Mario Draghi (Arne Dedert/picture-alliance/dpa/AP Images)
  • Italia
  • giovedì 7 marzo 2019

La BCE ha preso due decisioni a sorpresa

Ha annunciato che i tassi di interesse rimarranno invariati fino alla fine del 2019 e nuovi finanziamenti a lungo termine per le banche, per contrastare il rallentamento dell'economia dell'eurozona

Mario Draghi (Arne Dedert/picture-alliance/dpa/AP Images)

La Banca Centrale Europea ha annunciato a sorpresa due importanti decisioni di politica monetaria. La prima è che lascerà i tassi di interesse invariati non solo fino alla fine dell’estate, come era stato annunciato in precedenza, ma fino alla fine del 2019. La seconda è che dal prossimo settembre e fino a marzo 2021, ogni tre mesi, ci saranno nuovi Targeted Long Term Refinancing Operations (TLTRO), i finanziamenti a lungo termine che la BCE concede alle banche per dare loro la possibilità di ristrutturarsi e rafforzarsi.

Il presidente della BCE Mario Draghi ha detto che ci troviamo «in un periodo di continua debolezza e incertezza pervasiva» e che le due misure servono a stimolare la crescita dell’eurozona. Draghi ha detto che le decisioni sono state prese dal consiglio della BCE all’unanimità, il che significa che anche il presidente della Bundesbank Jens Weidmann, solitamente contrario a misure di stimolo come i TLTRO e tendenzialmente favorevole a tenere i tassi alti, ha dato il suo assenso.

– Leggi anche: Quale sarà il futuro della BCE?

«Le misure annunciate sono andate oltre quello che la maggior parte degli investitori si aspettava – ha scritto il Financial Times – e rivelano la preoccupazione della BCE per il modo in cui la crescita dell’eurozona sembra essersi smorzata negli ultimi mesi». Una serie di nuove stime pubblicate dalla Commissione Europee e dall’OCSE nelle ultime settimane hanno infatti mostrato un brusco rallentamento dell’economia europea. L’Italia, in particolare, dovrebbe concludere il 2019 in recessione e anche la crescita della Germania, il paese più importante dell’area euro, è dimezzata rispetto alle previsioni dell’anno scorso.

Di fronte a questa situazione, Draghi ha quindi deciso di rinviare l’aumento dei tassi di interesse fissato in precedenza per la fine dell’estate 2019 e di dare il via a una nuova operazione di prestiti alle banche. Una nota della BCE ha spiegato che i tassi resteranno «su livelli pari a quelli attuali almeno fino alla fine del 2019 e in ogni caso finché sarà necessario per assicurare che l’inflazione continui stabilmente a convergere su livelli inferiori ma prossimi al 2% nel medio termine». Ogni prestito TLTRO, ha annunciato Draghi, avrà una scadenza di due anni e avrà lo scopo di spingere le banche a fare prestiti a condizioni favorevoli. Tutti questi interventi sono definiti in gergo “espansivi” perché portano ad un aumento della quantità di moneta in circolazione nella speranza che questo sostenga la crescita economica.

Per certi aspetti si tratta di un’inversione di rotta rispetto all’ultima mossa decisa dalla BCE, quella di confermare la sospensione del programma Quantitative Easing, la misura straordinaria adottata nel 2015 che ha iniettato centinaia di miliardi di euro nell’economia europea tramite l’acquisto di titoli di stato e altre obbligazione (per un valore fino a 90 miliardi di euro al mese al momento culminante). Dopo essere rimasto attivo per quasi 4 anni, il QE è stato sospeso a partire dal primo gennaio 2019, in parte per la preoccupazione delle banche centrali tedesche e del Nord Europa che una prosecuzione del piano avrebbe potuto causare la creazione di bolle finanziare oppure innescare una spirale di inflazione.

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