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  • martedì 12 marzo 2019

Alla Juventus stasera serve un’impresa

Non deve soltanto recuperare la sconfitta dell'andata: dovrà farlo contro l'Atletico Madrid, una squadra che di rimonte non ne subisce mai

Cristiano Ronaldo al Wanda Metropolitano di Madrid per la partita di andata contro l'Atletico (Gonzalo Arroyo Moreno/Getty Images)

Questa sera la Juventus gioca a Torino (Sky, ore 21) il ritorno degli ottavi di finale di UEFA Champions League contro l’Atletico Madrid. È probabilmente la partita più attesa di questo turno del torneo, poiché giocata da due squadre che si sarebbero potute incontrare anche in finale. Stasera, inoltre, ci si aspetta una partita molto combattuta: la Juventus deve rimontare la sconfitta per 2-0 subita all’andata, contro una delle migliori squadre del mondo nell’organizzazione difensiva. Se non dovesse riuscirci verrebbe eliminata dal torneo al primo turno a eliminazione diretta, come non le succede dal 2016, nell’anno in cui sembrava più attrezzata per puntare alla vittoria finale. L’eliminazione rappresenterebbe inevitabilmente una smacco per la stagione della squadra, mentre una vittoria in rimonta contro avversari così ostici le darebbe probabilmente una spinta decisiva per il resto del torneo.

Dopo sette Scudetti vinti consecutivamente e con l’ottavo in tasca, da alcuni anni a questa parte la Juventus viene costruita nel tentativo di vincere la Champions League, il più prestigioso e importante torneo di calcio per club al mondo, cosa che non le riesce da ventitré anni. Ha una delle rose più forti d’Europa, abbastanza ampia da poter alternare di fatto due diverse squadre senza perdere troppa qualità. È allenata da uno dei più apprezzati allenatori in circolazione, Massimiliano Allegri, famoso soprattutto per la preparazione e la lettura tattica delle partite. L’arrivo in estate di Cristiano Ronaldo – il giocatore che con Lionel Messi ha segnato la storia del calcio contemporaneo – e di altri acquisti come Leonardo Bonucci, Joao Cancelo ed Emre Can hanno inevitabilmente rinforzato il suo status di favorita in Champions League, peraltro in un anno senza squadre invincibili come lo sono state Real Madrid e Barcellona nelle ultime edizioni.

Se in campionato la Juventus è stata impeccabile e settimana dopo settimana si avvicina a migliorare i più importanti record della Serie A, in Champions League non è stata la stessa cosa. Ai gironi ha ottenuto una tranquilla qualificazione da prima classificata senza però incontrare nessuna grande squadra (ha vinto all’andata ed è stata battuta al ritorno dal Manchester United, che però in quel periodo si trovava in una situazione molto complicata), e negli ottavi di andata giocati contro l’Atletico Madrid si è trovata in grande difficoltà. Ha sofferto troppo la pressione e il gioco rude degli avversari, e di conseguenza non è riuscita ad esprimere le sue qualità migliori. I due gol subiti nel secondo tempo pesano molto e ora, per qualificarsi ai quarti, le servirà un’impresa: dovrà infatti vincere con lo stesso risultato (2-0) contro una delle difese migliori del mondo soltanto per proseguire ai tempi supplementari, o farne uno in più (3-0) per qualificarsi entro i novanta minuti regolamentari. Con un gol subito, l’eliminazione diventerebbe quasi inevitabile.

Il difensore uruguaiano José Gimenez esulta dopo il gol segnato nella partita di andata (Getty Images)

L’anno scorso la stessa squadra, ma con Cristiano Ronaldo da avversario, sfiorò un’impresa probabilmente più difficile ribaltando nei tempi regolamentari, al Santiago Bernabeu, la sconfitta per 3-0 subita contro il Real Madrid all’andata (Real che poi vinse la Champions League per il terzo anno di fila), salvo poi subire il gol dell’eliminazione al settimo minuto di recupero. Questa sera la Juventus avrà il vantaggio di giocare in casa, ma il grado di difficoltà sarà simile. L’Atletico Madrid di Diego Simeone non ha mai subito una rimonta del genere, e questo rispecchia le sue maggiori qualità. La squadra spagnola si è resa famosa negli anni per la sua capacità di giocare partite “sporche” e brutte, mettendo in campo molta aggressività e sbagliando raramente l’atteggiamento negli incontri decisivi. Alla ruvidità della difesa abbina poi degli esterni che spingono in continuazione e un reparto offensivo di grande qualità: i due titolari di stasera saranno il campione del mondo Antoine Griezmann e lo spagnolo Alvaro Morata.

Le motivazioni che alimentano l’Atletico sono simili a quelle della Juventus. Dopo due finali perse negli ultimi sei anni, e con i rivali del Real Madrid già eliminati, vuole vincere la sua prima Champions League. La finale di questa edizione verrà disputata peraltro nel suo stadio, il Wanda Metropolitano. Entrambe le squadre, tuttavia, si presentano alla partita di stasera con diversi titolari infortunati. Queste assenze cambieranno inevitabilmente qualcosa. La Juventus è senza Sami Khedira, Douglas Costa e Juan Cuadrado. All’Atletico mancano invece i terzini Lucas Hernandez e Filipe Luis, il centrocampista Thomas Partey e il centravanti Diego Costa. Mentre Simeone dovrebbe rimpiazzare gli assenti con i loro rispettivi sostituti, senza stravolgimenti, Allegri potrebbe cambiare sia il modulo (da un 4-3-2-1 a un 3-5-2 con Martin Caceres in difesa e Bernardeschi al posto di Dybala) sia le posizioni in campo dei giocatori.

Le probabili formazioni

Juventus (4-3-2-1) Szczesny; Cancelo, Bonucci, Chiellini, Spinazzola; Can, Pjanic, Matuidi; Bernardeschi, Mandzukic; Ronaldo
Atletico (4-4-1-1) Oblak; Arias, Gimenez, Godin, Juanfran; Saul, Rodrigo, Koke, Lemar; Griezmann; Morata