Daniele De Rossi contro il River Plate in campionato (Marcelo Endelli/Getty Images)
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  • venerdì 25 Ottobre 2019

Come sta andando De Rossi al Boca Juniors?

Aveva iniziato molto bene, poi le cose si sono complicate

Daniele De Rossi contro il River Plate in campionato (Marcelo Endelli/Getty Images)

Il calciatore ed ex capitano della Roma Daniele De Rossi è in Argentina dallo scorso luglio, da quando ha firmato un contratto per una stagione con il Boca Juniors, storico club popolare fondato da emigrati italiani a Buenos Aires. Si è parlato molto del suo trasferimento in Argentina, perché è raro vedere un giocatore della sua importanza – anche se a fine carriera – lasciare uno dei maggiori campionati europei per andare a giocare in una realtà completamente diversa e per nulla ricca, come sono invece i campionati arabi o asiatici, da tempo mete di campioni a fine carriera e giocatori più giovani disposti a rinunciare alla competitività per stipendi molto alti.

In Argentina, un paese che ha ancora molti problemi economici, sono soprattutto storia, passione e competitività ad alimentare il calcio nazionale. Questi sono anche i motivi che hanno spinto De Rossi a trasferirsi a migliaia di chilometri dall’Italia. Lui stesso ha detto più volte che giocare alla Bombonera, uno degli stadi più iconici al mondo, era da sempre uno dei suoi sogni: giunto a fine carriera è riuscito a realizzarlo, grazie anche alla presenza di Nicolas Burdisso, suo ex compagno di squadra alla Roma e attuale direttore sportivo del Boca Juniors.

In un campionato non abituato a vedere giocatori stranieri così importanti, l’arrivo di De Rossi a Buenos Aires è stato vissuto molto intensamente dai tifosi del Boca, che gli hanno riservato quasi la stessa accoglienza che ci fu al ritorno di Carlos Tevez, uno dei più forti giocatori argentini degli ultimi decenni, originario di Buenos Aires e cresciuto proprio nel Boca prima di trasferirsi in Europa.

Daniele De Rossi e il presidente Daniel Angelici (Marcelo Endelli/Getty Images)

De Rossi si è presentato con grande determinazione, delle buoni basi di lingua spagnola e inizialmente anche in discreta forma fisica, nonostante non avesse svolto una vera e propria preparazione estiva. Ha partecipato al primo allenamento il giorno stesso della presentazione, lo scorso 26 luglio, e ha impiegato meno di un mese a ricevere la sua prima convocazione, per la partita di coppa nazionale contro l’Almagro, dove si è poi presentato molto bene, segnando di testa l’unico gol nella sconfitta finale per 2-1. Cinque giorni dopo ha esordito in campionato e alla Bombonera giocando dall’inizio alla fine nella vittoria contro l’Aldosivi.

La settimana seguente ha dovuto saltare la trasferta di Quito in Copa Libertadores perché non abituato a giocare in altura: la capitale dell’Ecuador si trova infatti a 2.763 metri sopra il livello del mare, cosa che rende estremamente complicato svolgere un’attiva fisica dispendiosa per chi non è preparato. Il Boca ha poi vinto nettamente 3-0 e la settimana dopo ha ottenuto facilmente la qualificazione alle semifinali con lo 0-0 della partita di ritorno, giocata alla Bombonera, dove De Rossi è entrato in campo negli ultimi dieci minuti. Fra le due partite in coppa, De Rossi aveva inoltre giocato tutta la partita di campionato contro il Banfield, vinta 1-0 in trasferta.

L’ingresso alla Bombonera contro l’Aldosivi (Marcelo Endelli/Getty Images)

Lo scorso primo settembre – peraltro nello stesso giorno del derby di Roma in Serie A – De Rossi è stato fra i titolari del Boca nel Superclassico argentino contro il River Plate, giocato in trasferta allo stadio Monumental. È stata una partita bloccata e per nulla spettacolare: De Rossi è rimasto in campo circa settanta minuti nello 0-0 finale e quella è stata la sua ultima presenza. A fine settembre ha infatti avuto un infortunio al tendine del ginocchio destro e da allora non è stato più convocato fino alla semifinale di ritorno di Copa Libertadores contro il River Plate che ha sancito l’eliminazione del Boca dalla competizione.

A terra con Lucas Pratto nel Superclassico contro il River (Marcelo Endelli/Getty Images)

Negli ultimi giorni sulla stampa argentina sono circolate alcune voci secondo le quali i problemi fisici sarebbero collegati ai suoi ultimi anni alla Roma, a lungo tormentati da un frequente fastidio al polpaccio e soprattutto da una lesione della cartilagine del ginocchio. Di recente, tuttavia, il presidente del Boca, Daniel Angelici, ha parlato di lui dicendo: «Per Daniele non è stato facile rimettersi in forma, ha avuto un infortunio, ma è un giocatore con una grande personalità e sta trasmettendo tanto ai suoi compagni».

In sua assenza il Boca ha subìto l’ennesima eliminazione dalle coppe per mano degli storici rivali del River Plate, che invece stanno vivendo un grande periodo sotto la guida dell’allenatore Marcelo Gallardo. Mercoledì notte il River è stato battuto dal Boca nel Superclassico argentino dopo quasi due anni e sette partite disputate, ma è stata una vittoria ininfluente, dato che all’andata il River aveva vinto 2-0 meritando ampiamente il risultato. Per il Boca è stata la quinta eliminazione subita in cinque anni contro i rivali, fra le quali la finale persa a Madrid l’anno scorso che ancora non è stata dimenticata. In campionato invece è primo ma la stagione è ancora lunga: solo una vittoria finale potrebbe salvarla.