È iniziata la Settimana della moda di Milano

È la terza a svolgersi durante la pandemia, e le sfilate saranno tutte in streaming: le cose da sapere

Una modella nel backstage di Simona Marziali - MRZ, Milano, 24 febbraio 2021
(Vittorio Zunino Celotto/Getty Images)
Una modella nel backstage di Simona Marziali - MRZ, Milano, 24 febbraio 2021 (Vittorio Zunino Celotto/Getty Images)

Martedì è iniziata la Settimana della moda di Milano, in cui le più importanti aziende di moda italiane, ma non solo, presentano le collezioni da donna per l’autunno/inverno 2021. Durerà fino al primo marzo e prevede 61 sfilate, tutte in streaming e senza pubblico o quasi, 57 presentazioni, tra cui 15 fisiche e 42 digitali, e 6 eventi, per un totale di 124 appuntamenti. Le sfilate e le presentazioni si potranno seguire su milanofashionweek.cameramoda.it, una piattaforma appositamente creata dalla Camera Nazionale della Moda Italiana (CNMI), l’associazione di settore.

È la terza Settimana della moda milanese a svolgersi durante la pandemia e la seconda interamente virtuale: in Lombardia infatti si iniziò a parlare di coronavirus esattamente un anno fa, mentre le sfilate erano in corso. Quella di Armani, fissata per domenica 23 febbraio, si tenne a porte chiuse e in diretta streaming per motivi di sicurezza; lo stesso fece anche Laura Biagiotti.

Da allora il settore è stato travolto dalla crisi: nel secondo trimestre del 2020 il fatturato della moda italiana era calato del 45 per cento rispetto allo stesso periodo del 2019, soprattutto a causa della chiusura dei negozi e della crisi della filiera di produzione. La situazione è migliorata nella seconda metà dell’anno e il calo complessivo di fatturato è arrivato al 25 per cento, pari a 50,5 miliardi di euro. Nonostante l’arrivo dei primi vaccini e la speranza che riprendano presto matrimoni, viaggi, feste e anche il lavoro in ufficio, le sfilate di questi giorni anticipano una stagione difficile e piena di insicurezza: secondo il Sole24Ore lo scenario più favorevole prevede una crescita del 15 per cento,il peggiore del 6 per cento.

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La crisi ha scombussolato anche il sistema delle sfilate: molte di quelle programmate per la primavera 2020 vennero cancellate, le altre furono ripensate in digitale con risultati creativi interessanti e altri meno efficaci. Le aziende hanno di volta in volta proposto video, animazioni, semplici presentazioni fotografiche e sfilate più tradizionali, registrate o trasmesse in diretta senza ospiti. Le sfilate digitali però non rendono quanto quelle dal vivo e fanno fatica a suscitare lo stesso interesse sia tra chi si occupa di moda che tra gli appassionati. Allo stesso tempo, però, possono essere un’occasione per ripensare il modo in cui vengono proposti gli abiti e renderlo più democratico, spingendo i marchi a mostrarlo a tutti sui propri canali.

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Queste difficoltà e questi cambiamenti hanno forse spinto alcune aziende a non partecipare alla Settimana della moda milanese in corso. Gucci e Bottega Veneta, due aziende italiane controllate dal gruppo del lusso francese Kering, presenteranno le collezioni più avanti in primavera, mentre Versace lo farà con un video il 5 marzo, durante la Settimana della moda di Parigi (anche se non ne è affiliata). Moncler, che nelle ultime stagioni aveva organizzato degli eventi spettacolari per presentare la linea Genius (fatta di collaborazioni con importanti stilisti che reinventavano il piumino), lancerà la sua nuova collaborazione con lo stilista JW Anderson il primo marzo: la si potrà trovare nei negozi fisici e online. Valentino, che sfila tradizionalmente a Parigi, ha deciso di tornare in Italia, come aveva già fatto a settembre.

