Super Bowl 2020
Il trofeo Vince Lombardi (Andy Lyons/Getty Images)
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  • domenica 2 febbraio 2020

Guida al Super Bowl

Sarà l'evento televisivo più seguito dell'anno negli Stati Uniti, giocato da due squadre storiche e molto diverse l'una dall'altra

Super Bowl 2020
Il trofeo Vince Lombardi (Andy Lyons/Getty Images)

A una settimana esatta dall’assegnazione dei premi Oscar, e una settimana dopo la cerimonia dei premi Grammy — l’equivalente musicale degli Oscar — questa notte negli Stati Uniti è il turno dell’evento sportivo più importante dell’anno, il Super Bowl, la finale del campionato professionistico più popolare del paese, l’unica tra le maggiori leghe nordamericane che si disputa in una partita di qualche ora, in un giorno soltanto dell’anno. Le due squadre a essersi guadagnate il diritto di giocarlo tramite la stagione regolare prima e i playoff dopo sono i Kansas City Chiefs e i San Francisco 49ers, la cui grande storia aggiunge importanza a un Super Bowl già di per sé atteso per tanti diversi motivi.

(Cliff Hawkins/Getty Images)

Per iniziare con le ragioni che interessano di più al pubblico non americano, magari con poca familiarità con il football, quello che si disputa stanotte all’Hard Rock Stadium di Miami sarà l’evento televisivo più seguito dell’anno negli Stati Uniti, più del discorso del presidente sullo stato dell’Unione o della cerimonia degli Oscar, per capirsi. Succede ininterrottamente dagli anni Settanta: nove delle dieci trasmissioni più viste nella storia della televisione statunitense sono edizioni del Super Bowl.

Quello del 2014 vinto dai New England Patriots di Tom Brady venne seguito in diretta da circa 114 milioni di telespettatori, un record tuttora imbattuto. Stanotte è previsto un pubblico di poco inferiore, ma superiore ai 98 milioni dell’anno scorso, motivo per il quale gli spot pubblicitari di trenta secondi che verranno trasmessi nel corso della partita sono stati venduti dai quattro ai cinque milioni e mezzo di euro.

L’Hard Rock Stadium di Miami (Julian Finney/Getty Images)

Gli spazi pubblicitari sono stati venduti tutti lo scorso novembre da Fox, la rete che con NBC e CBS si alterna nella trasmissione del Super Bowl con una rotazione triennale. Alla vigilia delle primarie del Partito Democratico in vista delle elezioni di novembre, si sa già che verranno trasmessi gli spot di due candidati: uno del presidente in carica Donald Trump, che si presenterà per la rielezione con il Partito Repubblicano, e uno dell’ex sindaco di New York, Michael Bloomberg, in corsa tra i Democratici. Verranno entrambi trasmessi fra i primi spazi della serata, quindi prima del grande show di metà partita che farà durare l’intervallo mezzora, il doppio rispetto alle altre partite della stagione. In uno spettacolo curato anche dall’agenzia Roc Nation del rapper Jay-Z, si esibiranno Jennifer Lopez e Shakira.

Shakira e Jennifer Lopez (Kevin Winter/Getty Images)

Sul piano sportivo, le premesse sono altrettanto buone. Kansas City Chiefs e San Francisco 49ers sono due squadre forti in modi completamente diversi tra loro: nella storia, nel gioco e anche negli interpreti.

Kansas City ha vinto il suo unico Super Bowl cinquant’anni fa, dopo che nel 1967 giocò la prima edizione perdendola contro i Green Bay Packers di Vince Lombardi, il leggendario allenatore italoamericano che dà il nome al trofeo. Il loro allenatore, Andy Reid, arriva a giocarsi il secondo Super Bowl in carriera a 61 anni, dopo che nel 2004 lo perse con i Philadelphia Eagles. Il giocatore simbolo di Kansas City è naturalmente il quarterback, ma un quarterback speciale. Si tratta del ventiquattrenne Patrick Mahomes, figlio di Pat Mahomes, ex lanciatore dei New York Mets. È un predestinato a cui riesce tutto: lancia lungo, lancia in corsa, lancia senza guardare.

Patrick Mahomes (David Eulitt/Getty Images)

Mahomes è esattamente il contrario di Jimmy Garoppolo, il quarterback dei San Francisco 49ers. Garoppolo ha 28 anni, ha chiare origini italiane e fino a tre anni fa era la riserva di Tom Brady nei New England Patriots. Arrivò a San Francisco insieme all’allenatore Kyle Shanahan, l’esatto opposto di Andy Reid. Shanahan ha 40 anni, è alla sua prima esperienza da capo allenatore in NFL ma è letteralmente cresciuto nel mondo del football, essendo figlio di Mike Shanahan, vincitore di due Super Bowl con i Denver Broncos. A differenza dei Chiefs, i 49ers si sono fatti strada fino alla finale del campionato giocando un football vecchio stampo, lanciando poco e correndo molto. Tutte le azioni, comunque, passano per le mani di Garoppolo.

Jimmy Garoppolo e Kyle Shanahan (Thearon W. Henderson/Getty Images)

Per il Super Bowl di Miami non c’è un chiaro favorito, un altro motivo che va a favore dello spettacolo atteso in campo. I bookmakers danno leggermente in vantaggio Kansas City, ma veramente di poco. Se invece dovessero vincere i San Francisco 49ers, otterrebbero il sesto successo nella loro storia, come i New England Patriots e i Pittsburgh Steelers, fin qui le squadre più titolate del campionato.

Leggi anche: Dove vedere il Super Bowl in diretta

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