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  • domenica 29 Dicembre 2019

I migliori libri di narrativa del 2019, a leggere in giro

Otto romanzi e una raccolta di racconti che sono piaciuti molto a critici anglosassoni e italiani

Fare liste dei migliori libri del 2019 divisi per categoria è una cosa piuttosto complicata, perché non ci sono criteri condivisi. Ci abbiamo comunque provato, limitandoci alla narrativa.

Ci siamo affidati a diversi giornali stranieri autorevoli, per lo più statunitensi o britannici, dato che come succede nel mondo della musica, l’editoria anglosassone ha una grossa influenza su quella italiana. Ma abbiamo riservato anche delle “quote” per i libri italiani, quelli citati nella classifica dei migliori libri del 2019 della Lettura del Corriere della Sera, basata sui voti di 317 giurati. La nostra lista sintetica è in ordine alfabetico, non è una classifica.

Le fonti straniere sono il New York Times, la New York Times Book Review (che è un’altra cosa), il Guardian, il New Yorker, il Washington Post, il sito Literary Hub, la classifica della New York Public Library e il Financial Times. Abbiamo dato maggiore attenzione ai libri già pubblicati in italiano e, per valutare l’accoglienza ricevuta in Italia da alcuni libri di narrativa straniera, abbiamo tenuto in considerazione anche la classifica di qualità dell’Indiscreto, una rivista culturale online fatta da 400 tra scrittori, critici, librai, editor e traduttori.

I testamenti di Margaret Atwood
È il seguito di Il racconto dell’ancella, il romanzo del 1985 che ha ispirato la serie tv omonima uscita a partire dal 2017. È ambientato 15 anni dopo i fatti del primo libro e non racconta le stesse vicende della serie tv – pur non entrando in contraddizione con la sua trama. Due delle protagoniste sono personaggi “nuovi”, mentre la terza è Zia Lydia, una degli antagonisti del primo romanzo.

La scrittrice Michela Murgia l’aveva recensito così: «I testamenti è un romanzo riuscito per impianto e intenzione, il lavoro maturo di un’autrice così compiuta da non avere sudditanza verso alcunché, meno che mai il proprio successo».

Qui potete leggere come inizia. È lungo 502 pagine.

I leoni di Sicilia di Stefania Auci
Terzo nella classifica della Lettura e tra i bestseller italiani di quest’anno (è tra i libri più venduti da quest’estate), è un romanzo storico ambientato nella Sicilia di inizio Ottocento ed è il primo di una saga familiare, La saga dei Florio, molto appassionante a leggere le recensioni. I protagonisti sono i membri di una ricca famiglia borghese, di origini calabresi, che passa dal possedere una bottega di spezie a diventare proprietari di terre e di una società di navigazione.

È lungo 437 pagine.

Respiro di Ted Chiang
È una raccolta di nove racconti fantascientifici dello stesso autore del racconto da cui è stato tratto il film Arrival.

I racconti possono piacere a chi è fan di Black Mirror, dato che più o meno in tutti si immagina un mondo umano un po’ futuro, oppure una realtà alternativa, ma sono molto meno tetri e tragici della serie tv. In ogni caso fanno molto riflettere, su temi come il viaggio nel tempo, la memoria, i legami con ciò che amiamo e il libero arbitrio. Secondo la New York Times Book Review, «leggere questo libro ti fa sentire come se fossi seduto a cena con un amico che ti spiega tutte le ultime frontiere della scienza senza mai mettersi in una posizione di superiorità».

È lungo 340 pagine.

La vita bugiarda degli adulti di Elena Ferrante
È probabilmente il primo romanzo di una nuova serie di Elena Ferrante. Nella classifica della Lettura è al quinto posto e da quando è uscito, a novembre, è ai primi posti della classifica dei libri più venduti. È ambientato a Napoli tra il 1991 e il 1995 e ha per protagonista Giovanna Trada, una ragazza che all’inizio della storia ha 12 anni e alla fine 16: tutto comincia quando cerca di scoprire chi sia la zia con cui il padre ha un pessimo rapporto. Il titolo fa riferimento alle numerose bugie tra i genitori e i loro amici, e tra il padre e la sua famiglia.

