(Christopher Furlong/Getty Images)

Gli eurodeputati che si sono fatti notare

40 nomi scelti dal sito Politico, compresi tre italiani: alcuni più famosi, molti sconosciuti

(Christopher Furlong/Getty Images)

Ryan Heath, il giornalista che più si occupa di politica europea a Politico e che è l’autore e inventore del Brussels Playbook, una delle prime newsletter di cose politiche europee, ha stilato una classifica dei 40 eurodeputati più influenti dell’ultima legislatura, cioè quella iniziata nel 2014 e che si concluderà a maggio 2019, quando ci saranno le elezioni. È una lista che va presa con molta cautela e letta non tanto come classifica bensì come lista di persone che a vario titolo si sono fatte notare nel corso di questa legislatura, anche per cose fatte fuori dal Parlamento europeo.

Storicamente il Parlamento Europeo è l’organo che conta meno all’interno delle varie istituzioni europee, nonostante sia l’unico eletto direttamente dai cittadini europei, ma secondo Heath durante questa legislatura «ha rubato la scena» alle altre istituzioni. I deputati al Parlamento Europeo hanno avuto un ruolo importante nel plasmare le trattative commerciali e le decisioni di bilancio, e hanno guidato riforme importanti come la fine del roaming in Europa e le nuove leggi sul copyright.

Matteo Salvini. (AP Photo/Luca bruno)

Matteo Salvini viene citato subito, anche se al Parlamento europeo si è visto poco e niente, perché prima di diventare il ministro dell’Interno italiano ha passato quasi 10 anni a Bruxelles, e lì ora intende portare un nuovo gruppo politico internazionale, l’Alleanza europea dei popoli e delle nazioni, fondato assieme ai partiti populisti di destra ed euroscettici di mezza Europa. Salvini è stato eletto nel 2004, nel 2009 e poi di nuovo nel 2014. Ha lasciato il suo seggio nel 2018 per incompatibilità con il ruolo di senatore della Repubblica Italiana, che ha assunto dopo le elezioni del 4 marzo.

Strasburgo, Francia

Nigel Farage con una bandierina britannica al parlamento europeo. (AP Photo/Jean Francois Badias)

Anche Nigel Farage in questi anni è stato difficile da ignorare all’interno dei palazzi europei. Nonostante il suo partito non abbia mai ottenuto un seggio nel Regno Unito, per via del funzionamento del sistema elettorale, era andato benissimo alle ultime elezioni europee, e Farage ha avuto un ruolo cruciale nel referendum per l’uscita del Regno Unito dall’Unione Europea. Ora Farage ha appena fondato un nuovo partito in vista delle prossime elezioni europee, il Brexit Party, dal momento che al Regno Unito è stata concessa una proroga flessibile sui termini di Brexit e molto probabilmente i cittadini britannici verranno chiamati a votare un’altra volta i propri rappresentanti a Bruxelles.

Vuoi capire meglio cosa succede in Europa?

Roberto Gualtieri. (EPA/FLORIAN WIESER/ANSA)

Assieme a Salvini, gli altri due italiani che figurano nella lista di Politico sono Roberto Gualtieri e Paolo De Castro, eletti entrambi nelle liste del PD, che in Europa siede con i socialdemocratici (S&D). Gualtieri è considerato uno degli europarlamentari più influenti in Europa (Politico lo inserì in una delle sue liste già nel 2016): è presidente della Commissione per i problemi economici e monetari e ha presieduto un numero record di 157 triloghi (le negoziazioni inter-istituzionali tra Commissione, Parlamento e Consiglio per definire le norme europee), arrivando anche a presiederne due contemporaneamente, come nella scorsa sessione di marzo dove si è spostato da una stanza all’altra per seguire i lavori. Secondo Politico Gualtieri è uno dei legislatori più efficienti dell’intero Parlamento.

De Castro è alla sua seconda legislatura ed è vicepresidente della Commissione per l’agricoltura del Parlamento. Fu ministro per le Politiche agricole in Italia, tra il 1998 e il 2000, sotto il governo D’Alema, e poi di nuovo tra il 2006 e il 2008 con Prodi.

