Blaise Matuidi, Mario Mandzukic, Cristiano Ronaldo e Douglas Costa dopo il secondo gol segnato alla Lazio (MARCO BERTORELLO/AFP/Getty Images)
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  • lunedì 27 agosto 2018

Cosa ci ha detto fin qui la Serie A

A partire dalle certezze della Juventus, dal potenziale del Napoli e dalle prime difficoltà dell'Inter

Blaise Matuidi, Mario Mandzukic, Cristiano Ronaldo e Douglas Costa dopo il secondo gol segnato alla Lazio (MARCO BERTORELLO/AFP/Getty Images)

La seconda giornata della Serie A si concluderà stasera con una delle partite più attese e interessanti in programma, Roma-Atalanta. Intanto, fra sabato e domenica, si sono giocate tutte le altre partite, che hanno aggiunto qualcosa a quanto visto nella prima giornata. C’è stato inoltre l’esordio stagionale di Milan, Genoa, Sampdoria e Fiorentina, le quattro squadre che non avevano disputato la prima giornata per i rinvii decisi in seguito al crollo del ponte Morandi a Genova.

Dalla classifica provvisoria si nota subito come neanche nelle prime giornate di campionato, con le squadre ancora in fase di rodaggio, e a maggior ragione in un anno in cui si sono disputati i Mondiali, la costante delle ultime sette stagioni sia cambiata: la Juventus è ancora prima, e a punteggio pieno. Le vittorie contro Chievo Verona e Lazio sono arrivate al termine di due partite molto diverse fra loro: la prima in rimonta, la seconda in totale controllo del risultato e degli avversari. Chi sperava in un campionato diverso, potrebbe dover attendere ancora. Con l’arrivo di Cristiano Ronaldo, Joao Cancelo, Leonardo Bonucci e Emre Can, in questa stagione Allegri avrà a disposizione i giocatori per comporre due squadre titolari fortissime e potenzialmente senza rivali in Serie A. Stando a quanto si è visto fin qui, la squadra sembra priva di difetti evidenti. Può solo perfezionarsi, trovare nuovi equilibri e attendere l’ambientamento in Italia di Cristiano Ronaldo, fin qui senza gol.

Non avendo ancora a disposizione un numero sufficiente di partite per capire i valori e le potenzialità delle squadre di alta classifica, la cosa più logica da fare in questi casi è guardare la classifica della passata stagione, una specie di punto di partenza per quella appena iniziata. La Juventus ha vinto con 95 punti e l’unica squadra che è stata capace di rimanerle dietro fino alla fine è stata il Napoli, che ha concluso il campionato con soli quattro punti in meno (l’anno scorso, per la prima volta nella storia della Serie A, una squadra non ha vinto lo Scudetto pur ottenendo più di 90 punti). Il Napoli è quindi la probabile principale rivale della Juventus, anche se ha cambiato allenatore e ha mantenuto il livello dell’anno scorso, sostituendo i giocatori ceduti e ampliando la scelta in attacco con l’arrivo di Simone Verdi. Il nuovo allenatore, Carlo Ancelotti, ha dato più libertà di interpretazione ai giocatori, abituati ad esprimersi in un sistema di gioco rigido e ripetuto alla perfezione. Ancelotti, tuttavia, non ha stravolto la squadra, anche perché l’anno scorso lo stesso gruppo fece il record di punti. Nelle prime due giornate si sono viste molte trame della vecchia squadra e sono arrivate due vittorie in rimonta contro due avversarie molto impegnative, Lazio e Milan, che sono servite a confermare le aspettative sulla squadra.

I giocatori del Napoli sotto la curva del San Paolo dopo la vittoria contro il Milan (Francesco Pecoraro/Getty Images)

La Roma ha concluso l’ultimo campionato a 18 punti di distanza dalla Juventus, che iniziano a essere tanti per pensare che la squadra possa essere una seria contendente per il titolo. In estate la Roma si è rinforzata in tutti i reparti e ha perso un solo giocatore fondamentale, il portiere Alisson. La squadra ha mantenuto il livello riuscendo comunque ad abbassare la sua età media con giocatori giovani e pronti ad affermarsi ai livelli più alti. Come detto, però, i tanti nuovi acquisti – uniti alla delicata cessione di Radja Nainggolan e a quella, imminente, di Kevin Strootman — richiederanno del tempo per garantire il rendimento richiesto da Eusebio Di Francesco. Nelle prime settimane di campionato, quindi, potrebbe essere fondamentale il contributo dei giocatori più esperti, esattamente come è successo a Torino, in una partita complicata risolta dalle qualità di uno dei migliori giocatori in squadra, Edin Dzeko.

Inter e Lazio hanno terminato la scorsa stagione entrambe a 72 punti, ventitré in meno della Juventus. Se la Lazio ha di fatto mantenuto il livello medio della squadra, pur cambiando alcuni giocatori, l’Inter ha investito molto per allargare il numero di titolari nell’anno del ritorno in Champions League dopo sei anni di assenza. L’Inter sembra abbia i numeri per far fronte agli impegni stagionali, ma nelle prime due partite di campionato ci sono stati dei problemi. Uno dei più evidenti è la scarsa forma di alcuni suoi giocatori, che si è notata anche nel pareggio di domenica sera contro il Torino. Spalletti poi sembra alle prese con dei problemi tattici. L’anno scorso giocò sempre con un’unica soluzione tattica, il 4-2-3-1, per via dei limiti della rosa; ora, con più giocatori a disposizione, potrà variare. Contro il Torino ha giocato con il 3-5-2 ma i risultati sono stati deludenti e il primo gol della rimonta subita è nato proprio dal mal posizionamento della nuova difesa a tre. A Sassuolo invece aveva iniziato la stagione nel modo in cui l’aveva finita, ma anche lì la squadra aveva pagato la scarsa condizione di alcuni suoi titolari, la mancanza di qualità a centrocampo e le difficoltà iniziali di alcuni nuovi acquisti.

Luciano Spalletti spazientito a bordo campo durante Inter-Torino (MIGUEL MEDINA/AFP/Getty Images)

La Lazio invece continua a non riuscire a vincere contro le squadre di alta classifica, che nella passata stagione fu la causa principale della mancata qualificazione alla Champions League. La sua nuova squadra ha solo una cosa in più dell’anno scorso, ovvero il numero di centrocampisti a disposizione, con l’arrivo di Milan Badelj. Dovrà inoltre mettere Joaquin Correa nelle condizioni di essere decisivo come lo è stato Felipe Anderson, ceduto in estate. Fra le altre squadre in corsa per un posto in Europa League, Milan e Fiorentina hanno giocato questo fine settimana le loro prime partite, ottenendo una sconfitta e una vittoria: ancora troppo poco per poterle inquadrare.

Dietro di loro il Torino di Walter Mazzarri ha dato prova di essere una squadra solida e potenzialmente più costante dell’anno scorso. I nuovi acquisti sono già stati decisivi, come nel caso del centrocampista francese Soualiho Meite. Inoltre ci sono di nuovo grandi aspettative per la stagione del suo centravanti, Andrea Belotti. In attesa della seconda partita di Atalanta e Sampdoria, il Sassuolo di Roberto De Zerbi potrebbe riavvicinarsi alle posizioni raggiunte dalla squadra sotto la gestione di Eusebio Di Francesco, con uno stile di gioco offensivo e propositivo e una squadra giovane. Per la salvezza Spal, Empoli e Cagliari sembrano partire avvantaggiate rispetto a Frosinone, Chievo e Bologna.

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