È lungo 336 pagine.

Archivio dei bambini perduti di Valeria Luiselli
Valeria Luiselli è una scrittrice messicana di origini italiane che vive negli Stati Uniti e Archivio dei bambini perduti è il suo terzo romanzo, il primo scritto in inglese. I bambini perduti del titolo sono i bambini migranti che arrivano negli Stati Uniti dal Centro e dal Sud America.

Negli ultimi anni Luiselli ha lavorato come interprete per i tribunali che prendono in carico le richieste di asilo di questi bambini e nel saggio Dimmi come va a finire ha parlato di questa esperienza. Continuando a interrogarsi sulla condizione dei bambini migranti – su come fosse meglio parlarne, se lei stessa avesse il diritto di raccontare la loro storia, se sia moralmente accettabile creare un’opera letteraria ispirata alla sofferenza di altre persone e, se sì, come evitare di essere moralisti – ha scritto anche questo romanzo, sperimentale nella forma.

Racconta la storia di una coppia in crisi che, da New York, insieme al figlio di lui e alla figlia di lei, si sposta nel sud-ovest degli Stati Uniti per un progetto di ricerca artistica e documentaria, sugli Apache dell’Arizona e sui migranti. È dunque un romanzo “on the road”, in cui alla trama si alternano riflessioni e i pezzi dell’archivio messo insieme nelle ricerche dei protagonisti.

È lungo 439 pagine e qui potete leggerne una citazione.

Fedeltà di Marco Missiroli
Nella classifica della Lettura è l’unico romanzo che è stato anche tra i candidati all’ultimo premio Strega (vinto da M. di Antonio Scurati, uscito nel 2018); è al decimo posto. Parla di una coppia in due diversi momenti del proprio rapporto e delle persone che in un modo o nell’altro le orbitano attorno. Parla molto anche di Milano, della sua geografia e, in parte, di come è cambiata nell’ultimo decennio. È il sesto romanzo di Missiroli, che si era fatto molto notare con il precedente, Atti osceni in luogo privato (2015).

È lungo 224 pagine.

Persone normali di Sally Rooney
È uno dei romanzi di cui si è parlato di più, non solo in Italia ma anche negli Stati Uniti dove è uscito quest’anno. È il secondo romanzo di Rooney dopo Parlarne tra amici (2017), che già aveva attirato molta attenzione anche per via dell’età della scrittrice, oltre che per la sua bravura nello scrivere dialoghi: oggi lei ha 28 anni.

Persone normali racconta la storia di una ragazza e un ragazzo della provincia irlandese che iniziano una relazione verso la fine delle scuole superiori e crescendo la interrompono e riprendono più volte nel corso di quattro anni. Non parla solo di cosa succede quando ci si innamora da giovani, ma anche del peso dei giudizi degli altri e di come le diverse condizioni economiche influenzino il rapporto tra le persone.

È lungo 240 pagine.

Il colibrì di Sandro Veronesi
Uscito a ottobre, Il colibrì è il romanzo vincitore della classifica della Lettura e uno dei romanzi italiani di cui si parla di più ultimamente. È ambientato tra gli anni Settanta e un futuro prossimo e parla della vita nel suo complesso: ci sono storie d’amore e matrimoni, malattie di tutti i tipi, momenti quotidiani come il fare la spesa e morti improvvise.

Tra gli altri è piaciuto molto allo scrittore Alessandro Piperno, che nella sua recensione ha scritto: «Il colibrì è il romanzo più ispirato scritto da uno dei nostri più ispirati scrittori. C’è tutto Sandro, il suo genio cristallino, i colpi di tacco e le proverbiali fissazioni: dialoghi funambolici, tassonomie, liste della spesa, citazioni occulte e manifeste, il sacro fuoco progressista e il disprezzo per la parte oscura acquattata in ciascuno di noi: invidia, risentimento, avidità. (…) Di cosa parla Il colibrì? Leggetelo e lo saprete. Quello che posso dirvi è che Sandro ha trovato un modo di riscrivere la storia delle storie: quella di Giobbe.»

È lungo 368 pagine.

