Un miliziano fedele a Seraj a Tripoli (Amru Salahuddien/picture-alliance/dpa/AP Images)
  • Mondo
  • domenica 12 gennaio 2020

In Libia c’è l’accordo per una tregua

Le due fazioni che si stanno combattendo hanno accettato il cessate il fuoco proposto da Russia e Turchia, che però potrebbe non durare

Un miliziano fedele a Seraj a Tripoli (Amru Salahuddien/picture-alliance/dpa/AP Images)

Sabato il maresciallo libico Khalifa Haftar, che controlla l’est e un pezzo di sud della Libia, ha annunciato di accettare la tregua proposta giorni fa dai governi di Russia e Turchia per evitare un ulteriore peggioramento delle violenze nella guerra che si sta combattendo nel paese. La tregua – già accettata in precedenza dal governo guidato dal primo ministro Fayez al Serraj, avversario di Haftar, e confermata questa mattina – è entrata in vigore alle 00.01 di domenica.

Leggi anche: La storia del presunto rapimento di Fayez al Serraj

Inizialmente Haftar aveva rifiutato la proposta di un cessate il fuoco, nonostante fosse stata avanzata anche dalla Russia, importante alleato del maresciallo nella sua guerra contro Serraj. Sabato Ahmed Mismari, portavoce dell’Esercito nazionale libico, cioè l’insieme delle milizie che appoggiano Haftar, ha comunque detto che qualsiasi violazione della tregua da parte delle milizie di Serraj «incontrerà una risposta molto dura».

La situazione in Libia si era aggravata negli ultimi giorni per l’intensificarsi delle violenze a Tripoli, la capitale controllata da Serraj e assediata dalle forze di Haftar, e per la conquista della città di Sirte, costiera e strategica, da parte delle milizie fedeli ad Haftar. Inoltre la Turchia aveva annunciato l’invio di propri militari per aiutare il governo di Serraj e controbilanciare la presenza di mercenari russi e l’uso di droni emiratini da parte delle forze di Haftar, rendendo la guerra libica sempre più una guerra di altri.

Leggi anche: La guerra in Libia sta diventando una guerra d’altri

Secondo Reuters, qualsiasi cessate il fuoco sarà probabilmente difficile da sostenere dopo la recente escalation dei combattimenti attorno a Tripoli e a Sirte, e data la natura frammentaria delle alleanze militari in Libia.

Abbonati al

Dal 2010 gli articoli del Post sono sempre stati gratuiti e accessibili a tutti, e lo resteranno: perché ogni lettore in più è una persona che sa delle cose in più, e migliora il mondo.

E dal 2010 il Post ha fatto molte cose ma vuole farne ancora, e di nuove.
Puoi darci una mano abbonandoti ai servizi tutti per te del Post. Per cominciare: la famosa newsletter quotidiana, il sito senza banner pubblicitari, la libertà di commentare gli articoli.

È un modo per aiutare, è un modo per avere ancora di più dal Post. È un modo per esserci, quando ci si conta.