Stasera il governo decide sulla manovra

Dopo settimane di incertezza sapremo quante risorse saranno stanziate per "reddito di cittadinanza" e "quota cento", ma per i dettagli dovremo aspettare ancora qualche giorno

(ANSA/MAURIZIO BRAMBATTI)

Alla mezzanotte di oggi per tutti i governi europei scadrà il termine per inviare alla Commissione europea le linee guida delle loro manovre economiche per il 2019. Dopo settimane di dubbi, indiscrezioni e passi indietro, quindi, il governo italiano dovrà decidere definitivamente i contorni della legge di bilancio 2019 e del decreto fiscale, due importanti provvedimenti che serviranno a stabilire le entrate e le spese dello Stato nel corso del prossimo anno. Sapremo quindi finalmente quante risorse saranno stanziate per le misure simbolo di questa manovra e le promesse di Lega e M5S: reddito e pensioni “di cittadinanza”, riduzione delle tasse, riforma delle pensioni e condono fiscale.

Raggiungere un accordo finora non si è rivelato affatto semplice. Domenica sera, per esempio, è fallito un pre-vertice di maggioranza che avrebbe dovuto aprire la strada alla riunione di oggi. La principale controversia che divide Lega e Movimento 5 Stelle è quella sul condono fiscale (spesso indicato dagli esponenti del governo come “pace fiscale”), il provvedimento principale che sarà incluso nel cosiddetto “decreto fiscale”.

La Lega è favorevole a una sanatoria il più ampia possibile, che includa sconti tanto sulle sanzioni che l’evasore sarebbe tenuto a pagare, quanto sul totale delle imposte evase che deve rifondere. La Lega vorrebbe anche tenere alto il totale di imposte evase per il quale sarà possibile chiedere il condono (si è parlato di evasioni fino a un milione di euro e di “condono tombale“). Il Movimento 5 Stelle invece vorrebbe che la norma riguardasse importi più ridotti e chiede che lo sconto riguardi solo le sanzioni, senza toccare il totale di imposte dovute.

Ma le due forze di maggioranza parlamentare sono anche divise su come distribuire le risorse disponibili tra le varie misure che vogliono includere nella legge di bilancio. Il Movimento 5 Stelle spinge affinché siano finanziate il “reddito di cittadinanza” e le “pensioni di cittadinanza”, due misure che in presenza di una serie di condizioni non ancora stabilite serviranno a portare il reddito dei beneficiari fino a 780 euro al mese. La Lega chiede invece risorse per finanziare una riduzione di imposte per le partite IVA e uno sconto pensionistico per alcune categorie (il primo passo per introdurre la famosa “quota cento“).

Il problema è che le risorse da distribuire sono insufficienti per finanziare tutti i programmi di spesa del governo. Nonostante l’innalzamento del deficit al 2,4 per cento contenuto nella Nota di aggiornamento al DEF, l’aumento della spesa per interessi dovuta allo spread e la ridotta crescita economica stimata per il prossimo anno hanno eroso i margini di manovra del governo, mentre altre misure per trovare risorse si sono rivelate meno efficaci del previsto. Il Movimento 5 Stelle, per esempio, aveva detto che il governo avrebbe tagliato decine di miliardi di sprechi, compito che si è però rivelato impossibile da mettere in pratica, mentre la Lega aveva promesso di raccogliere altrettante risorse dal condono, una previsione che si è rivelata troppo generosa.

Uno dei sistemi che potrebbero essere usati per aggirare queste difficoltà è far partire le varie misure non dal primo gennaio, come avviene di solito, ma a primavera. In questo modo sarebbe possibile risparmiare parte del costo delle misure e far così quadrare i conti per il 2019, nella speranza che l’anno successivo la situazione economica migliori rendendo inutili questi escamotage (non sarebbe evidentemente uno stratagemma replicabile). Nelle scorse settimane si è spesso parlato in maniera più o meno ufficiale di tagli alle spese militari, tagli alle deduzioni di imposta (cioè aumenti di tasse) e altre misure più o meno originali.

Salvo imprevedibili e gravi difficoltà, tra la sera di oggi e la mattina di domani avremo una risposta su quali tra queste soluzioni il governo intende introdurre e su come pensa di distribuire le risorse che avrà a disposizione. Per sapere i dettagli sul funzionamento delle misure che saranno introdotte (quali saranno i requisiti del “reddito di cittadinanza”, per esempio, o quelli necessari per usufruire della “quota cento”), bisognerà invece attendere ancora qualche giorno.

Il “documento programmatico di bilancio”, il testo che sarà inviato questa sera alla Commissione europea, non conterrà infatti tutti i dettagli che saranno invece inseriti nel “disegno di legge di bilancio 2019”, il provvedimento più importante dell’anno, quello che autorizza il governo a prelevare e spendere denaro pubblico e indica i dettagli in base ai quali intende farlo. La legge di bilancio deve essere presentata alle camere entro il 20 ottobre e dovrà quindi essere completata entro sabato prossimo. Qui trovate tutte le altre scadenze che il governo deve rispettare nei prossimi mesi.