Philadelphia. (Mark Makela/Getty Images)
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  • martedì 2 Giugno 2020

Le proteste negli Stati Uniti vanno avanti da una settimana

Il presidente Donald Trump ha detto che farà intervenire l'esercito se sarà necessario, mentre continuano gli episodi di violenza per le strade

Philadelphia. (Mark Makela/Getty Images)

Negli Stati Uniti il primo giugno è stato il settimo giorno consecutivo di proteste per chiedere giustizia per la morte di George Floyd, e contro i sistematici abusi della polizia nei confronti degli afroamericani. Decine di migliaia di persone hanno partecipato a manifestazioni organizzate nei parchi, sulle superstrade e intorno agli edifici governativi di decine di città. In molti casi le manifestazioni sono continuate anche di sera nonostante fosse stato imposto o esteso il coprifuoco per evitare violenze o vandalismi notturni. Come nei giorni scorsi, i cortei sono stati in larga parte pacifici, ma in alcuni casi ci sono stati scontri con la polizia, che ha continuato a reprimere con violenza le proteste, oltre a incendi di auto ed edifici e a episodi di saccheggio.

Lunedì ci sono stati altri casi di violenze commesse dalle forze dell’ordine contro i manifestanti, simili alle tante già segnalate negli scorsi giorni. A Philadelphia, in Pennsylvania, un veicolo armato della polizia statale ha sparato gas lacrimogeno contro centinaia di manifestanti. A Seattle, nello stato di Washington, un gruppo di poliziotti ha allontanato con spray urticante e gas lacrimogeno un gruppo pacifico di manifestanti che si era raccolto in una strada transennata.

La stessa scena è stata ripresa anche dalla strada.

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Dall’inizio delle proteste almeno cinque persone sono morte e molte altre, sia tra i manifestanti che tra le forze di polizia, sono state ferite. Lunedì quattro poliziotti sono stati colpiti da spari durante la manifestazione di St. Louis, in Missouri, ma non sono in pericolo di vita. Altri due sono stati feriti a Buffalo, nello stato di New York, dove una una persona a bordo di un suv – poi arrestata – ha guidato la sua automobile contro un gruppo di poliziotti.

Intanto il sindaco di Louisville, in Kentucky, ha licenziato il capo della polizia locale dopo che un manifestante era stato ucciso dagli spari della polizia. La decisione del sindaco, Greg Fischer, è legata al fatto che durante la sparatoria le videocamere che i poliziotti portano sulla divisa erano spente. Invece a Omaha, in Nebraska, un procuratore ha detto che non sarà sporta denuncia contro il gestore di un locale che sabato sera aveva sparato a un afroamericano di 22 anni, uccidendolo, perché l’uomo avrebbe agito per legittima difesa durante i saccheggi degli esercizi commerciali della città. L’annuncio del procuratore ha spinto molti gestori di locali e negozi di Omaha a chiudere in anticipo, per paura di nuove violenze.

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Dall’inizio delle proteste migliaia di persone sono state arrestate e sono stati causati danni a edifici ed esercizi commerciali per milioni di dollari. A New York, nonostante il coprifuoco imposto dalle 23 alle 5 di martedì, le proteste sono proseguite in serata e i grandi magazzini Macy’s sono stati saccheggiati.

Parlando dalla Casa Bianca, il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha detto che gli americani sono «giustamente disgustati» dalla «morte brutale di George Floyd», su cui sarà fatta giustizia, e ha detto di essere alleato di chi manifesta in modo pacifico. Ha poi aggiunto che gli atti di vandalismo e le proteste violente sono «atti di terrorismo interno» e che, se una città o uno stato non sarà in grado di difendere la vita e le proprietà dei propri cittadini, ricorrerà all’esercito: «E risolverò velocemente il problema per loro».

Mentre Trump teneva il suo discorso, anche a Washington era in corso una manifestazione di protesta. La Guardia Nazionale, la principale forza militare di riservisti americana, ha respinto i manifestanti raccolti fuori dalla Casa Bianca e la polizia ha usato gas lacrimogeno e granate stordenti per allontanare la folla e permettere a Trump di visitare in sicurezza la vicina Chiesa di St. John, dove domenica notte era stato appiccato un incendio. Per allontanare i manifestanti la polizia ha anche usato manganelli e scudi protettivi in modo violento; in un video la si vede farlo anche contro un cameraman che stava riprendendo la scena.

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Sempre lunedì, a una settimana dalla morte di George Floyd, suo fratello Terrence è andato a Minneapolis nel luogo in cui Floyd era stato arrestato dalla polizia e ha parlato con un megafono alle persone che vi si erano radunate, chiedendo ai manifestanti di protestare in modo pacifico.

Lunedì avrebbe dovuto comparire in tribunale per la prima volta Derek Chauvin, l’ormai ex poliziotto accusato di third degree murder (omicidio di terzo grado) e manslaughter (omicidio involontario) per la morte di Floyd. La data dell’udienza però è stata spostata all’8 giugno.

L’avvocato della famiglia Floyd, in un comunicato diffuso ieri, aveva detto che la morte di George Floyd è stata «un omicidio causato dall’asfissia provocata dalla compressione della schiena e del collo che ha portato alla mancanza di flusso sanguigno al cervello». È il risultato di un’autopsia indipendente chiesta dalla famiglia dopo che il personale medico della contea di Hennepin (dove si trova Minneapolis, in Minnesota) aveva inizialmente detto che non c’erano prove a sostegno del fatto che Floyd fosse morto per asfissia o strangolamento. Poi anche la contea di Hennepin ha dichiarato che la morte di Floyd è stata un omicidio, ma l’autopsia ufficiale differisce da quella fatta fare dalla famiglia per un aspetto importante: per la prima solo il ginocchio di Chauvin premuto sul collo di Floyd avrebbe contribuito alla sua morte, mentre per la seconda ha avuto un ruolo rilevante anche il modo in cui gli altri poliziotti lo avevano trattenuto a terra.

Nell’ordinamento del Minnesota, l’omicidio di terzo grado definisce la situazione in cui, senza intenzione di uccidere, si provoca la morte di un’altra persona compiendo un’azione crudele e molto pericolosa per gli altri, mostrando di non avere riguardo per la vita umana. Se condannato, Chauvin potrebbe dover scontare fino a 25 anni di prigione per l’accusa di omicidio di terzo grado e fino a 10 anni per l’accusa di omicidio involontario.

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