La nuova maglia Adidas del Boca Juniors (Getty Images)
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  • venerdì 7 Febbraio 2020

13 famose divise sportive con una storia da raccontare

A partire da quella del Boca Juniors, che è fatta così per una nave svedese che arrivò a Buenos Aires un centinaio di anni fa

La nuova maglia Adidas del Boca Juniors (Getty Images)

Boca Juniors

Stiamo parlando di una delle squadre di calcio più famose al mondo, nonostante si trovi dall’altra parte dell’oceano e per questioni di fuso orario sia molto difficile da seguire qui in Europa. Il Boca deve la sua fama a una storia unica nel panorama sportivo e ai tanti grandi campioni che ha avuto nel corso degli anni, a partire da Diego Armando Maradona.

Il club di Buenos Aires venne fondato 118 anni fa da cinque amici genovesi — a cui si deve il soprannome di “Xeneizes”, “i genovesi” — nel quartiere povero della Boca, con il quale conserva tuttora un legame imprescindibile. Nei primi anni di attività, dopo avere fatto giocare la squadra in rosa come la Juventus per un certo periodo, i soci fondatori decisero di scegliere dei nuovi colori e si affidarono al caso. Vollero adottare i colori della prima nave vista entrare nel porto della Boca in un giorno qualsiasi: ne capitò una battente bandiera svedese, i cui colori giallo e blu da allora divennero quelli ufficiali del club. Nella stagione dei 105 anni dalla fondazione, il Boca giocò con una maglia speciale disegnata come la bandiera svedese.

Boston Red Sox

I Red Sox vennero istituiti a Boston con il nome di Americans nel 1901 e furono tra i fondatori dell’American League, una delle due leghe che poi si unirono per formare l’attuale Major League. Sono una vera e propria istituzione del baseball americano, una delle squadre più antiche e amate del campionato, con sede in una delle città più illustri e orgogliose degli Stati Uniti.

Fra successi e maledizioni, si chiamano così per l’abitudine di giocare nei primi del Novecento con degli appariscenti calzettoni rossi. In realtà all’epoca anche altre squadre erano solite usare calzettoni simili, ma a Boston l’usanza divenne parte integrante dell’identità della squadra, tanto da diventarne il simbolo. Il merito fu di Harry Wright, l’allenatore che venne incaricato di formare i nuovi Red Stockings (nome originale poi abbreviato in Red Sox). Wright proveniva infatti dai Cincinnati Reds, l’altra squadra che era solita giocare con i calzettoni rossi, e portò l’usanza anche a Boston.

Harlequins

Sono una famosa squadra di rugby londinese con 154 anni di storia, che uniti ai trofei vinti in passato ne fanno una vera istituzione del rugby britannico. Vennero fondati come Hampstead Football Club nel 1866 ma un anno dopo circa la metà dei soci lasciò il club tra le polemiche per fondarne un altro, i Wasps. Quelli rimasti nel ricco quartiere di Hampstead decisero di cambiare nome della squadra per non rimanere troppo legati a quella zona di Londra, ma si ritrovarono con un problema: l’acronimo HFC doveva restare in uso per questioni logistiche e amministrative.

Ci fu una breve ricerca nei dizionari tra le parole che iniziavano con la lettera “h” e la scelta cadde sul termine Harlequin, la maschera italiana della commedia dell’arte, il cui caratteristico costume da allora viene adattato alle maglie della squadra.

Barcellona

Nello sport in generale, e soprattutto nel calcio, molte squadre professionistiche hanno adottato alle proprie origini i colori di altre squadre, per senso di ammirazione o per l’esistenza di legami tra i fondatori. È il caso del Barcellona, fra le migliori squadre della storia, che prende i propri colori dalla meno nota squadra svizzera del Basilea.

