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  • lunedì 1 Giugno 2020

L’autopsia di George Floyd richiesta dai suoi familiari dice che è morto per asfissia

Il risultato di un’autopsia indipendente chiesta dai familiari di George Floyd, l’uomo afroamericano morto dopo che un poliziotto bianco gli aveva schiacciato il collo con un ginocchio, dice che la sua morte è stata «un omicidio causato dall’asfissia provocata dalla compressione della schiena e del collo che ha portato alla mancanza di flusso sanguigno al cervello». A riferirlo è l’avvocato della famiglia in un comunicato.

La famiglia aveva richiesto un’autopsia indipendente a seguito dei risultati di un primo esame ufficiale: il personale medico della contea di Hennepin (Minnesota, Stati Uniti) aveva stabilito infatti che non c’erano prove a sostegno del fatto che Floyd fosse morto per asfissia o strangolamento. La nuova autopsia è stata condotta da Michael Baden, un medico legale piuttosto noto e controverso negli Stati Uniti, e dalla patologa Allecia Wilson dell’università del Michigan.

Dopo la diffusione del comunicato dell’avvocato della famiglia Floyd, anche la contea di Hennepin ha dichiarato che la morte di Floyd è stata un omicidio. L’autopsia ufficiale differisce però da quella fatta fare dalla famiglia per un aspetto importante: per la prima solo il ginocchio del poliziotto Derek Chauvin (attualmente accusato di omicidio) premuto sul collo di Floyd avrebbe contribuito alla sua morte, mentre per la seconda ha avuto un ruolo rilevante anche il modo in cui gli altri poliziotti lo avevano trattenuto a terra.

A seguito della morte di Floyd, avvenuta a Minneapolis (Minnesota) e ripresa in video da alcuni passanti e dalle telecamere di sicurezza nelle vicinanze, sono nate estese proteste in tutti gli Stati Uniti che stanno andando avanti da sei giorni.

– Leggi anche: «8 minuti e 46 secondi», la ricostruzione del New York Times sull’uccisione di George Floyd