Secondo un primo studio, l’idrossiclorochina non aiuta a prevenire la Covid-19

Secondo un primo studio, l’idrossiclorochina non aiuta a prevenire la Covid-19, la malattia provocata dal coronavirus. Lo studio è stato condotto su 821 persone positive e i risultati sono stati presentati mercoledì da ricercatori canadesi e statunitensi e pubblicati sul New England Journal of Medicine.

L’idrossiclorochina è un farmaco per la malaria che, secondo valutazioni preliminari, era stato descritto come potenzialmente utile per prevenire l’infezione da coronavirus (senza alcuna conferma scientifica); a metà maggio era diventato noto perché il presidente degli Stati Uniti Donald Trump aveva detto di avere iniziato una terapia a base di idrossiclorochina per prevenire la Covid-19.

Lo studio è la prima sperimentazione clinica condotta sull’idrossiclorochina. I pazienti sono stati divisi in due gruppi: a uno è stato dato, a sua insaputa, il farmaco all’altro un placebo. Hanno partecipato operatori sanitari e persone che avevano avuto contatti con persone malate. L’autore dello studio, David R. Boulware, ha spiegato che «se sei esposto a qualcuno con la Covid-19, l’idrossiclorochina non è una terapia preventiva efficace in seguito all’esposizione».

Sempre mercoledì l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) ha detto che riprenderà i test sull’efficacia contro il coronavirus dell’idrossiclorochina, dopo che li aveva interrotti a fine maggio.

Una farmacista mostra un pacchetto di Paquenil, farmaco a base di idrossiclorochina. Torino, 23 aprile 2020 (ANSA/TINO ROMANO)