La ragione dietro questo strano legame è Hans Gamper — detto anche Joan— calciatore e dirigente sportivo svizzero naturalizzato spagnolo che fondò il Barcellona e lo Zurigo e giocò per tutte e due le squadre, oltre che nel Basilea, di cui fu capitano. Gamper prese ispirazione proprio da quest’ultima squadra per dare i colori al Barcellona quando nel 1899 si trasferì in Spagna per fondare e poi giocare con la nuova squadra catalana. Ogni estate al Camp Nou si disputa un trofeo amichevole in suo onore.

Detroit Red Wings

Fondati nel 1926 con il nome di Detroit Cougars, nel 1930 vennero rinominati Detroit Falcons. Soltanto nel 1932 il nuovo proprietario James Norris decise di chiamarli Red Wings per meglio rappresentare la città sede delle più grandi industrie motoristiche americane, le stesse che la fecero prosperare nella metà del Novecento. Le ali ai lati della ruota, tuttora simbolo della squadra, rappresentano proprio lo slancio dato a Detroit dalle sue industrie, uno slancio oramai dimenticato.

Sampdoria

La Sampdoria, una delle due più importanti squadre di calcio della città di Genova, venne fondata nell’immediato dopoguerra dalla fusione delle società Sampierdarenese e Andrea Doria. Proprio da questa fusione nacque una delle maglie di calcio più famose al mondo. Al momento dell’unione tra i due club, dato che nessun socio era disposto a rinunciare alla propria vecchia identità, i colori bianco, rosso e nero della Doria vennero aggiunti al blu e allo stemma di San Giorgio della Sampierdarenese, creando una maglia unica e dallo stile inconfondibile.

Stade Français

È la squadra che sconvolse il rugby francese portando fulmini, fiori e passerelle in un mondo “di campanili e trattorie”. Mentre creava una squadra vincente di altissimo livello, il suo proprietario negli anni Novanta e Duemila, l’editore di origini italiane Max Guazzini, avviò una vera rivoluzione sul piano del marketing. Mise mano all’immagine del club, stravolgendo tutto. Il rosso di un tempo venne sostituito dal rosa. Le maglie iniziarono ad essere prodotte da Adidas con design originali e appariscenti, diventando presto un successo commerciale senza precedenti.

Lo stravolgimento dell’immagine dello Stade Français riscosse immediatamente grande successo. Da lì in poi la società ripropose di anno in anno dei design originali. Nel 2006 Guazzini commissionò allo stilista giapponese Kenzo Takada delle illustrazioni floreali, a cui poi seguirono illustrazioni in 3D e il frequente uso di gigli, simbolo di Parigi ma anche di Firenze, per via delle origini italiane della sua famiglia. Guazzini non è più il proprietario della squadra da tempo, ma la sua impronta nel club è rimasta.

Juventus

L’intenzione di fondare la Juventus venne nel 1897 a un gruppo di amici seduti su una panchina in Corso Re Umberto a Torino. Tre anni dopo la squadra debuttò nel campionato italiano, giocando con maglie rosa e pantaloncini neri. Il rosa però non si rivelò un colore adatto a divise da gioco di quel tempo, e così nel 1903 il socio fondatore inglese, Gordon Thomas Savage, si adoperò per cambiarle. Si rivolse a un suo conoscente di Nottingham, tifoso del Notts County, il quale gli diede da riportare a Torino proprio le divise a strisce bianconere della sua squadra.

Nel 2011 il Notts County venne invitato all’inaugurazione del nuovo Juventus Stadium di Torino. Più di recente il club inglese si è rivolto alla Juventus per avere materiale tecnico da utilizzare in un difficile periodo economico.

Partizan Belgrado

La Juventus ha ispirato a sua volta altre squadre. La più nota è sicuramente il Partizan Belgrado, la vecchia squadra dell’esercito jugoslavo, parte di una polisportiva che è un’autentica istituzione in Serbia, un paese in cui il calcio si gioca come solo in pochi altri posti al mondo.

