La prima ministra danese Mette Frederiksen insieme alla cancelliera tedesca Angela Merkel e al presidente del Consiglio Europeo Charles Michel (Francois Lenoir, Pool Photo via AP)
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  • domenica 19 Luglio 2020

Facce da Consiglio Europeo

Immagini di una riunione diversa dalle altre, con molte mascherine e saluti col gomito, che finora però non ha portato a nulla

La prima ministra danese Mette Frederiksen insieme alla cancelliera tedesca Angela Merkel e al presidente del Consiglio Europeo Charles Michel (Francois Lenoir, Pool Photo via AP)

Venerdì è iniziata a Bruxelles un’importante e attesa riunione del Consiglio Europeo, organo che riunisce i capi di stato e di governo dei paesi dell’Unione Europea. I leader europei si stanno incontrando per parlare di diversi temi di enorme rilevanza, tra cui il Fondo per la ripresa, il principale strumento per stimolare la ripresa economica europea dopo l’epidemia da coronavirus, e il nuovo bilancio pluriennale dell’Unione. Gli incontri stanno andando avanti in maniera inusuale e diversa rispetto al solito, a causa della regole imposte per limitare il contagio da coronavirus: si stanno vedendo per esempio molti saluti col gomito e molte mascherine.

I due temi principali che si stanno affrontando a Bruxelles – il Fondo per la ripresa e il bilancio pluriennale – sono molto complessi soprattutto perché si intrecciano con parecchie altre questioni, come per esempio il Green Deal, la discussione sui poteri che avrà la Commissione Europea nei prossimi anni e la possibilità di garantire per la prima volta nella storia entrate fiscali all’Unione Europa.

– Leggi anche: Il Green Deal europeo, spiegato bene

Sono molti anche gli interessi in ballo, e le divisioni tra i paesi. Ci sono per esempio i cosiddetti “frugal four”, paesi frugali – Austria, Danimarca, Svezia e Paesi Bassi –, che vorrebbero evitare di aumentare il contribuito al bilancio per timore che l’Unione Europea diventi una pachidermica macchina burocratica. I “frugal four” vorrebbero inoltre un meccanismo di veto che permetta al Consiglio Europeo (e quindi ai singoli stati) di respingere i piani nazionali con cui ciascun paese dovrà indicare come vuole utilizzare i soldi del Fondo per la Ripresa.

In un altro schieramento ci sono paesi come Italia, Francia e Spagna, tra i più colpiti dall’epidemia da coronavirus, che vorrebbero un bilancio pluriennale più ambizioso e si oppongono al meccanismo di veto sull’uso del Fondo per la Ripresa. In un altro ancora ci sono paesi come Ungheria e Polonia, che vorrebbero che i finanziamenti del Fondo non fossero vincolati al rispetto dello stato di diritto, che i governi ungherese e polacco violano sistematicamente.

Le discussioni a Bruxelles non hanno ancora portato ad alcun accordo. I lavori sono ripresi alle 12 di oggi, quando si è iniziato a discutere della nuova proposta fatta presidente del Consiglio Europeo, Charles Michel, per cercare di favorire un’intesa tra le parti.