Jimmy Durmaz in allenamento con la Svezia a Gelendzhik (JONATHAN NACKSTRAND/AFP/Getty Images)

La Svezia con Jimmy Durmaz

Un giocatore di origini siriane ha ricevuto insulti razzisti e minacce dopo un errore in partita: oggi una ministra svedese è andata in Parlamento con la sua maglia

Jimmy Durmaz in allenamento con la Svezia a Gelendzhik (JONATHAN NACKSTRAND/AFP/Getty Images)

Sabato scorso ai Mondiali di calcio in Russia la Svezia stava pareggiando nella partita dei gironi contro la Germania, campione del mondo in carica. Al quarto minuto di recupero, però, la Germania ha segnato il gol della vittoria con un calcio di punizione di Toni Kroos. Il gol ha riportato in corsa per la qualificazione la Germania e ha compromesso il torneo della Svezia, che fin qui era stato buono. Il fallo che aveva provocato il calcio di punizione era stato un errore di Jimmy Durmaz, esterno d’attacco svedese che era entrato in scivolata colpendo un altro giocatore tedesco, Timo Werner. Dal termine della partita Durmaz ha iniziato a ricevere dai tifosi svedesi minacce di morte e insulti razzisti per le sue origini siriane, nonostante sia nato e cresciuto nella città svedese di Örebro.

Durmaz è figlio di immigrati di etnia siriana aramea che negli anni Ottanta raggiunsero la Svezia da Midyat, città della Turchia meridionale a pochi chilometri del confine con la Siria. Lui nacque nel 1989 e iniziò a giocare a calcio nella squadra di Örebro. Esordì poi nei professionisti con il Malmö, una delle più importanti squadre del campionato svedese, la stessa in cui giocò Zlatan Ibrahimovic. Durmaz è nel giro della nazionale dal 2009, quando iniziò a giocare nelle giovanili, ed esordì nella squadra maggiore nel 2011. Negli ultimi anni ha messo insieme una cinquantina di presenze con la nazionale, di cui è da tempo un membro fisso anche se solitamente non gioca titolare. Il giorno dopo la partita contro la Germania, tutta la Svezia è apparsa in un video in cui Durmaz ha definito totalmente inaccettabili gli insulti e le minacce ricevute.

Oggi, nel giorno in cui la Svezia si gioca la qualificazione agli ottavi nell’ultima partita dei gironi contro il Messico, la ministra svedese delle Politiche sociali e dello sport Annika Strandhäll si è presentata in Parlamento con la maglia gialla numero 21 di Durmaz: nei giorni scorsi Strandhäll aveva difeso pubblicamente il giocatore dagli insulti ricevuti. La federazione calcistica svedese ha invece comunicato tramite il suo segretario Hakan Sjöstrand di aver consegato alla polizia svedese i messaggi offensivi pubblicati nei profili social del giocatore.