(Thomas Lohnes/Getty Images)

La BCE raddoppia

Ha annunciato che aggiungerà altri 600 miliardi di euro al suo piano di acquisti straordinario anti-pandemia da 750 miliardi

(Thomas Lohnes/Getty Images)

Oggi la Banca Centrale Europea (BCE) ha annunciato che aumenterà di 600 miliardi di euro il suo piano di acquisti straordinario contro gli effetti della pandemia, il cosiddetto PEPP. Alla sua conclusione, prevista tra circa un anno, il PEPP avrà quindi un valore totale di circa 1.350 miliardi di euro. L’annuncio dell’aumento delle risorse destinate al PEPP era atteso, ma è stato comunque accolto molto bene da osservatori e investitori.

Le borse europee sono tutte in crescita e lo spread tra titoli di stato italiani e tedeschi è sceso in pochi minuti di 15 punti ed è adesso a poca distanza dal valore che aveva prima dell’inizio della pandemia (l’Italia sarà uno dei paesi che probabilmente beneficeranno di più dal piano di acquisti della BCE).

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Fino ad oggi, il PEPP prevedeva acquisti di obbligazioni europee, pubbliche e private, per 750 miliardi di euro e avrebbe dovuto concludersi alla fine dell’anno. Con l’annuncio di oggi, la BCE ha quasi raddoppiato le dimensioni del piano e ha annunciato che gli acquisti proseguiranno fino al giugno 2021, o fino a che ce ne sarà la necessità. Inoltre, tutti i titoli acquistati che dovessero arrivare a scadenza saranno rinnovati almeno fino alla fine del 2022.

Contando anche il precedente piano di acquisti, annunciato da Mario Draghi alla fine del 2019 e non ancora terminato, il totale di acquisti BCE entro il giugno dell’anno prossimo dovrebbe arrivare intorno ai 1.500 miliardi di euro, di cui circa 260 miliardi saranno probabilmente titoli italiani.

Secondo i principali commentatori, la più controversa tra le decisioni annunciate oggi è quella che stabilisce il reinvestimento dei titoli acquistati almeno fino alla fine del 2022. Su questo punto, il consiglio della banca non avrebbe raggiunto l’unanimità, probabilmente perché questa mossa va a particolare vantaggio dei paesi molto indebitati come l’Italia.

Grazie a questa misura, il governo italiano potrà contare sul fatto che una percentuale significativa del suo debito pubblico rimarrà al sicuro nei bilanci della BCE per un periodo di tempo medio-lungo. La mossa della BCE, in altre parole, ha messo ulteriormente al sicuro i conti pubblici italiani, nonostante quest’anno si preveda che il debito pubblico italiano possa superare il 155 per cento del PIL (il livello più alto mai raggiunto).

La principale ragione che ha spinto la BCE ad ampliare il programma di acquisti, illustrata nel corso della conferenza stampa di oggi, è la profondissima recessione che sta colpendo la zona euro. Secondo le stime della banca, nel 2020 il PIL dell’eurozona scenderà dell’8,7 per cento, per poi tornare a salire al 5,2 per cento nel 2021. A fronte di questo crollo, le aspettative per l’inflazione (che la BCE ha il mandato di tenere vicino, ma sotto al 2 per cento) rimangono bassissime. Diversi paesi europei sono probabilmente già in deflazione, mentre per il prossimo futuro si prevede che l’inflazione non andrà nemmeno vicina al tasso obiettivo.

Di fronte a questa recessione senza precedenti e queste inesistenti aspettative di inflazione, la BCE ha ritenuto di dover potenziare ulteriormente il suo piano di acquisti che porterà all’immissione di centinaia di miliardi di euro nell’economia europea nella speranza di sostenere i prezzi ed evitare un’ulteriore frammentazione della zona euro (il che significa: evitare che la situazione nei paesi più deboli, come l’Italia, peggiori ulteriormente).