Un ciclista a Dublino, agosto 2020 (Finbarr O'Reilly/Getty Images)
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  • martedì 20 Ottobre 2020

L’Irlanda è il primo paese dell’Unione Europea a imporre un nuovo lockdown

Inizierà alla mezzanotte di mercoledì 21 ottobre e durerà sei settimane, ma le scuole rimarranno aperte perché considerate attività essenziali

Un ciclista a Dublino, agosto 2020 (Finbarr O'Reilly/Getty Images)

Il governo dell’Irlanda ha annunciato un nuovo lockdown per contenere l’epidemia da coronavirus. Inizierà alla mezzanotte di mercoledì 21 ottobre e durerà sei settimane. Il paese è il primo dell’Unione Europea a decidere di imporre una nuova chiusura totale: lunedì il Galles, nel Regno Unito, aveva introdotto 17 giorni di lockdown a partire da venerdì 23 ottobre e fino al 9 novembre.

Il primo ministro ha spiegato che le nuove restrizioni sono al momento probabilmente le più rigide d’Europa, ma che, visto l’aumento dei contagi, sono anche necessarie: lo sforzo delle prossime sei settimane, ha detto, potrebbe dare l’opportunità di «celebrare il Natale in modo significativo». La decisione del governo è stata presa dopo che il National Public Health Emergency Team (che fornisce indicazioni e consulenza sull’epidemia) aveva inviato una lettera al ministro della Salute dicendo che un periodo di sei settimane era il minimo necessario per portare il numero di nuovi casi quotidiani a un livello accettabile per il sistema sanitario. Il nuovo lockdown, si precisa nel comunicato del governo, ha come obiettivo anche quello di sostenere le famiglie mantenendo aperte le scuole e le strutture per l’infanzia, di tutelare i servizi sanitari non COVID-19 e di proteggere le persone più vulnerabili.

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Micheál Martin ha chiesto a tutte le persone di restare a casa. Gli spostamenti saranno consentiti per fare la spesa, andare in farmacia, per motivi familiari di vitale importanza, come fornire assistenza a bambini, anziani o persone vulnerabili. Ha detto che dovranno chiudere musei, biblioteche, tutte le attività commerciali di vendita al dettaglio considerate non essenziali compresi bar e ristoranti, mentre resteranno attivi i servizi di consegna a domicilio e asporto.

Le cose da sapere sul coronavirus

Saranno «autorizzati a recarsi al lavoro» solo i lavoratori essenziali e ai cittadini sarà consentito fare sport solo entro cinque chilometri dalla loro residenza. Martin ha detto che le scuole e le strutture per l’infanzia rientrano nelle attività essenziali e dovranno dunque rimanere aperte «perché non possiamo e non permetteremo che il futuro dei nostri figli e dei giovani siano altre vittime di questa malattia». Le messe si svolgeranno online, ai matrimoni potranno partecipare al massimo 25 persone e ai funerali 10.

Sarà esteso anche il divieto di visite tra le diverse famiglie e di eventi al coperto, anche se due famiglie potranno incontrarsi in luoghi all’aperto come i parchi e sempre entro il limite dei cinque chilometri. «Capisco che l’isolamento sociale e l’ansia sono un problema molto reale per molte persone e soprattutto per coloro che vivono da soli», ha detto Martin, perciò alle persone che vivono questa situazione sarà permesso avere come sostegno un’altra famiglia a cui potranno fare visita o da cui potranno ricevere visite.

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Il governo ha detto che «ci sarà una sanzione» per chi viola le restrizioni dei cinque chilometri e che il trasporto pubblico opererà al 25 per cento della capacità dei mezzi per essere a disposizione dei soli lavoratori e studenti. A differenza del precedente lockdown deciso a marzo, gli sport di livello professionale saranno consentiti a porte chiuse in tutto il paese. Il governo ha infine deciso una sospensione degli sfratti e un’estensione del sussidio di disoccupazione legato alla pandemia.

In Irlanda, come in altri paesi dell’Unione Europea, lo scorso marzo era stato imposto un lungo lockdown per controllare la diffusione del contagio. Dall’inizio dell’epidemia, in Irlanda, un paese di quasi 5 milioni di abitanti, i morti sono stati 1.852. Lunedì scorso i nuovi casi confermati di contagio sono stati 1.031, per un totale dall’inizio della pandemia che ha superato i 50 mila casi.