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Tra le collezioni da tenere d’occhio c’è Fendi, che ha sfilato mercoledì. È la prima collezione di ready-to-wear (cioè gli abiti già confezionati) realizzata dal nuovo direttore creativo Kim Jones, che ha preso il posto dello stilista Karl Lagerfeld dopo 50 anni. A gennaio Jones aveva presentato con successo la collezione haute couture (cioè di alta moda, fatta su misura, con materiali pregiati e lavorazioni raffinate): era ispirata al romanzo Orlando di Virginia Woolf, tra le modelle c’erano personaggi famosi come Demi Moore e gli abiti da donna si mescolavano con quelli più tradizionali. Nella nuova sfilata ha proposto abiti monocromatici sui toni del beige e con un gusto molto femminile, con gonne a matita e pantaloni a vita molto alta da portare con il reggiseno a vista. C’erano abiti lunghi in raso e in seta, molte frange ispirate a quelle degli anni Venti del Novecento e lo smoking, riproposto alla fine in molte versioni. Come da tradizione per Fendi, che nacque come un’azienda di pellicce, c’era molta attenzione per i capispalla.

 

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L’altra sfilata molto attesa è, come sempre, quella di Prada, che si terrà giovedì alle 14. È la seconda collezione disegnata da Miuccia Prada, storica direttrice creativa e proprietaria dell’azienda, insieme allo stilista belga Raf Simons. L’altra era stata presentata a settembre e mostrava una giustapposizione dei loro stili: i tessuti e le linee tipiche di Prada insieme alle scritte grafiche e ad alcuni tagli distintivi di Simons. Questa prima collezione pensata per l’inverno mostrerà se sia stata raggiunta una ulteriore integrazione. Nella prima metà del 2020, i ricavi di Prada erano calati del 40 per cento, poi nella seconda parte dell’anno l’azienda aveva recuperato riducendo il calo delle vendite al dettaglio; a dicembre, infine, aveva raggiunto i livelli precedenti alla pandemia, soprattutto grazie alla ripresa delle vendite in Cina.

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Valentino sfilerà lunedì alle 14 al Teatro Piccolo di Milano, davanti a un gruppo selezionato di addetti ai lavori. Le collezioni del suo direttore creativo Pierpaolo Piccioli sono sempre molto apprezzate sia dai clienti che dalla critica, ma dal 2016 i ricavi sono un po’ in calo. Nel 2020 le vendite erano diminuite del 27 per cento rispetto al 2019, arrivando a 882 milioni di euro, ma nell’ultimo trimestre si erano riprese grazie agli ordini della collezione pre-autunnale realizzata dopo l’arrivo di Jacopo Venturini, il nuovo amministratore delegato ed ex capo del merchandising di Gucci. La nuova direzione dell’azienda sarà integrare i prodotti che vendono di più sul mercato con l’elegante visione di Piccioli presentata alle sfilate.

La rivista di moda Business of Fashion (BoF) segnala anche la collezione di Ferragamo (sabato alle 14), azienda che sta cercando di rinnovarsi ma che era stata frenata dalla pandemia: nel 2020 le vendite erano calate del 33 per cento arrivando a cento a 916 milioni di euro . Vale la pena seguire anche i tentativi di reinventarsi di Tod’s, un’altra famosa azienda di scarpe, che sfilerà venerdì alle 15. È al suo quinto anno consecutivo di calo delle vendite, che nel 2020 erano scese del 30 per cento rispetto al 2019, per 637 milioni di euro. Walter Chiapponi, il nuovo direttore creativo dal 2019, sta ridisegnando le scarpe e le borse rivolgendosi soprattutto a una clientela più giovane.

La sfilata di Armani Donna si terrà sabato alle 12 e quella dedicata all’uomo alle 12:30; i più giovani potrebbero essere interessati a quella di Fila, domenica alle 13. Noi del Post segnaliamo la collezione di Marco Rambaldi, tra gli stilisti emergenti più apprezzati alla Settimana della moda passata, che sarà presentata venerdì alle 10; quella di Antonio Marras, che sarà presentata venerdì alle 12 con un cortometraggio girato nel sito archeologico sardo di Su Nuraxi, e quella di N°21 realizzata dallo stilista Alessandro dell’Acqua, ispirata alle polaroid dell’architetto e fotografo Carlo Mollino. La Settimana della moda di Milano sarà chiusa con la collezione di Dolce & Gabbana, domenica alle 16.

 

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