Il presidente statunitense Donald Trump si fa fare una foto con il tenente comandante Kyu Lee, cappellano militare di una squadra di Navy Seals alla base militare al Asad in Iraq, 26 dicembre 2018 (SAUL LOEB/AFP/Getty Images)
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  • venerdì 28 dicembre 2018

Trump ha rivelato involontariamente l’identità di alcuni soldati delle forze speciali

Pubblicando un video su Twitter senza sfocare le facce dei militari

Il presidente statunitense Donald Trump si fa fare una foto con il tenente comandante Kyu Lee, cappellano militare di una squadra di Navy Seals alla base militare al Asad in Iraq, 26 dicembre 2018 (SAUL LOEB/AFP/Getty Images)

Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha rivelato involontariamente la posizione di una squadra dei Navy SEALs – cioè soldati d’élite delle forze speciali – e l’identità dei suoi membri, una mossa inusuale che secondo alcuni analisti ed esperti potrebbe causare problemi alla sicurezza degli stessi soldati.

Il guaio – anche se non tutti sono d’accordo che sia un guaio – è successo la sera del 26 dicembre, dopo che Trump aveva terminato la visita alla base militare al Asad in Iraq, la sua prima a soldati statunitensi impiegati in una zona di guerra. Quando era già a bordo dell’Air Force One, Trump ha pubblicato un breve video su Twitter con le immagini dell’evento, tra cui qualche secondo che lo mostra in posa a fianco della moglie Melania e a diversi soldati con divisa, casco e visori notturni appartenenti al Team Five, una squadra dei Navy SEALs (sono le prime immagini del video qui sotto). Come si vede dal video, le facce dei soldati non sono sfocate.

I Navy SEALs sono unità d’élite delle Marina statunitense che si occupano di svolgere missioni speciali e segrete: fu per esempio una squadra dei Navy SEALs, il Team Six, a trovare e uccidere nel 2011 Osama bin Laden, allora capo di al Qaida, ad Abbottabad, in Pakistan. Le informazioni sulla posizione delle unità speciali e sull’identità dei loro membri sono solitamente riservate: l’unica persona autorizzata a “declassificarle” è il presidente degli Stati Uniti.

Non è chiaro perché Trump abbia deciso di pubblicare il video con i Navy SEALs senza sfocare le facce dei soldati, come si usa di solito fare per proteggere la loro identità. I motivi di queste precauzioni sono diversi, ha spiegato tra gli altri Malcolm Nance, ex specialista d’intelligence per la Marina statunitense: il principale è che, in caso di rapimento di un membro della squadra, una precedente sovraesposizione mediatica potrebbe aumentare il valore dell’ostaggio e impedire al governo statunitense di negare l’appartenenza del militare alle forze speciali. L’impressione di diversi osservatori è che Trump – o meglio, il suo staff – semplicemente non ci abbia pensato. Durante la sua visita era successo un altro fatto curioso: Trump aveva stretto la mano al tenente comandante Kyu Lee, che si era presentato dicendo di essere il cappellano militare del Team Five dei Navy SEALs. A quel punto Trump gli aveva detto: «Ehi, allora facciamoci fare una foto», ha raccontato Brian Bennett, corrispondente di Time alla Casa Bianca.

Secondo l’ufficio del segretario della Difesa statunitense, comunque, la pubblicazione del video da parte di Trump non ha violato alcuna regola: «I membri delle forze speciali hanno partecipato volontariamente a questo evento aperto alla stampa. Non c’è stata alcuna violazione della sicurezza». Di parere simile è un ex funzionario dei Navy SEALs che lavorava nell’area di San Diego, dove ha la base il Team Five, e che ha voluto rimanere anonimo perché ancora oggi offre servizi di consulenza al dipartimento della Difesa: «Non è un segreto che il Team Five dei Navy SEALs sia in Iraq. Potete chiedere a chiunque a Coronado [città californiana dove si trova una delle basi dei SEALs]. Ci sono molte cose per cui essere arrabbiati con Trump, ma questa non è una di quelle».

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