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  • sabato 13 luglio 2019

Tre aggiornamenti su Salvini e la Russia

Repubblica ha identificato – pubblicandone una lettera – uno dei partecipanti al famoso incontro di Mosca, gli altri giornali hanno approfondito i noti legami tra Salvini e Savoini

Anche oggi i giornali si occupano molto del caso del presunto tentativo della Lega di ottenere finanziamenti dalla Russia, raccontato prima dall’Espresso e poi, con una registrazione di un incontro avvenuto a Mosca, da un’inchiesta di Buzzfeed, con alcune novità che riguardano Salvini, l’incontro al centro della storia e i rapporti tra la destra italiana e la Russia.

L’inchiesta di Buzzfeed raccontava di un incontro avvenuto a Mosca lo scorso ottobre durante la visita ufficiale del ministro dell’Interno italiano Matteo Salvini: uno stretto collaboratore di Matteo Salvini e suo consulente per la Russia, Gianluca Savoini, aveva trattato con alcuni russi un accordo illegale per far arrivare alla Lega 65 milioni di dollari con cui pagare la campagna elettorale in vista delle elezioni europee, nell’ambito di una compravendita di prodotti petroliferi. Savoini è un ex giornalista con un passato nell’estrema destra, presidente dell’associazione Lombardia Russia, che è stato portavoce di Salvini e lo ha accompagnato nei suoi viaggi in Russia di questi anni. Negli ultimi giorni Salvini ha cercato di prendere le distanze da lui – dicendo che non aveva un ruolo ufficiale durante la sua visita in Russia e che non sapeva chi lo avesse invitato – ma sono state trovate prove consistenti per mostrare gli stretti rapporti tra i due.

I rapporti tra Salvini e Savoini
I giornali hanno trovato e pubblicato moltissime foto che mostrano Salvini e Savoini insieme in diverse occasioni, e tra venerdì e sabato sono uscite prove di diverso genere che rendono poco credibile la presa di distanza di Salvini. Il Fatto, con un articolo molto ordinato pubblicato sulla versione cartacea di sabato, ha messo in fila tutte le occasioni pubbliche a cui Savoini e Salvini hanno partecipato insieme a partire dal 2014, quando per la prima volta incontrarono insieme il presidente russo Vladimir Putin a Milano; un lavoro simile lo ha fatto lo stesso Buzzfeed con un articolo uscito venerdì che raccoglie foto e video che mostrano Salvini e Savoini insieme, in Italia e in Russia.

Anche il parlamentare del Partito Democratico Filippo Sensi, ex portavoce di Matteo Renzi, ha pubblicato su Twitter diverse prove degli stretti rapporti tra Salvini e Savoini. Una di queste è un’intervista data da Salvini a International Affairs nel 2014 in cui definiva Savoini il suo “rappresentante ufficiale” durante una visita appena conclusa a Mosca. Savoini stesso, dopo aver partecipato a un viaggio in Russia insieme a Salvini nel luglio 2018, aveva giustificato al Foglio la sua presenza lì: «Non vedo quale sia il problema, seguo Matteo da sempre. E sempre nell’ottica di costruire ponti, intercettando il grido di dolore degli imprenditori italiani colpiti dalle sanzioni, che sono un disastro per l’economia italiana. Noi facciamo gli interessi dell’Italia, pensiamo che le sanzioni vadano riviste, altri evidentemente fanno interessi di altre nazioni. Chi critica la mia presenza, legittimata dal ministero dell’Interno, è rimasto fuori dalla storia e ha evidentemente nostalgia della guerra fredda».

La lettera sull’incontro di Mosca
L’inchiesta di Buzzfeed pubblicata mercoledì conteneva diverse registrazioni dell’incontro avvenuto il 18 ottobre a Mosca. L’unica persona identificata finora, di quelle che avevano partecipato all’incontro, era Savoini: oggi però Repubblica ha pubblicato la lettera di un avvocato italiano che ha detto di essere stato presente a quell’incontro. Si chiama Gianluca Meranda e ha spiegato di essere il “Luca” nominato durante gli incontri di Mosca. Nella sua lettera, che Repubblica considera autentica, Meranda ha detto di essere un avvocato internazionalista che lavora per uno studio tra i cui clienti «figurano compagnie petrolifere e banche di affari italiane». Ha poi spiegato che si trovava all’incontro di Mosca in qualità di «General Counsel di una banca d’affari anglo-tedesca» per trattare l’acquisto di «prodotti petroliferi di origine russa» e ha detto che secondo lui l’incontro non era stato niente di strano o anormale.

Confermo di aver conosciuto il dottor Gianluca Savoini e di averne apprezzato l’assoluto disinteresse personale nei pochi incontri avuti in relazione alle trattative.

I restanti interlocutori all’incontro del 18 ottobre sono professionisti che a vario titolo si occupano di questa materia, esperti sia in compravendite internazionali, sia di prodotti specifici (oil products) che in quel momento erano oggetto del negoziato. Come spesso accade in questo settore, e nonostante gli sforzi delle parti, la compravendita non si perfezionò.

Apprendo quindi con stupore dagli organi di stampa che questo incontro avrebbe indotto una Procura del Repubblica ad avviare una inchiesta per reati come corruzione internazionale o finanziamento illecito ai partiti.

I rapporti tra la Russia e la destra italiana
La terza cosa di cui si parla molto oggi sui giornali sono i più ampi rapporti tra la destra italiana e la Russia: cose di cui si parlava da tempo, ma su cui è tornata molta attenzione dopo la pubblicazione dell’inchiesta di Buzzfeed. Repubblica ha pubblicato una foto del 2014 che mostra Salvini e Savoini insieme all’ex parlamentare e ora collaboratore di Salvini Claudio D’Amico, e a Irina Osipova, presidente dell’associazione RIM Giovani Italo Russi e figlia del direttore del centro russo di scienza e cultura di Roma Oleg Osipov.

Osipova, scrive Repubblica, è stata coinvolta nelle indagini della procura di Genova che nel 2018 portarono all’arresto di tre persone accusate di aver reclutato in Italia altre persone per combattere in Ucraina insieme alle milizie filo-russe sostenute dalla Russia. La procura di Genova aveva ricostruito che Osipova aveva stretti rapporti con almeno una delle persone arrestate e nel 2015 aveva partecipato a San Pietroburgo a un evento con diversi esponenti della destra italiana e delle milizie filo-russe attive in Ucraina. Nel 2016, infine, Osipova era stata candidata con Fratelli d’Italia alle elezioni amministrative per il comune di Roma.

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