I ragazzi della Nickel di Colson Whitehead
Il nuovo romanzo dell’autore di La ferrovia sotterranea (il libro che vinse il Pulitzer per la narrativa nel 2017) è ambientato nella Florida degli anni Sessanta: parla di un ragazzo afroamericano che finisce in una durissima scuola-riformatorio dopo aver accettato un passaggio su un’auto rubata. Come il precedente romanzo di Whitehead, è dedicato a un periodo importantissimo per la storia degli afroamericani e alla storia del razzismo negli Stati Uniti.

È lungo 213 pagine, è il più breve di questa lista.

Altri libri stranieri che sono piaciuti molto in Italia
Sia nella classifica della Lettura che in quella dell’Indiscreto ci sono altri due libri, stranieri, di cui si è parlato molto quest’anno e che all’estero avevano avuto attenzione e critiche positive in precedenza dato che erano già usciti: Serotonina di Michel Houellebecq e Transiti di Rachel Cusk.

Il primo parla di alcuni dei temi tipici di Houellebecq (Cristiano De Majo su Rivista Studio l’ha recensito dicendo che «sembra un generatore automatico di romanzi di Houellebecq») ma è comunque piaciuto: il protagonista è un uomo depresso che per via di uno psicofarmaco soffre di impotenza. Sullo sfondo della sua storia c’è la crisi della classe media francese e gli effetti della globalizzazione sulla provincia del paese.

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Transiti invece è il secondo romanzo della trilogia di Cusk iniziata con Resoconto, ma si potrebbe leggere anche senza aver letto il primo. La scrittrice protagonista in questo caso è molto più presente come personaggio con le sue vicende private – all’inizio del romanzo è impegnata a ristrutturare un appartamento e incontra un uomo con cui aveva avuto una relazione in passato – ma la forma del testo è simile a quella di Resoconto: di capitolo in capitolo si alternano conversazioni tra la protagonista e diversi personaggi, in contesti diversi. Ognuno racconta le sue storie e la sua visione del mondo.

Altri libri da liste di fine anno che non sono ancora usciti in Italia
Nelle liste di fine anno anglosassoni erano molto frequenti anche alcuni altri libri che finora non abbiamo citato perché in italiano non sono stati (ancora) pubblicati o perché erano usciti nel 2018 – questo è il caso di Donne che parlano di Miriam Towes e di L’isola dei senza memoria di Yoko Ogawa.

Sarà pubblicato da Mondadori Ducks, Newburyport di Lucy Ellmann, un romanzo di cui si è molto parlato perché fatto di un’unica frase lunga più di mille pagine: è il flusso di coscienza di una donna dell’Ohio che pensa a tante cose diverse e secondo Parul Sehgal del New York Times non dovrebbe spaventare i lettori pigri.

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Non è ancora stata annunciata invece una traduzione italiana di Fleishman Is in Trouble di Taffy Brodesser-Akner: è ambientato a New York e racconta la storia di una coppia che sta divorziando, parlando di ruoli di genere, matrimonio e divorzio, social network per trovare appuntamenti, crisi di mezza età e ansie di classe. Non si sa nulla nemmeno di The Man Who Saw Everything di Deborah Levy, che ha per protagonista un giovane storico britannico che nel 1988 va a Berlino Est e comincia ad avere strane premonizioni; altri romanzi di Levy sono usciti in italiano, pubblicati da Garzanti.

Sappiamo invece che la casa editrice Sur pubblicherà in italiano Trust Exercise di Susan Choi, un romanzo su una storia d’amore che comincia negli Stati Uniti degli anni Ottanta e in qualche modo mette in crisi i lettori su ciò che è vero e ciò che no; e Girl, Woman, Other di Bernardine Evaristo, ambientato tra l’inizio del Novecento e oggi racconta le storie di dodici personaggi, quasi tutti donne nere.

La Nave di Teseo invece pubblicherà On Earth We’re Briefly Gorgeous (con il titolo di Brevemente risplendiamo sulla terra) di Ocean Vuong. È il primo romanzo dello scrittore vietnamita-americano ed è un romanzo epistolare: è una lunga lettera scritta da un giovane vietnamita-americano, omosessuale, alla madre analfabeta con cui ha un rapporto difficile.