Il poster di un attivista per il riconoscimento del terzo genere durante una manifestazione a Lipsia (Jan Woitas/picture-alliance/dpa/AP Images)
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  • martedì 1 gennaio 2019

Da oggi la Germania riconosce ufficialmente un terzo genere, in alternativa a “femmina” e “maschio”

Le persone intersessuali potranno utilizzare la nuova definizione sui propri documenti, ma dovranno presentare un certificato medico per chiederlo

Il poster di un attivista per il riconoscimento del terzo genere durante una manifestazione a Lipsia (Jan Woitas/picture-alliance/dpa/AP Images)

Dall’1 gennaio in Germania le persone intersessuali potranno legalmente identificarsi come appartenenti a un terzo genere, diverso da “maschio” e “femmina”. Lo stabilisce una legge approvata lo scorso dicembre, entrata in vigore con l’inizio del 2019.

Le persone intersessuali sono quelle i cui cromosomi sessuali, i genitali o i caratteri sessuali secondari non sono definibili come esclusivamente maschili o femminili. Una persona intersessuale può presentare caratteristiche anatomiche e fisiologiche sia maschili sia femminili. L’intersessualità è una caratteristica biologica, quindi.

Ora in Germania le persone non compatibili con la definizione biologica di “maschio” o “femmina” avranno la possibilità di scegliere la categoria “inter/divers” (altro, differente) sui loro documenti, nella sezione che riporta il sesso. Per farlo sarà necessario un certificato medico che attesti la loro intersessualità.

La legge è stata scritta e approvata in seguito a una sentenza del 2017 della Corte Costituzionale Federale tedesca che aveva stabilito che il governo tedesco avrebbe dovuto creare una terza possibilità oltre a maschio e femmina, oppure eliminare le indicazioni di genere da tutti i documenti.

La decisione della Corte Costituzionale Federale era arrivata in relazione al caso di una persona che aveva chiesto che il genere sui suoi documenti fosse cambiato da “femmina” a “inter/diverso” o “diverso”: la sua richiesta era stata rifiutata perché la legge prevede che i nuovi nati possano essere registrati solo come “femmine” o “maschi”, o che in alternativa il sesso non sia indicato. Secondo la persona che aveva fatto la richiesta, il rifiuto della modifica era una violazione dei suoi diritti.
La Corte Costituzionale Federale aveva riconosciuto che l’identità di genere è «fondamentale» per come le persone percepiscono loro stesse e sono percepite dagli altri e ha detto che la legge tedesca non protegge solo quella di chi si identifica come femmina o maschio, ma anche di chi non è biologicamente né femmina né maschio e quindi non si riconosce né come femmina né come maschio. La Costituzione tedesca – aveva spiegato la Corte – protegge queste persone dalle discriminazioni contro di loro basate sul genere.

La Germania non è il primo paese ad approvare leggi per il riconoscimento delle persone intersessuali. La Corte Costituzionale austriaca aveva emesso una sentenza simile a quella tedesca lo scorso giugno, e provvedimenti con questo obiettivo sono stati presi da Australia, Nuova Zelanda, Malta, India e Canada.

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