(ANSA/RICCARDO ANTIMIANI)

Chi è Vito Crimi

Sarà il reggente del Movimento 5 Stelle ora che si è dimesso Luigi Di Maio: fin qui si è fatto notare per un incontro in streaming, una polemica con Berlusconi e per il caso Radio Radicale

(ANSA/RICCARDO ANTIMIANI)

Vito Crimi è il nuovo reggente del Movimento 5 Stelle, nominato per guidare il partito fino ai cosiddetti “Stati Generali” che dovrebbero tenersi a marzo, durante i quali si deciderà definitivamente la guida politica che sostituirà Luigi Di Maio, che si è dimesso oggi. Crimi è stato nominato in quanto membro anziano del Comitato di garanzia, organo di controllo del Movimento 5 Stelle introdotto due anni fa insieme al nuovo statuto del partito.

Vito Crimi ha 47 anni ed è cresciuto a Palermo, anche se si trasferì a Brescia dopo aver interrotto gli studi universitari (ha frequentato la facoltà di matematica). Crimi fa parte del Movimento 5 Stelle dal 2007 e nel 2010 si candidò alla presidenza della regione Lombardia, arrivando quarto con 144mila voti, poi nel 2013 fu eletto senatore.

Alla sua elezione nel 2013, Crimi fu indicato come primo capogruppo al Senato ma ricoprì quel ruolo solamente per poco, dato che allora il codice di comportamento del Movimento imponeva ai capigruppo di ruotare ogni tre mesi. In quel periodo Crimi fu anche co-protagonista del confronto in streaming con Pier Luigi Bersani, allora segretario del Partito Democratico, nell’ambito delle consultazioni avviate per “verificare l’esistenza di un sostegno parlamentare certo” per sostenere un governo. Consultazioni che non andarono a buon fine e portarono quindi alla formazione del governo guidato da Enrico Letta, e di cui il Movimento fu all’opposizione.

Il regolamento attuale, invece, prevede che rimangano in carica per 18 mesi, e che vengano nominati direttamente dal capo politico. Sempre nel 2013 ci fu un episodio che fece molto parlare di Crimi: nel periodo in cui il Senato doveva esprimersi sulla decadenza della carica di Silvio Berlusconi, Crimi scrisse un post su Facebook piuttosto offensivo nei suoi confronti che causò molte polemiche, tanto da indurre l’assistente parlamentare di Crimi a prendersi la responsabilità del post.

Nel 2018 Crimi è stato rieletto senatore e nominato sottosegretario alla presidenza del Consiglio nel primo governo Conte, con delega all’editoria: la sua iniziativa più rilevante in qualità di sottosegretario è stata il tentativo di togliere il finanziamento pubblico a Radio Radicale, interrompendo la convenzione che va avanti dal 1994. Il tentativo era poi fallito a causa di una proposta di finanziamento di 3 milioni di euro, votata peraltro dalla Lega, che in quel momento si trovava in maggioranza insieme al Movimento 5 Stelle. Dopo la caduta del governo ad agosto e l’insediamento del secondo governo Conte a settembre, Vito Crimi è stato nominato sottosegretario al ministero dell’Interno.

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