(Mark Evans/Getty Images)
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  • venerdì 14 febbraio 2020

Dopo gli incendi, in Australia è arrivata la pioggia

Ha contribuito a spegnere e contenere le fiamme, ma sta a sua volta creando problemi

(Mark Evans/Getty Images)

Giovedì il corpo dei vigili del fuoco del Nuovo Galles del Sud, lo stato australiano in cui si trova Sydney, ha fatto sapere che tutti gli incendi ancora in corso sono sotto controllo, spiegando che sebbene non siano stati spenti, sono tutti circondati da un perimetro contenitivo. Negli ultimi giorni, notizie simili erano arrivate da altre parti dell’Australia, ma lo stato più colpito dagli incendi degli ultimi mesi è senza dubbio il Nuovo Galles del Sud, cosa che ha reso la notizia particolarmente significativa.

La situazione di emergenza di cui si era molto parlato tra dicembre e gennaio si può quindi considerare alle fasi conclusive, ma restano ancora diversi danni da calcolare e problemi da affrontare, dopo quello che i vigili del fuoco del Nuovo Galles del Sud hanno definito «un periodo nervoso, estenuante e traumatico». Uno di questi problemi ha a che fare con le forti piogge.

Gli incendi australiani degli ultimi mesi – i primi dei quali iniziati già nel luglio del 2019 – hanno causato la morte di 33 persone, ucciso un numero non ancora calcolabile di animali, compromesso attività agricole o di allevamento, distrutto migliaia di case (2.439 solo nel Nuovo Galles del Sud), e bruciato in tutto almeno 11 milioni di ettari (una superficie più grande di quella dell’intera Islanda). Ma ci sono stime che, considerando anche gli incendi nelle aree poco abitate nel nord del paese, parlano di quasi 20 milioni totali di ettari bruciati.

Una commissione convocata dal ministero dell’Ambiente ha fatto sapere che l’habitat di più di 100 specie animali è stato compromesso in modo rilevante, ma si tratta di stime preliminari, dato che ci sono comunque ancora incendi in corso.

Il Guardian, che agli incendi australiani degli ultimi mesi sta dedicando “The Frontline“, una serie di speciali interattivi, ha scritto che «il mondo non aveva mai visto qualcosa di simile» e ha aggiunto: «Gli incendi hanno cambiato il modo in cui molti australiani pensano al cambiamento climatico. Quella che per molti era un’idea astratta, lontana nel futuro, è diventata, nel tempo di un’estate, una distopica realtà quotidiana».

(John Moore/Getty Images)

Negli ultimi giorni, lo spegnimento o la riduzione degli incendi sono stati resi possibili anche grazie alle intense piogge. Il problema è che anche queste piogge, come prima di esse gli incendi, sono state fuori dal comune: a Sydney hanno avuto un’intensità che non era mai stata registrata negli ultimi trent’anni e sia nel Nuovo Galles del Sud che nel Queensland, lo stato nel nord-est dell’Australia, è stata diffusa un’allerta per le possibili alluvioni. BBC ha parlato di poco meno di 400 millimetri di pioggia in quattro giorni, un dato «più di tre volte superiore alle medie di febbraio». C’è inoltre il problema che certe aree appena colpite dagli incendi, e quindi senza alberi, possano essere più vulnerabili a possibili allagamenti e smottamenti.

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