I colori con cui nacque il Partizan furono il rosso e il blu — riproposti di tanto in tanto anche recentemente — che però furono cambiati nel 1957 dopo che la squadra disputò una partita amichevole in Sud America contro la Juventus. Al termine dell’incontro, il presidente torinese Umberto Agnelli donò ai serbi due set completi di divise della Juventus come ringraziamento per l’impegno. Ai giocatori quelle maglie ben fatte piacquero talmente tanto che il capitano Stjepan Bobek pensò di riferirlo al segretario generale, il quale non ebbe nulla in contrario ad adottarle come uniformi ufficiali.

Sparta Praga

Restando in Europa, ma spostandoci dalla Serbia alla Repubblica Ceca, lo Sparta Praga ha un’immagine abbastanza riconoscibile nel calcio europeo, anche se simile a quella di diverse altre squadre. Nei suoi primi anni di vita, il club della capitale ceca giocò con divise completamente nere e poi adottò brevemente il bianconero, prima che il suo presidente tornasse a Praga dall’Inghilterra nel 1906 con alcune maglie dell’Arsenal, squadra che era andato a vedere giocare spesso nel periodo passato a Londra. Quei colori piacquero molto, e divennero quelli ufficiali della squadra.

New York Yankees

Sono ritenuti la miglior squadra dei primi centocinquant’anni del baseball professionistico nordamericano. Detengono tutti i maggiori primati del campionato, per distacco. Hanno vinto 19 volte la loro divisione, 40 volte le finali di lega e 27 volte le World Series, sedici in più della seconda squadra più titolata. Queste vittorie sono inoltre legate ad alcuni dei più grandi giocatori di tutti i tempi, come Babe Ruth, Lou Gehrig, Joe DiMaggio e Yogi Berra, entrati nella cultura americana e per questo noti anche a chi non conosce il baseball.

Il loro logo, disegnato in origine da uno dei membri della famiglia Tiffany, è considerato il monogramma per eccellenza. Le loro caratteristiche divise a righe sono legate indissolubilmente al successo, ma contrariamente a quanto si pensa non vennero introdotte per fare sembrare Babe Ruth più magro: furono una semplice scelta stilistica.

Celtic Glasgow

Sono la principale squadra di calcio di Glasgow e della Scozia insieme ai Rangers, l’altro club della città. Le due squadre sono da sempre grandi rivali, soprattutto perché i Rangers rappresentano la comunità protestante di Glasgow, mentre il Celtic, fondato nel 1888 da un religioso irlandese emigrato, è espressione di quella cattolica. Lo stemma con il quadrifoglio e i colori sociali si ispirano proprio a queste origini irlandesi, le stesse che nel corso dei decenni hanno reso l’immagine del Celtic una delle più note e replicate nel mondo del calcio.

La Vie Claire

Fu una squadra ciclistica degli anni Ottanta, sponsorizzata da una catena francese di prodotti alimentari biologici. Restò attiva per pochi anni, prima che arrivasse un nuovo sponsor giapponese a cambiarne identità. Nonostante la sua breve apparizione nel ciclismo, La Vie Claire si è fatta ricordare nel tempo, per due motivi: il primo è che fu una squadra fortissima, che fece indossare la stessa divisa a due campioni come Bernard Hinault e Greg LeMond. Il secondo è che aveva quella che a detta di molti rimane ancora oggi la divisa più bella nella storia del ciclismo.

Fu ispirata a Composition A; Composizione con nero, rosso, grigio, giallo e blu del 1919 di Piet Mondrian. All’inizio uno stilista aveva proposto alla squadra una maglia tutta nera, ispirata a quella degli All Blacks del rugby, ma i materiali erano quel che erano e si capì presto che una divisa nera non era l’ideale. A qualcuno – secondo alcuni a uno stagista di quello stilista – venne l’idea di farne una ispirata a un’opera d’arte, tra l’altro in sintonia con lo stile degli anni Ottanta e ideale, con tutti quei rettangoli, per ospitare gli sponsor. Con quella maglia, nel marzo 1984, Hinault tirò anche il più famoso pugno della storia del ciclismo.