Riapre il Pronto Soccorso dell’Ospedale di Codogno chiuso dalla notte tra il 20 e il 21 Febbraio (ANSA / MATTEO BAZZI)
  • Italia
  • giovedì 4 Giugno 2020

Le notizie di giovedì sul coronavirus in Italia

Sono stati comunicati 177 nuovi casi positivi, il numero più basso dall'inizio della rilevazione, e 88 i morti nelle ultime 24 ore. I ricoverati in terapia intensiva scendono a 338

Riapre il Pronto Soccorso dell’Ospedale di Codogno chiuso dalla notte tra il 20 e il 21 Febbraio (ANSA / MATTEO BAZZI)

Nelle ultime 24 ore in Italia sono stati registrati 177 nuovi casi di contagio da coronavirus (il numero più basso dall’inizio della rilevazione), secondo i dati diffusi giovedì dalla Protezione Civile, e 88 morti. Le persone attualmente ricoverate in terapia intensiva sono 338, 15 in meno rispetto a ieri. I tamponi totali processati a oggi sono 4.049.544, 49.953 più di ieri. I nuovi pazienti “guariti o dimessi” sono 957, per un totale di 161.895.

In Lombardia sono stati registrati 84 nuovi casi di contagio. Il bilancio lombardo continua a essere di gran lunga il peggiore d’Italia e ammonta complessivamente a 89.526 casi di contagio e 16.021 morti. Nella provincia di Milano i nuovi casi di contagio accertati oggi sono stati 31 (ieri 37), di cui 16 a Milano (ieri 14).

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Come ieri, anche oggi otto regioni non hanno registrato contagi: Basilicata, Calabria, Molise, Sardegna, Sicilia, Trentino-Alto Adige, Umbria e Valle d’Aosta, e altre sette regioni ne hanno registrati meno di dieci ciascuna.

Secondo i dati raccolti dalla Johns Hopkins University, che dall’inizio dell’epidemia tiene conto del totale dei casi positivi e dei morti per coronavirus registrati nel mondo, l’Italia è il terzo paese europeo per numero di contagiati, con 243.013 casi accertati, dietro il Regno Unito e la Spagna, e il secondo per numero di morti (33.689), dietro solo al Regno Unito.

Questi, comunque, sono numeri da prendere con estrema cautela: in Italia, così come in moltissimi altri paesi del mondo, il numero dei casi positivi accertati comprende solo le persone che sono risultate positive al tampone, ma non le centinaia di migliaia di persone che hanno contratto il virus e non hanno mai fatto il test, e che quindi non sono mai rientrate nei conteggi ufficiali. Un discorso simile si deve fare per il numero dei morti, e anche il numero dei guariti e dimessi deve essere preso con le molle (qui c’è la spiegazione lunga sui numeri e sulle necessarie prudenze da avere nell’interpretarli).

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Le altre notizie di oggi

Il commissario straordinario per l’emergenza coronavirus Domenico Arcuri in conferenza stampa dalla sede della Protezione civile ha dichiarato che dall’inizio dell’emergenza sanitaria sono stati effettuati «in media 39.500 tamponi al giorno, a maggio in media 61 mila al giorno». L’obiettivo è quello di «far crescere stabilmente questo numero fino a 84 mila al giorno». Inoltre Arcuri ha detto che saranno acquistati e messi a disposizione delle Regioni 9,9 milioni di prodotti tra reagenti e kit per fare i tamponi. «Nel Lazio in media passeremo da 3.803 a 6.328 tamponi al giorno, in Lombardia da 12.159 a 21.336. […] Al 31 dicembre il 28 per cento degli italiani sarà stato sottoposto a tampone, ove necessario: quasi un italiano su tre».

Il presidente dell’Istituto superiore di sanità, Silvio Brusaferro, invece, chiamato a intervenire dalla Commissione di inchiesta sulle attività illecite delle cosiddette “Ecomafie” sulla gestione dei rifiuti legata all’emergenza Covid-19, ha parlato tra le altre cose delle modalità di utilizzo delle mascherine protettive. Per Brusaferro le mascherine, in particolare quelle chirurgiche sono «efficaci due, massimo sei ore, ma ad oggi non ci sono strumenti e metodologie che ne garantiscano il riutilizzo con le stesse performance». Per «quelle di comunità si può ragionare in base al tipo di materiale utilizzato», ma in generale per la mascherina «chirurgica ad oggi non ci sono evidenze circa un loro possibile riutilizzo».

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Oggi il presidente del Friuli Venezia Giulia Massimiliano Fedriga ha incontrato a Trieste l’ambasciatore sloveno Tomaz Kunstelj per discutere della riapertura della frontiera con la Slovenia, in vista della data del 15 giugno in cui quasi tutti i paesi europei elimineranno i controlli sanitari e le altre misure restrittive decise per cercare di controllare l’epidemia da coronavirus.

In Friuli Venezia Giulia ieri non erano stati accertati né nuovi casi di contagio né nuovi decessi, oggi solo 3 casi. La Slovenia sembrerebbe quindi disposta ad aprire i suoi confini a chi proviene dalla regione. Fedriga dopo l’incontro con l’ambasciatore ha detto di ritenere che «alla luce dell’evoluzione della pandemia, si possa giungere a una soluzione ragionevole nel reciproco interesse delle due comunità».

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Oggi la Banca Centrale Europea (BCE) ha annunciato che aumenterà di 600 miliardi di euro il suo piano di acquisti straordinario contro gli effetti della pandemia da coronavirus, il cosiddetto PEPP. Alla sua conclusione, prevista tra circa un anno, il PEPP avrà quindi un valore totale di circa 1.350 miliardi di euro. L’annuncio dell’aumento delle risorse destinate al PEPP era atteso, ma è stato comunque accolto molto bene da osservatori e investitori.

Le borse europee sono tutte in crescita e lo spread tra titoli di stato italiani e tedeschi è sceso in pochi minuti di 15 punti ed è adesso a poca distanza dal valore che aveva prima dell’inizio della pandemia (l’Italia sarà uno dei paesi che probabilmente beneficeranno di più dal piano di acquisti della BCE). Fino ad oggi, il PEPP prevedeva acquisti di obbligazioni europee, pubbliche e private, per 750 miliardi di euro e avrebbe dovuto concludersi alla fine dell’anno. Con l’annuncio di oggi, la BCE ha quasi raddoppiato le dimensioni del piano e ha annunciato che gli acquisti proseguiranno fino al giugno 2021, o fino a che ce ne sarà la necessità. Inoltre, tutti i titoli acquistati che dovessero arrivare a scadenza saranno rinnovati almeno fino alla fine del 2022.

Nella sua quotidiana diretta Facebook sulla situazione dell’emergenza coronavirus, il sindaco di Milano Giuseppe Sala ha annunciato di aver firmato ieri una nuova ordinanza che renderà di nuovo possibile da oggi vendere e consumare alcolici e superalcolici da asporto anche dopo le 19. «Spero di non pentirmene – ha detto Sala – Chiedo a tutti comunque di usare le mascherine e mantenere le distanze». Il divieto era in vigore dallo scorso 26 maggio ed era stato deciso dopo le polemiche sui presunti assembramenti della “movida” nel quartiere milanese dei Navigli.

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