La colonia di pinguini reali dell'île aux Cochons fotografata nel 1982 (Henri Weimerskirch)

I pinguini reali sono probabilmente molti meno di quanto pensassimo

Si è scoperto che la colonia più grande al mondo, su un'isola vicino all'Antartide, è passata da 500mila coppie a 60mila

La colonia di pinguini reali dell'île aux Cochons fotografata nel 1982 (Henri Weimerskirch)

Dagli anni Sessanta e fino a poco tempo fa si riteneva che l’île aux Cochons, un’isola vulcanica disabitata di circa 6 chilometri di diametro che si trova più o meno tra il Sudafrica e l’Antartide, ospitasse la più grande colonia di pinguini reali (Aptenodytes patagonicus) del mondo. Erano stati contati per l’ultima volta nel 1982: all’epoca ce n’erano 500mila coppie. Alla fine del 2016 un gruppo di ricercatori ha sorvolato l’isola in elicottero e ha visto molti meno pinguini di quelli che si aspettava: usando un gran numero di fotografie satellitari scattate negli anni è stato possibile stimare che oggi le coppie di pinguini reali siano solo 60mila, il 90 per cento in meno.

L’île aux Cochons – letteralmente “Isola dei maiali”, non perché sia abitata da maiali ma perché nel 1820 alcuni cacciatori di foche americani ce li portarono per fare da provviste in caso di naufragi – fa parte dell’arcipelago delle Crozet, che appartiene alla Francia. Non ha mai avuto una popolazione umana stabile: gli ultimi a rimanerci per un po’ furono 13 naufraghi nel 1887, e dal 2006 è una riserva naturale. Dato che raggiungerla è costoso e difficile per via delle condizioni climatiche del sud dell’oceano Indiano, dove si trova, gli studiosi dei pinguini non sono mai andati a contarli di persona dal 1982. Oltre ai pinguini reali, la seconda specie di pinguini più grandi dopo i pinguini imperatori, vivono sull’isola alcune specie di uccelli, foche ed elefanti marini.

Un articolo scientifico sulla conta dei pinguini è stato pubblicato sulla rivista Antarctic Science. Nella squadra di ricercatori che se ne è occupata c’era anche Henri Weimerskirch, direttore del Centre d’Etudes Biologique de Chizé, che fa parte dell’istituto nazionale delle ricerche francese, una delle persone che visitarono l’île aux Cochons nel 1982. Lui e i suoi colleghi hanno in programma di fare un’altra conta dei pinguini reali di persona, ma dovranno aspettare l’autunno del 2019, sia per i costi della spedizione che per l’alternarsi delle stagioni vicino all’Antartide.

Se la stima di 60mila coppie fosse accurata, la stima attuale del numero di pinguini reali presenti al mondo (1,5 milioni di coppie) sarebbe sbagliata e potrebbero essere inseriti nella lista di animali a rischio d’estinzione.

Non si sa perché il numero dei pinguini dell’île aux Cochons sia diminuito così tanto, ma i ricercatori sospettano che sia per un insieme di cause, tra cui il cambiamento climatico. I pinguini reali, infatti, si accoppiano sull’isola e dopo la deposizione del loro unico uovo maschio e femmina si alternano nella cova. Il membro della coppia che non è impegnato a covare va a procurarsi da mangiare in mare nuotando fino alla convergenza antartica, una ristretta fascia di mare attorno all’Antartide dove le acque fredde del sud si mescolano a quelle relativamente più calde del nord e grazie alle temperature favorevoli si trovano più pesci. Dopo la schiusa dell’uovo, i genitori tornano in mare per pescare il pesce con cui nutrire il pulcino. Se ci mettono più di una settimana ad andare e tornare dalla convergenza antartica è probabile che il loro pulcino muoia di fame. È possibile che una maggiore temperatura delle acque dell’oceano Indiano e del mare Antartico, quindi, abbia allungato i tempi di pesca, causando una moria di pulcini.

Osservando la diminuzione della popolazione della colonia negli anni i ricercatori si sono accorti che il declino è cominciato alla fine degli anni Novanta: è molto probabile che iniziò a causa di El Niño, un insieme di fenomeni atmosferici che si verificano nell’oceano Pacifico – cambiando la temperatura delle sue acque – ogni cinque anni circa e che tra il 1997 e il 1998 furono molto pronunciati. Già si sapeva che in quegli anni un’altra colonia di pinguini, che si trova a 100 chilometri dall’île aux Cochons, aveva avuto grosse difficoltà a causa di El Niño, che aveva reso meno disponibili le risorse di pesce.

La riduzione dell’area senza vegetazione – perché occupata dalla colonia dei pinguini reali durante il periodo riproduttivo – dell’île aux Cochons (Henri Weimerskirch)

Quando le risorse alimentari diminuiscono, la competizione tra i membri di una popolazione aumenta danneggiando tutti gli esemplari. Più la popolazione è numerosa, più l’effetto è pronunciato. In aggiunta a questo fenomeno, la colonia dell’île aux Cochons potrebbe essere stata danneggiata da una malattia infettiva, come il colera aviario che ha decimato le popolazioni di uccelli di altre isole dell’oceano Indiano, ad esempio quella di albatri sull’isola Amsterdam. Anche tenendo conto di tutte queste ipotesi, però, non si spiega interamente come sia stato possibile che la popolazione sia stata decimata. Non si spiega nemmeno, per ora, perché la popolazione dell’île aux Cochons non si sia ripresa dopo gli anni di El Niño, come hanno fatto invece le popolazioni di pinguini di altre isole vicine.

La cacca di 1,5 milioni di pinguini si vede dallo Spazio