Venezia, 14 novembre (Claudio Furlan/LaPresse)
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  • giovedì 14 novembre 2019

Quanto è frequente l’acqua alta a Venezia

C'è sempre stata ma negli ultimi anni avviene molto più spesso, anche a causa del riscaldamento globale

Venezia, 14 novembre (Claudio Furlan/LaPresse)

Nella notte tra martedì e mercoledì a Venezia c’è stata una straordinaria acqua alta, che ha sommerso ampie zone della città, raggiungendo un livello massimo di 187 centimetri e avvicinandosi ai livelli di quella più alta mai registrata, i 194 centimetri dell’alluvione del 1966. L’acqua alta – che viene definita tale quando il livello del mare supera gli 80 centimetri – è un fenomeno ricorrente nella storia di Venezia, ma i dati disponibili mostrano come negli ultimi anni sia diventata sempre più frequente.

Cos’è l’acqua alta, innanzitutto
La marea, il moto di oscillazione del livello delle acque marine, è influenzata da due fattori: quello meteorologico e quello astronomico. Normalmente a Venezia il contributo più significativo alle maree è dato dal fattore astronomico, cioè l’attrazione della Luna e secondariamente anche del Sole che ciclicamente e regolarmente fanno alzare e abbassare il livello delle acque, ma a volte a questo si aggiungono fattori meteorologici, come forti piogge e vento di scirocco proveniente dal basso Adriatico. Oltre a questi due fattori, ci sono altre due condizioni che hanno un effetto sul fenomeno dell’acqua alta: l’abbassamento del livello del suolo e l’innalzamento del livello del mare.

Di solito quando il livello dell’acqua si attesta tra gli 80 e i 109 cm si parla di marea sostenuta, quando è compreso tra i 110 e i 139 cm si parla di marea molto sostenuta, e quando supera i 140 cm di alta marea eccezionale. Il Centro previsioni e segnalazioni delle maree (CPSM) del Comune di Venezia spiega che nel primo caso «sorgono problemi di trasporto e di viabilità pedonale nei punti più bassi della città (Piazza San Marco)», nel secondo il 12 per cento della città è interessata dagli allagamenti e, quando si superano i 140 cm, viene allagato il 59 per cento della città.

Quanto è frequente l’acqua alta a Venezia
Sul sito del CPSM è possibile consultare i dati relativi all’acqua alta a Venezia a partire dal 1872, dedotti da varie fonti esistenti prima dell’istituzione del Centro nel 1983. 
Storicamente le alte maree che superavano il livello di 110 centimetri erano piuttosto rare, ma si sono intensificate negli ultimi 50-60 anni: tra il 1870 e il 1949 furono registrate 30 occorrenze di alta marea superiore ai 110 centimetri, mentre solo negli ultimi 9 anni ce ne sono state 76.

Gli anni con il maggior numero di giornate con maree superiori ai 110 cm sono stati il 2009 e il 2010, entrambi con 14 giornate, seguiti dal 2014 con 13 giornate: nel 2018, invece, ci sono state solo 7 giornate con marea molto sostenuta. Per quanto riguarda le maree oltre i 140 cm, i dati mostrano che fino al 2000 c’erano state solo 9 occorrenze di maree eccezionali in oltre 120 anni, mediamente una ogni 14 anni, mentre dal 2000 ad oggi sono state ben 11, quasi una l’anno.

Cosa c’entra il cambiamento climatico?
Secondo i dati dell’ISPRA (Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale) tra il 1872 e il 2016 il livello del mare a Venezia è cresciuto di quasi 35 cm, a un ritmo di 2,5 mm all’anno. Diversi climatologi e scienziati sono concordi nel ritenere che parte della causa di questo innalzamento del mare a Venezia sia da attribuire allo scioglimento dei ghiacci della calotta glaciale antartica, la più grande massa di ghiaccio del nostro pianeta, prodotto dal riscaldamento globale. Questo fenomeno è stato confermato da un recente rapporto del Gruppo intergovernativo sul cambiamento climatico (IPCC) – gli scienziati ed esperti delle Nazioni Unite che studiano il riscaldamento globale – secondo cui entro la fine del secolo ci potrebbe essere un innalzamento dei mari fino a 1,1 metri, nel peggiore dei casi, che potrebbe avere un impatto catastrofico su Venezia.

All’innalzamento del livello del mare (un fenomeno chiamato eustatismo) va aggiunto il fenomeno della subsidenza, che come spiega il CPSM è «lo sprofondamento del suolo per cause naturali e antropiche» e che nel caso di Venezia è dovuto principalmente allo svuotamento della falda acquifera da parte dell’uomo, che in passato è stato fatto in maniera molto intensiva nella zona industriale di Marghera: questo fenomeno ha fatto sì che tra il 1950 e il 1970 il suolo di Venezia si abbassasse di 12 cm.

Per tutti questi motivi da tempo ormai Venezia sta studiando un modo per prevenire che l’acqua alta sommerga regolarmente la città, e nei prossimi anni dovrebbe essere infine inaugurato il MOSE, una specie di enorme e costosissima diga mobile che si azionerà quando l’alta marea supererà la soglia dei 110 centimetri. La costruzione del MOSE è iniziata circa quindici anni fa, ma è stata caratterizzata da grandi ritardi e imprevisti: attualmente l’opera è realizzata al 94 per cento, secondo i suoi costruttori, e la data annunciata per la sua entrata in funzione è la fine del 2021.

Leggi anche: Le foto dell’acqua alta a Venezia

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