La trattativa per i fondi alla Lega proseguì dopo la riunione di Mosca, scrive l’Espresso

Secondo alcuni documenti sarebbe andata avanti almeno fino al febbraio del 2019

Nel numero in edicola domenica 21 luglio L’Espresso pubblicherà alcuni documenti che dimostrerebbero che la presunta trattativa tra la Lega e la Russia per far arrivare illegalmente al partito di Matteo Salvini 65 milioni di dollari sarebbe andata avanti per circa tre mesi, dopo l’incontro dell’hotel Metropol di Mosca del 18 ottobre 2018 rivelato prima dall’Espresso e poi da un’inchiesta di BuzzFeed News. 

L’Espresso dice che la trattativa sarebbe proseguita fino al febbraio del 2019, a tre mesi dalle elezioni europee, e cita come dimostrazione una nota interna di Gazprom, la più grande compagnia energetica russa, e la risposta inviata a Gianluca Savoini, uno degli italiani presenti al Metropol, dalla banca londinese rappresentata all’incontro dall’avvocato Gianluca Meranda.

«In questa risposta», scrive L’Espresso, «Meranda cita esplicitamente Eni come compratore finale della maxi fornitura petrolifera, allegando una lettera di referenza commerciale della società di Stato italiana». Interpellata dal giornale, Eni ha detto di «non aver preso parte in alcun modo a operazioni volte al finanziamento di partiti politici». L’Espresso dice anche di essere in possesso dei documenti che dimostrerebbero la proposta di accordo commerciale fatta da Savoini alla compagnia petrolifera russa Rosneft dieci giorni dopo l’incontro e preparata da una banca d’affari londinese di cui il giornale rivelerà il nome.

Il caso Lega-Russia ha guadagnato attenzioni e priorità lo scorso 11 luglio, quando Buzzfeed News ha pubblicato la trascrizione integrale e un audio di una riunione in cui si sente Savoini, ex portavoce di Salvini, parlare nell’hotel Metropol di Mosca con alcune persone di lingua russa di finanziamenti illegali alla Lega. Oltre a Savoini all’incontro sarebbero stati presenti l’avvocato Meranda e Francesco Vannucci, un uomo che ha detto all’ANSA di aver partecipato «in qualità di consulente esperto bancario». Il fatto che l’incontro fosse avvenuto era stato anticipato qualche mese prima dall’Espresso. Sul caso sta indagando la procura di Milano, che ha interrogato Savoini.

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