New Delhi, 7 novembre (Money SHARMA/AFP/LaPresse)
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  • giovedì 7 novembre 2019

Le foto di New Delhi avvolta da fumo e smog

L'inquinamento dell'aria ha raggiunto livelli venti volte superiori ai limiti consentiti, a causa del traffico, dei roghi nelle campagne e dei festeggiamenti del Diwali

New Delhi, 7 novembre (Money SHARMA/AFP/LaPresse)

Da giorni l’aria a New Delhi, in India, è pessima a causa dell’inquinamento. Le polveri sottili PM 2,5 hanno raggiunto livelli venti volte superiori al limite considerato tollerabile dalle linee guida dell’Organizzazione Mondiale della Sanità e il governatore Arvind Kejriwal ha paragonato la città a “una camera a gas”. Le autorità locali hanno risposto all’emergenza istituendo un sistema di circolazione a targhe alterne per le automobili fino al 15 novembre, molte scuole ed edifici pubblici sono stati chiusi, agli abitanti è stato chiesto di rimanere nelle proprie abitazioni, quando possibile, e domenica diversi voli diretti o in partenza dall’aeroporto internazionale Indira Gandhi sono stati cancellati o deviati verso aeroporti di altre città.

Gli alti livelli di inquinamento dell’aria a New Delhi, che è una delle città più inquinate al mondo, non sono una novità nel periodo autunnale. Verso novembre, infatti, i contadini sono soliti bruciare i residui della mietitura nei campi che circondano la città. Lo stato ha fornito sovvenzioni per smaltire in maniera diversa questi rifiuti e imposto controlli più rigidi che in passato, ma questo non ha impedito che lo facessero anche quest’anno.

A peggiorare la situazione ci sono stati la mancanza di precipitazioni e i recenti festeggiamenti del Diwali, una festività indù in cui si accendono petardi e fuochi d’artificio, creando di conseguenza molto fumo (nonostante siano stati in parte vietati). In molti in questi giorni stanno criticando le autorità politiche e il loro scarso impegno per contrastare l’aumento dell’inquinamento. Arun Mishra, giudice della Corte Suprema indiana, ha duramente criticato la risposta delle autorità, accusandole di non aver mai fatto nulla per impedire di scaricarsi le colpe a vicenda: «Delhi soffoca ogni anno e non siamo in grado di fare nulla. La macchina statale non sta agendo. Ci si scarica le colpe a vicenda. Tutti sono interessati solo a trovare espedienti e alle elezioni».

La Porta dell’India vista in una giornata di forte smog, il 3 novembre 2019, e il giorno dopo, il 4 novembre, con il cielo pulito (Sajjad HUSSAIN/AFP/LaPresse)

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