Su Netflix c’è uno degli anime più importanti di sempre

È “Neon Genesis Evangelion”, uscito negli anni Novanta e da allora diventato una delle più influenti serie di animazione giapponesi

Da oggi su Netflix è disponibile Neon Genesis Evangelion, una serie animata giapponese (anime) andata in onda tra il 1995 e il 1996 e considerata da molti una delle più importanti e influenti di sempre, amatissima dagli appassionati e fondamentale per chi si avvicini al cinema e alla serialità di animazione giapponese. Neon Genesis Evangelion è un anime fatto di una sola stagione di 26 episodi da poco più di venti minuti ciascuno, anche se poi fu fatto un film per chiudere meglio un finale rimasto a lungo controverso. Parla di robot che devono difendere la Terra da creature aliene, ma in realtà si parla di molto altro, principalmente delle persone che comandano quei robot.

A creare e dirigere Neon Genesis Evangelion fu Anno Hideaki, che all’inizio degli anni Novanta arrivava da un periodo di forte depressione, e decise anche per questo di usare un approccio diverso dal tradizionale mecha anime, cioè le serie di animazione giapponese con i robottoni. Anno progettò un racconto con una trama che poi sarebbe diventata una specie di topos del genere: in un futuro prossimo, l’umanità viene decimata dall’attacco di alcune creature aliene giganti e misteriose, conosciute come Angeli. Quindici anni dopo il disastro, queste creature tornano sulla Terra, che però nel frattempo si è attrezzata per proteggersi: un’organizzazione militare ha sviluppato enormi e potentissimi robot – gli Evangelion – guidati “telepaticamente” da piloti specializzati, in grado di fermare e uccidere gli Angeli.

In Neon Genesis Evangelion ci sono molte e spettacolari scene di battaglia, anche se la serie ebbe da subito un budget inferiore a molte altre. Ma a renderla speciale fu soprattutto il modo in cui Anno delineò i personaggi principali, a partire da Shinji Ikari, figlio del capo dell’organizzazione militare dietro ai robot, ansioso e pauroso. Buona parte della serie si concentra sulla sua caratterizzazione psicologica, così come quella degli altri protagonisti, che attraversano un percorso di maturazione durante la serie. Buona parte dell’attenzione di Anno si posò sulla descrizione dei rapporti interpersonali tra i personaggi, e su come cambiano man mano che si sviluppano le vicende della storia.

Questa caratteristica fu uno dei motivi che rese Neon Genesis Evangelion diversa da quello che era venuto prima, e che attirò grandissime attenzioni di critica e successo di pubblico sulla serie, dando nuova vita a un genere che era in crisi da qualche anno. In particolare, gli ultimi due episodi della serie insistettero su questo aspetto, più che su quello delle battaglie, e per questo riscossero poco successo, tanto che Anno decise di riprendere la storia e chiuderla in maniera più convenzionale con due film, Death & Rebirth e The End of Evangelion, usciti nel 1997. Ma Neon Genesis Evangelion ebbe fin da subito – e ha mantenuto fino ad oggi – anche un grande fascino per i suoi toni epici sottolineati da frequenti riferimenti biblici o cabalistici, da una simbologia mistica ed esoterica. 

Quando uscì fu un grande successo in Giappone, dove è tuttora uno dei vecchi anime più popolari, riprodotto su ogni genere di prodotto di merchandise e interpretato ancora oggi da moltissimi cosplayer, cioè gli appassionati che si travestono da personaggi di manga e anime (o fumetti e serie, se non si parla di Giappone). Nel 2007, l’intera serie fu rifatta in Rebuild Neon Genesis Evangelion, una serie di quattro film ideati dallo stesso Anno.

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