Massimo Paolone/LaPresse

Emilia-Romagna: i risultati delle elezioni regionali

Secondo i primi exit poll è leggermente avanti Bonaccini, candidato del centrosinistra

Massimo Paolone/LaPresse

Aggiornamento: le prime proiezioni danno in vantaggio Stefano Bonaccini, del centrosinistra. Leggi qui i risultati aggiornati.

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In Emilia-Romagna, secondo gli exit poll diffusi poco dopo la chiusura dei seggi, è in leggero vantaggio il candidato del centrosinistra Stefano Bonaccini, presidente uscente della regione. Le prime proiezioni sui dati reali, basate su un campione ancora molto piccolo di voti, hanno confermato il vantaggio di Bonaccini. Per i risultati definitivi ci vorranno alcune ore: oggi hanno votato molte più persone rispetto al 2014, il 63 per cento degli aventi diritto contro il 36 per cento.

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Secondo gli exit poll realizzati da Opinio per la Rai, Bonaccini avrebbe ricevuto tra il 47 e il 51 per cento dei voti, mentre Lucia Borgonzoni – candidata del centrodestra – sarebbe tra il 44 e il 48 per cento dei voti.

Gli exit poll pubblicati da Mediaset e realizzati da Tecné dicono che Bonaccini è avanti con una percentuale compresa fra il 46,5 e il 50,5 per cento dei voti, Borgonzoni avrebbe ottenuto fra il 43,5-47,5 per cento.

La prima proiezione di SWG sull’Emilia-Romagna, basata su un campione del 3 per cento dei voti scrutinati, dice che Bonaccini è dato fra il 48,6 per cento e il 52,6 per cento, mentre Borgonzoni fra il 40 e il 44 per cento.

In Emilia-Romagna si è votato per l’elezione del nuovo presidente di regione e per il rinnovo dell’Assemblea legislativa regionale. Gli ultimi sondaggi prima della pausa elettorale avevano dato i due candidati molto vicini tra loro e in tanti si aspettano che l’elezione del nuovo presidente venga decisa da una ridotta differenza di voti. La legge elettorale regionale prevede un premio di maggioranza per le liste collegate al candidato presidente che ottiene più voti.

Il PD e la sinistra sono storicamente molto forti nella regione, una delle più ricche e meglio amministrate del paese, ma negli ultimi anni si sono spesso trovati in difficoltà nel mantenere i loro consensi. Alle elezioni del novembre 2014, ad esempio, l’attuale presidente Bonaccini fu eletto con un’affluenza bassissima (appena il 37 per cento degli aventi diritto) e con una percentuale inferiore rispetto a quelle che ottenevano i suoi predecessori (49 per cento). Negli ultimi cinque anni la situazione per il centrosinistra è ulteriormente peggiorata. Alle europee dello scorso maggio, col 67 per cento di affluenza, la Lega è risultata il primo partito in regione, con il 33 per cento e quasi 760 mila voti, un discreto vantaggio rispetto ai 703 mila voti raccolti dal PD.

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