Corso Vittorio Emanuele a Milano, lo scorso 2 gennaio. (ANSA/ Daniel Dal Zennaro)
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  • giovedì 7 Gennaio 2021

Cosa si può fare oggi e domani in Italia

Tutta Italia è in zona gialla, ma è vietato spostarsi al di fuori della propria regione

Corso Vittorio Emanuele a Milano, lo scorso 2 gennaio. (ANSA/ Daniel Dal Zennaro)

Oggi entra in vigore un decreto legge che prevede nuove restrizioni dal 7 al 15 gennaio per contenere la pandemia da coronavirus.

Il decreto stabilisce che per tutto questo periodo – tranne che per il weekend del 9 e 10 gennaio –  sia in vigore la cosiddetta zona gialla, che i giornali definiscono “rafforzata” perché, anche se il decreto non lo specifica, di fatto le misure restrittive sono analoghe a quelle che venivano applicate prima del 24 dicembre in quasi tutte le regioni. Tra le altre cose il decreto legge ha ridefinito i criteri per l’assegnazione della fascia di rischio di ciascuna regione, ovvero i parametri che verranno utilizzati a partire da domani, venerdì 8 gennaio, per assegnare alle diverse aree il colore giallo, arancione o rosso, e le relative misure restrittive. Quindi oggi e domani, 7 e 8 gennaio, tutta l’Italia sarà in zona gialla “rafforzata”, e domani si valuterà se applicare misure più restrittive in alcune regioni in base all’andamento dell’epidemia.

Nel weekend del 9-10 gennaio, invece, verranno applicate su tutto il territorio nazionale le misure previste per la cosiddetta zona arancione, a meno che domani, secondo i nuovi parametri, una regione venga classificata come zona rossa. In zona arancione è sempre consentito raggiungere le seconde case se si trovano nella propria regione, ma a un solo nucleo familiare, e solo dalle 5 alle 22. Si può sempre fare attività sportiva e motoria, individuale, all’aperto e rispettando le distanze. Le messe sono celebrate. Bar e ristoranti sono chiusi per il consumo sul posto, ma possono effettuare servizio d’asporto, sempre consentito fino alle 22, mentre le consegne a domicilio non hanno limiti di orario. I negozi sono invece aperti.

Cosa si può fare nella zona gialla “rafforzata”
In generale, secondo le nuove disposizioni, dal 7 al 15 gennaio 2021, dalle 5 alle 22 ci si potrà spostare liberamente all’interno della propria regione, senza il bisogno di esibire l’autocertificazione e rispettando gli orari del coprifuoco. Dalle 22 alle 5 è vietato ogni spostamento, tranne quelli per esigenze lavorative, situazioni di necessità o motivi di salute. Tra le altre cose, restano in vigore per esempio il divieto di assembramenti e l’obbligo di indossare la mascherina, anche all’aperto.

Il 7 e l’8 gennaio i negozi saranno aperti, così come ristoranti e bar, dove il consumo al tavolo sarà consentito per un massimo di quattro persone per tavolo, salvo che siano tutti conviventi, dalle 5 alle 18. Dopo le ore 18 sarà vietato il consumo di cibi e bevande nei luoghi pubblici e aperti al pubblico. Resterà consentita la ristorazione con consegna a domicilio e fino alle 22 la ristorazione con asporto, con divieto di consumazione sul posto.

Le cose da sapere sul coronavirus

Il decreto chiarisce che fino al 15 gennaio «è vietato, nell’ambito del territorio nazionale, ogni spostamento in entrata e in uscita tra i territori di diverse regioni o province autonome, salvi gli spostamenti motivati da comprovate esigenze lavorative o situazioni di necessità ovvero per motivi di salute». Non ci sarà pertanto una deroga che consenta di spostarsi al di fuori della propria regione, come si poteva fare nelle zone gialle prima di questo decreto legge. Sarà però consentito fare visita a una sola abitazione privata all’interno dello stesso comune, una volta al giorno, tra le 5 e le 22: come stabilito dal decreto precedente, ci sarà un limite di massimo due persone, oltre ai minori di anni 14 o alle persone disabili o non autosufficienti che convivano con loro.

Per i comuni che hanno meno di 5mila abitanti inoltre saranno permessi gli spostamenti per una distanza non superiore a 30 chilometri dal confine del comune, con esclusione degli spostamenti verso i capoluoghi di provincia. Resta sempre consentito il rientro alla propria residenza, domicilio o abitazione, «con esclusione degli spostamenti verso le seconde case ubicate in altra regione o provincia autonoma».

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