Pedro Sánchez (Pablo Blazquez Dominguez/Getty Images)
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  • giovedì 25 luglio 2019

Pedro Sánchez ha perso un altro voto di fiducia

Il leader dei Socialisti spagnoli non ha raggiunto la maggioranza: ora si rischia di dover votare di nuovo

Pedro Sánchez (Pablo Blazquez Dominguez/Getty Images)

Giovedì nel Parlamento spagnolo si è tenuto il secondo voto di fiducia su Pedro Sánchez, primo ministro uscente e leader dei Socialisti, partito che ha ottenuto il maggior numero di seggi alle ultime elezioni politiche tenute in Spagna alla fine di aprile. Sánchez non è riuscito a ottenere i voti necessari per formare un governo: il suo partito non ha abbastanza parlamentari per farcela da solo e Unidas Podemos, coalizione elettorale di sinistra guidata da Pablo Iglesias, ha deciso di non dargli la fiducia. La Spagna continuerà quindi a rimanere senza un governo, almeno per ora. I partiti spagnoli avranno a disposizione 60 giorni da oggi per trovare un accordo e formare una maggioranza: se la situazione non si sbloccherà entro il 24 settembre, il Re scioglierà le Camere e verranno indette nuove elezioni.

Quello di giovedì è stato il secondo voto di fiducia del Parlamento a un eventuale governo Sánchez, dopo quello di due giorni fa. Sulla votazione di oggi c’erano comunque maggiori aspettative: la Costituzione spagnola prevede infatti che la prima fiducia debba essere approvata con la maggioranza assoluta, mentre per la seconda sia sufficiente la maggioranza relativa (quindi che ci siano più sì che no). A Sánchez sono andate male entrambe: in quella di oggi ha ottenuto 124 voti favorevoli, 155 contrari e 67 astensioni.

L’ostacolo principale è stato il mancato accordo tra il Partito Socialista di Sánchez (PSOE) e Unidas Podemos. Nei giorni scorsi i leader dei due partiti e i rispettivi negoziatori si sono riuniti più volte per provare a formare un governo di coalizione. I negoziati però sono falliti rapidamente, a causa dei disaccordi sul numero e il tipo di ministri che il PSOE avrebbe dovuto lasciare a Unidas Podemos. In generale, stanno dicendo in queste ore diversi commentatori e opinionisti spagnoli, il problema più grande è la reciproca sfiducia tra Sánchez e Iglesias, e in generale quella tra i due partiti.

Sánchez è quindi riuscito a ottenere i soli voti favorevoli del PSOE e del Partido Regionalista de Cantabria, partito locale della comunità autonoma della Cantabria di orientamento centrista. Le altre forze di sinistra del parlamento spagnolo – Unidas Podemos, ERC (sinistra indipendentista catalana), EH Bildu (sinistra basca indipendentista) e Compromís (sinistra nazionalista valenciana) – si sono invece astenute, così come si è astenuto il PNV (nazionalisti conservatori baschi).

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