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  • venerdì 23 novembre 2018

La Spagna minaccia di votare contro Brexit

Dice che vuole maggiori garanzie sul futuro di Gibilterra, il piccolo territorio britannico nel sud del paese

(JORGE GUERRERO/AFP/Getty Images)

Il governo spagnolo ha minacciato di bloccare l’accordo preliminare su Brexit raggiunto da governo britannico e commissione europea se non verranno inserite nel testo maggiori garanzie sul fatto che non si applicherà a Gibilterra, il territorio britannico che si trova nel sud della Spagna. Tecnicamente, la Spagna non ha il potere di veto sull’accordo, che dovrà essere approvato dalla maggioranza qualificata dei 27 leader dei rimanenti paesi dell’UE, ma è improbabile che il testo venga approvato senza il consenso di tutti. Fino a domenica – quando si terrà il Consiglio europeo straordinario per votare l’accordo – è probabile che si continui a trattare per trovare una mediazione tra Spagna e Regno Unito.

Gibilterra è una piccola città nel sud della Spagna che il Regno Unito occupò all’inizio del Settecento e che poi ottenne ufficialmente con un trattato del 1713. Oggi è un territorio britannico d’oltremare, ci vivono circa 30.000 persone e ha un’economia che è fortemente dipendente da quella della Spagna, l’unico paese con cui confina e da cui ogni giorno arrivano circa 10.000 persone per lavorare. Il raggiungimento di un accordo tra Spagna e Regno Unito per Gibilterra è stato da subito uno dei punti più complicati delle trattative su Brexit, e i due paesi lo hanno gestito con negoziati bilaterali separati. La Spagna, infatti, aveva sempre detto di voler gestire separatamente la questione di Gibilterra e di non volerla rendere parte delle più ampie trattative che stava conducendo l’Unione Europea.

Le trattative bilaterali tra i due paesi hanno portato a un accordo che sembrava aver chiuso la questione (regola diverse questioni, tra cui le basse tassazioni di Gibilterra che la Spagna considera da tempo una sorta di concorrenza sleale). A seguito del raggiungimento dell’intesa su Brexit, però, la Spagna ha cambiato idea. Il governo spagnolo ha detto di essere preoccupato che la formulazione di un particolare articolo del testo, il 184, avrebbe permesso al Regno Unito di estendere anche a Gibilterra gli accordi raggiunti con l’Unione Europea, invalidando di fatto l’accordo raggiunto separatamente con la Spagna.

L’articolo 184 stabilisce che Regno Unito e Unione Europea «raggiungeranno rapidamente un accordo che regoli le loro relazioni» nel periodo che andrà dall’uscita ufficiale del Regno Unito dall’Unione Europea, il prossimo 29 marzo, fino alla fine del “periodo di transizione”, che terminerà a dicembre 2020. La Spagna vuole che il testo venga cambiato e che venga specificato che il futuro status di Gibilterra sarà determinato solo in base a una trattativa bilaterale tra Regno Unito e Spagna.

La prima ministra britannica Theresa May – il cui governo ha già approvato l’accordo e che ora sta facendo di tutto per ottenere lo stesso risultato in parlamento – ha detto giovedì di volere un accordo su Brexit che valga «per tutta la famiglia del Regno Unito», lasciando intendere di non voler escludere Gibilterra dall’accordo. Il governo spagnolo, però, ha mostrato di non voler cedere e giovedì – dopo una telefonata con May – il primo ministro spagnolo Pedro Sánchez ha scritto su Twitter che «se non ci saranno cambiamenti metteremo il veto a Brexit».

Al Consiglio europeo straordinario che domenica dovrà votare l’accordo su Brexit, come detto, non ci sarà bisogno del consenso tra tutti i 27 membri per approvare il documento, ma è probabile che per ragioni politiche si voglia arrivare a un voto all’unanimità. In parte, si tratterà di convincere la Spagna ad ammorbidire le sue posizioni per evitare che l’approvazione dell’accordo slitti a dicembre, con problemi a cascata per tutte le altre questioni legate a Brexit. Non è chiaro cosa succederà e c’è il timore che in ogni caso la questione resti aperta fino all’ultimo. Il governo spagnolo, infatti, ha un ulteriore interesse a mostrarsi intransigente su Gibilterra: le elezioni locali del 2 dicembre in Andalusia, la regione spagnola che confina con Gibilterra e dove l’argomento è maggiormente sentito.

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