Judith Sargentini, al centro, dopo che il Parlamento Europeo aveva approvato la sua proposta sull’attivazione dell’articolo 7 contro il governo dell’Ungheria, 12 settembre, Strasburgo, Francia. (FREDERICK FLORIN / AFP/ via LaPresse)

Judith Sargentini, eurodeputata olandese, è un nome che non dice molto agli italiani, ma ha avuto un ruolo di primo piano nel tentare di arginare il crescente autoritarismo di destra in Ungheria: è sua la proposta di attivazione dell’articolo 7 del Trattato di Lisbona, la cosiddetta “opzione nucleare”, contro il governo del controverso primo ministro Viktor Orbán, che è stata poi approvata nel settembre del 2018. Sargentini è riuscita a convincere due terzi del Parlamento a votare contro Orban, compreso il capogruppo del Partito Popolare Europeo (PPE), Manfred Weber (anche lui citato nella lista di Politico), che è anche lo Spitzenkandidat del PPE alla presidenza della Commissione Europea. All’epoca il partito di Orbán, Fidesz, sedeva ancora nel PPE assieme ad altri partiti di centrodestra, tra cui la CSU, il partito bavarese di cui fa parte Weber, ma attualmente è stato sospeso.

Guy Verhofstadt. (AP Photo/Jean-Francois Badias)

Altri nomi importanti nella lista sono Guy Verhofstadt, ex primo ministro belga e attuale presidente dei liberali al parlamento; Elmar Brok, il più longevo parlamentare europeo (fu eletto per la prima volta nel 1979 nelle liste della CDU); Viorica Dancila, che prima di diventare prima ministra della Romania passò a Bruxelles 9 anni, anche se pochi si ricordano di lei per il suo ruolo in Europa.

Julia Reda. (Rainer Jensen/picture-alliance/dpa/AP Images)

Un’altra parlamentare che si è fatta notare molto è Julia Reda, l’unica deputata del Partito dei Pirati tedesco (almeno finché non si è dimessa lo scorso mese). Reda è stata una delle deputate più attive nella discussione sull’aggiornamento delle regole sul copyright, e secondo Politico il suo merito maggiore è stato aver cambiato l’approccio del Parlamento verso la trasparenza dei lavori. Dall’inizio del suo mandato, infatti, Reda ha pubblicato le informazioni su ogni singolo incontro con lobbisti e altri attori a cui ha partecipato o le è stato richiesto di partecipare.

Marine Le Pen. (PASCAL POCHARD-CASABIANCA/AFP/Getty Images)

Nella lista compaiono anche figure molto note come Marine Le Pen, la politica francese leader di Rassemblement National, Pablo Iglesias, uno dei fondatori di Podemos e ora deputato del parlamento spagnolo, e Jean-Luc Mélenchon, il politico francese di estrema sinistra, su cui però Heath non sembra avere una gran opinione (mentre era eurodeputato per due volte Mélenchon si è candidato a presidente della Francia, in due diversi partiti, e in dieci anni a Bruxelles è stato relatore di una sola proposta legislativa del Parlamento Europeo).

La lista completa

  1. Matteo Salvini
  2. Nigel Farage
  3. Roberto Gualtieri
  4. Judith Sargentini
  5. Guy Verhofstadt
  6. Elisabeth Morin-Chartier
  7. Elmar Brok
  8. Bernd Lange
  9. Andrzej Duda
  10. Viorica Dăncilă
  11. Axel Voss
  12. Ingeborg Gräßle
  13. Martin Schulz
  14. Andrej Plenković
  15. Kaja Kallas
  16. Jan Philipp Albrecht
  17. Marietje Schaake
  18. Vicky Ford
  19. Beatrix von Storch
  20. Marine Le Pen
  21. Mariya Gabriel
  22. Jean-Luc Mélenchon
  23. Sven Giegold
  24. Sylvie Goulard
  25. Pablo Iglesias
  26. Miriam Dalli
  27. Bas Eickhout
  28. Manfred Weber
  29. Tiemo Wölken
  30. Jussi Halla-aho
  31. Julia Reda
  32. Paolo De Castro
  33. Claude Turmes
  34. Andreas Schwab
  35. Ramon Tremosa
  36. Morten Messerschmidt
  37. Peter Liese
  38. Burkhard Balz
  39. Isabella Lövin
  40. Krišjānis Kariņš