Chi era Jeanne Baret, la prima donna che circumnavigò la Terra

Nacque 280 anni fa e oggi è celebrata dal doodle di Google

Nell’immagine che si trova più comunemente cercandola online, Jeanne Baret –  celebrata oggi dal doodle di Google – indossa il berretto frigio, il copricapo rosso simbolo di libertà e rivoluzione indossato dai giacobini, e un paio di pantaloni. La prima donna a compiere la circumnavigazione della Terra lo fece, almeno nella prima parte, travestita da uomo.

Il viaggio intorno al mondo di Jeanne Baret cominciò da Rochefort, nell’ovest della Francia, nel dicembre del 1766, e finì tra il 1774 e il 1776. Conosciamo la storia della prima parte della circumnavigazione grazie ai diari di bordo tenuti dai suoi compagni di viaggio: i membri di una spedizione capitanata da Louis Antoine de Bougainville, l’esploratore da cui ha preso il nome la buganvillea. Fu proprio Baret, insieme al suo amante e datore di lavoro Philibert Commerson, che era un naturalista esperto di botanica, a catalogare i primi esemplari di questa pianta nativa del Brasile.

La famiglia d’origine di Baret era povera, ma per qualche ragione la futura esploratrice ebbe modo di ricevere un’istruzione e sapeva leggere e scrivere, una cosa non comune per le donne ai suoi tempi. Nel 1764 Baret cominciò a lavorare per Commerson, come governante. Viveva con lui e i due ebbero una relazione da cui nacque un figlio illegittimo, poi dato in adozione. Oltre a occuparsi di faccende domestiche, Baret aiutava Commerson nei suoi lavori di raccolta e classificazione di piante, per questo accumulò una buona conoscenza della botanica dell’epoca.

Nel 1766 Commerson fu incaricato di partecipare alla spedizione intorno al mondo di de Bougainville per documentare nuove scoperte di piante e animali. Dato che aveva problemi di salute, volle che Baret andasse con lui (il suo ruolo di naturalista ufficiale della spedizione gli consentiva di portarsi dietro un servitore che gli facesse anche da assistente) ma all’epoca le donne non potevano viaggiare a bordo delle navi della marina francese. Fu per questa ragione che Baret si travestì da uomo e fece finta di non conoscere Commerson quando si presentò per fare parte dell’equipaggio della spedizione.

Durante il viaggio Baret aiutò Commerson a raccogliere e classificare varie specie di piante, oltre che pietre e conchiglie, e si occupò dei suoi problemi di salute. Passarono diversi mesi prima che i suoi compagni di viaggio scoprissero che era una donna. I resoconti su come accadde variano da diario a diario, ma è abbastanza certo che avvenne su una qualche isola dell’oceano Pacifico; stando al resoconto che ne fece de Bougainville, accadde a Tahiti nell’aprile del 1768, dopo che un gruppo di isolani circondarono Baret dicendo che si trattava di una donna.

Il giro del mondo di Baret fu temporaneamente interrotto a Mauritius, nell’oceano Indiano, dove Commerson volle fermarsi perché il governatore dell’isola, che all’epoca era una colonia francese, era un suo vecchio amico disposto a ospitare lui e Baret. Fino al 1773, anno della morte di Commerson, Baret continuò a prendersi cura di lui e a fargli da assistente nei suoi studi botanici. È probabile che lei lo abbia accompagnato nei suoi viaggi in Madagascar e sull’isola di Riunione.

Dopo la morte del compagno, Baret rimase per un po’ a Mauritius. Riuscì a tornare in Francia, e quindi a completare il suo giro del mondo, dopo essersi sposata con un marinaio, Jean Dubernat. Tornando in patria riuscì anche a ottenere l’eredità lasciatale da Commerson.

Google l’ha ricordata oggi perché nacque il 27 luglio 1740, 280 anni fa. Morì il 5 agosto 1807, a 67 anni. Dei suoi ultimi anni si sa poco, se non che andò a vivere col marito a Saint-Aulaye, un paesino della Dordogna, nel sud-ovest della Francia, e che il re Luigi XVI le fece assegnare una pensione per i suoi meriti di assistente botanica. Molte piante hanno preso il loro nome scientifico da Commerson ma nessuna, nel Diciottesimo secolo, fu nominata a partire da quello di Baret: nel 2012 un gruppo di ricercatori americani ha chiamato una specie del genere Solanum, quello a cui appartengono anche patate e pomodori, Solanum baretiae in suo onore.