(ANSA/ANGELO CARCONI)

Calenda dice che ieri il PD ha scelto di non provare a far cadere il governo

Sostiene che il voto di ieri contro la mozione del M5S sulla TAV sia stato un favore alla Lega

(ANSA/ANGELO CARCONI)

Il parlamentare europeo del PD e ex ministro dello Sviluppo economico Carlo Calenda ha duramente attaccato il suo partito in un’intervista a Repubblica, accusandolo di aver deciso di non far cadere il governo votando insieme alla Lega contro la mozione del M5S sulla TAV ieri in Senato. Il voto del PD contro la mozione del M5S era previsto, e coerente con la sua posizione favorevole alla TAV, ma Calenda sostiene che i parlamentari del PD avrebbero dovuto astenersi per mettere la Lega in minoranza e farle perdere il voto, spaccando la maggioranza e auspicando che questo provocasse una crisi di governo (sarebbe servita comunque la collaborazione di Forza Italia perché ciò accadesse). Il voto del PD avrebbe avuto quindi l’effetto collaterale di fare un favore alla Lega.

Secondo Calenda il PD ha deciso così perché al momento è spaccato in due: da una parte i gruppi parlamentari, scelti prevalentemente dall’ex segretario ed ex presidente del Consiglio Matteo Renzi, dall’altra il nuovo segretario Nicola Zingaretti, Dario Franceschini e Paolo Gentiloni, che controllano il partito dall’ultimo congresso.

«Esistono due Pd ed è bene prenderne atto perché altrimenti non si riuscirà mai a fare un’opposizione efficace. C’è il Pd di Renzi che controlla la maggioranza dei gruppi parlamentari. E c’è il Pd di Zingaretti, Franceschini, Gentiloni eccetera che controlla la maggioranza degli organi di partito. I leader di questi due Pd non si incontrano e non si parlano mai. E la classe dirigente dei due Pd si detesta reciprocamente molto più di quanto avversino Lega e 5Stelle. Attenzione perché a furia di litigare questo veleno sta scendendo nella base del partito».

In pratica per lei sulla Tav i Dem hanno fatto da stampella al premier Conte?
«Hanno scelto di non tentare di far cadere il governo. Magari non sarebbe andata bene, ma neppure si è tentato»

Nell’intervista Calenda ha detto anche di credere che presto si andrà a nuove elezioni, e che in questo caso è possibile che il PD faccia parte di una coalizione più ampia che includa anche forze di centro: «Necessario è un grande fronte democratico, che parli a un elettorato molto più vasto del PD: si può fare con una lista unitaria o con più partiti alleati che rappresentino il mondo a cui il PD non parla». Il tema del “fronte democratico” era stato affrontato già diverse volte in passato da Calenda, che aveva anche detto che il suo movimento “Siamo Europei” sarebbe potuto diventare un partito alleato del PD.

Abbonati al

Dal 2010 gli articoli del Post sono sempre stati gratuiti e accessibili a tutti, e lo resteranno: perché ogni lettore in più è una persona che sa delle cose in più, e migliora il mondo.

E dal 2010 il Post ha fatto molte cose ma vuole farne ancora, e di nuove.
Puoi darci una mano abbonandoti ai servizi tutti per te del Post. Per cominciare: la famosa newsletter quotidiana, il sito senza banner pubblicitari, la libertà di commentare gli articoli.

È un modo per aiutare, è un modo per avere ancora di più dal Post. È un modo per esserci, quando ci si conta.