ci sono già o di mobili e altri elementi della stanza, e poi scegliere le tonalità da abbinarci tra quelle proposte dal generatore automatico.

(23bassi)

Anche Chiara Frigerio, socia dello studio di architettura 23bassi, ha detto che «diversi studi hanno dimostrato che un muro bianco può essere molto stressante per la mente» e ha aggiunto che «per rilassarci abbiamo bisogno di perderci nei dettagli, esattamente come quando camminiamo in un bosco con tantissime foglie». Per riempire le pareti bianche di dettagli si possono appendere quadri, stampe, fotografie e mensole, oppure ricoprirle di carta da parati. Sul sito di 23bassi c’è una guida alla scelta della carta da parati con un ricco elenco di negozi che le vendono. Per chi non vuole fare interventi troppo estesi, online si trovano carte decorate autoadesive, che quindi si possono attaccare in autonomia in piccole porzioni di parete: per esempio sul sito francese Papermint ce ne sono di molto belle, sia formate da fogli pieni che da singoli stickers.

Concentrarsi su un angolino
«Il trucco più semplice è quello di scegliere un angolino piccolo di casa, concentrarsi su quello e abbellirlo: già vedere un pezzettino fatto bene è un grande cambiamento», ha spiegato Frigerio: «Io per esempio ho cominciato dal mio comodino, mettendo una bella luce e del colore dietro la testata del letto. Un’altra cosa da cui partire può essere un angolo lettura: si comprano online una lampada da terra e una poltrona, si pittura un rettangolone colorato, anche senza riempire tutta la parete, ed è fatta».

Un esempio simile che fanno Anna Marras e Simona Gallanti è quello dello spazio dedicato allo sport: «Per esempio in questo periodo tante persone si sono avvicinate allo yoga perché è uno sport che si può fare ovunque: ecco, in questo caso chi ha un angolino di casa poco sfruttato, può metterci candele, una luce soffusa, delle piante e decidere di dedicarlo solo a quell’attività. Individuare dei microspazi nei quali fare solo determinate cose cambia molto la nostra percezione della casa e aiuta a staccare da altre attività più stressanti, soprattutto per chi in casa ci lavora».

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Puntare sulla funzionalità
In questo momento storico è particolarmente importante trovare soluzioni funzionali alle attività e al tempo trascorso in casa. «Una cosa che abbiamo riscontrato spesso tra le persone che in quest’anno si sono rivolte a noi è il loro rendersi improvvisamente conto di avere una casa bella ma poco funzionale», ha raccontato Gallanti: «Quindi il consiglio è quello di rendere funzionale la propria casa anche con piccoli oggetti che rendano più facili le attività quotidiane».

L’esempio più classico è quello della postazione di lavoro per chi nell’ultimo anno è passato allo smartworking. Roberta Borrelli ha suggerito di creare spazi interni suddivisi in base alle nuove esigenze: «Prima non pensavamo di avere bisogno di un angolo per lo studio o il lavoro, ma ora dobbiamo crearcelo: servono spazi dedicati esclusivamente a certe cose, anche per garantire la privacy a tutte le persone che vivono in casa. Io per esempio ho messo per me uno scrittoio in camera da letto, mentre mio figlio segue le lezioni e studia in soggiorno».

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Anna Marras ha raccontato di essersi creata uno studio «microscopico» in soggiorno: «Non serve una piazza d’armi, l’importante è che sia funzionale a quello che dobbiamo farci: se passiamo la giornata alla scrivania anche solo uno spazio piccolo, una buona dose di luce, una sedia comoda e un appoggio sufficiente per il computer o quello che serve possono fare una gran differenza».

Abusare delle luci
«Abusate di luci», è uno dei consigli di Anna Marras: «Vale per quelle case che non hanno sufficiente luce naturale, ma anche per tutte le altre: in ogni caso è sempre meglio una lampada in più che una in meno. La luce ha un effetto potentissimo sull’umore. Sia la postazione di lavoro che quelle dedicate al tempo libero devono avere una luce intensa: non servono lampade costose o di design, ma è importante creare spazi luminosi che, esattamente come quelli colorati, ci rilassino e ci rallegrino». Anche Federica Biasi ha consigliato di aggiungere qualche lampada «per cambiare l’effetto della luce negli ambienti e quindi anche l’impatto su di noi».

Circondarsi di piante
«Oltre a stampe e lampade consiglio soprattutto di circondarsi di piante», ha aggiunto Federica Biasi: «Tante piante sono fondamentali per portare un po’ di natura all’interno, in questo periodo in cui siamo tutti chiusi in casa». Per chi non è molto pratico con le piante e non sa da dove cominciare, qui c’è un elenco di piante facili da tenere in casa (e far sopravvivere) e qui cinque esperimenti che si possono fare con piante e semi quando comincia ad arrivare il caldo primaverile. Se poi si preferiscono i mazzi di fiori recisi, è facilissimo farseli arrivare a casa ordinandoli online.

(Federica Biasi)

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