Dacca, Bangladesh, 3 settembre 2020 (© Sultan Mahmud Mukut/SOPA Images via ZUMA Wire/ANSA)
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  • sabato 5 Settembre 2020

L’inquinamento sta tornando com’era prima del lockdown

Gli effetti della pandemia sulla quantità di gas inquinanti nell'aria si sono rivelati temporanei come previsto, scrive l'Economist

Dacca, Bangladesh, 3 settembre 2020 (© Sultan Mahmud Mukut/SOPA Images via ZUMA Wire/ANSA)

Tra le conseguenze più raccontate del periodo di lockdown dovuto alla pandemia di COVID-19 c’è stato il sensibile calo dell’inquinamento dell’aria di moltissime città del mondo. Soprattutto in città molto inquinate nel subcontinente indiano, il fenomeno era evidente anche solo osservando il cielo e l’orizzonte: per esempio a Jalandhar, una città nell’India settentrionale, in primavera era visibile la catena dell’Himalaya a 160 chilometri di distanza, cosa che non succedeva da decenni. Anche in altre regioni del mondo l’inquinamento era diminuito: tra febbraio e marzo la quantità presente nel Nord Italia di diossido di azoto (NO2), uno dei principali gas inquinanti, era diminuita del 10 per cento.

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Come previsto, però, gli effetti del lockdown globale sull’inquinamento si sono rivelati temporanei. Come scrive l’Economist, «le persone tornano dalle vacanze, le economie si rimettono in moto e l’inquinamento dell’aria si riavvicina ai livelli pre-pandemia». Le persone che tornano a lavoro sono ancora caute nell’usare il trasporto pubblico, quindi molte si spostano in auto e il traffico è tornato più o meno com’era prima del lockdown, secondo i dati di TomTom, una società che si occupa di tecnologia per le geolocalizzazioni, citati dall’Economist.

Il Centre for Research on Energy and Clean Air (CREA) ha analizzato la presenza del diossido di azoto nell’aria di 12 grandi città del mondo, tra cui Roma, Parigi, New Delhi e Londra. Per farlo ha elaborato un modello che tiene conto anche delle condizioni atmosferiche delle singole città, dato che fenomeni come venti e piogge hanno un peso nel determinare la quantità di gas inquinanti presenti nell’aria.

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Secondo le rilevazioni del CREA, dieci giorni dopo l’introduzione delle principali misure di lockdown, il livello di diossido di azoto era calato del 27 per cento rispetto alla media dello stesso periodo tra il 2017 e il 2019. Come si nota dal grafico, dopo il mese di aprile il livello di diossido di azoto è tornato a salire e ad agosto è tornato quasi allo stesso livello di febbraio.