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  • giovedì 9 Gennaio 2020

La storia del presunto rapimento di Fayez al Serraj

Ieri sera è circolata parecchio sui giornali italiani, ma ci sono scarsi riscontri e diverse smentite

Mercoledì sera diversi giornali e tv italiane hanno annunciato il presunto rapimento di Fayez al Serraj, primo ministro del governo di unità nazionale della Libia, da parte di una misteriosa milizia armata. Serraj è uno dei capi delle due principali fazioni che stanno combattendo la guerra civile in Libia nonché l’unico capo di governo riconosciuto dall’ONU, e la notizia di un suo rapimento sarebbe stata molto rilevante (tanto più perché era di ritorno da un viaggio diplomatico a Bruxelles). Nel giro di poche ore però la notizia ha trovato pochissimi riscontri ed è stata smentita da diverse fonti.

La fonte citata dai giornali italiani è stata soprattutto un account Twitter considerato vicino alle milizie di Khalifa Haftar, il generale che controlla l’est e un pezzo del sud della Libia, che dallo scorso aprile stanno cercando di conquistare Tripoli. L’account si chiama @LNA2019M, contiene l’acronimo delle milizie di Haftar – LNA, Libyan National Army, “esercito nazionale libico” – e nella sua descrizione rimanda al portavoce ufficiale delle milizie di Haftar.

Intorno alle 23 ora italiana di mercoledì l’account @LNA2019M ha scritto che Serraj era stato rapito da una milizia a lui fedele che l’aveva catturato al suo rientro da Bruxelles, per poi portarlo in zone diverse intorno a Tripoli senza la sua scorta personale. Nelle ore successive l’account ha aggiunto altri dettagli, e cioè che Serraj era stato interrogato sul suo presunto incontro con Haftar a Roma – in realtà mai avvenuto – e che i soldati gli avevano chiesto un aumento dello stipendio.

C’erano diversi motivi per sospettare della versione dell’account, peraltro non corroborata da fonti indipendenti o dai giornalisti che si occupano di Libia. Prima di tutto l’account è noto per pubblicare soprattutto materiale di propaganda favorevole ad Haftar: e il presunto rapimento di Serraj ne avrebbe gravemente danneggiato l’immagine pubblica, evidenziando la scarsa fedeltà delle sue milizie e la debolezza del suo apparato di sicurezza. Il terzo tweet sulla vicenda contiene poi un errore piuttosto rilevante: Serraj non era di ritorno da Londra ma da Bruxelles, dove aveva appena incontrato alcune delle principali cariche dell’Unione Europea.

Nelle ore successive la versione dell’account @LNA2019M è stata smentita da più parti. Parlando con ANSA, sia l’ambasciatore libico all’UE Hafed Gaddur sia il collaboratore di Serraj Ashraf Shah hanno smentito che il primo ministro del governo di unità nazionale fosse stato rapito. Sul Corriere della Sera, il giornalista Lorenzo Cremonesi – molto esperto di Libia – ha scritto che «fonti ufficiali nel governo della capitale ripetono che il premier è libero».

In serata il sito di news Libya Observer ha anche pubblicato una foto che sembra mostrare Serraj mentre atterra a Tripoli di rientro a Bruxelles, in cui non si vede alcun gruppo armato.